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Il dramma dello chef Giancarlo Perbellini, è morta la moglie

Grave lutto per il cuoco tristellato di Verona: Silvia Bernardocchi si è spenta dopo una lunga malattia

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È morta oggi, 30 settembre, Silvia Bernardocchi, 57 anni, veronese, commercialista e moglie dello chef Giancarlo Perbellini. Da circa due anni era in cura per un colangiocarcinoma, un raro tumore delle vie biliari, e negli ultimi mesi aveva scelto di raccontare pubblicamente la propria esperienza, trasformandola anche in un impegno a sostegno della ricerca e dei pazienti.

Nata a Verona l’11 febbraio 1969, Bernardocchi lavorava come commercialista e revisore legale. Aveva affiancato Perbellini anche nelle scelte imprenditoriali e nei passaggi più importanti della sua carriera. Il loro legame era emerso pubblicamente soprattutto il 5 novembre 2024, quando Casa Perbellini 12 Apostoli, a Verona, conquistò la terza stella Michelin. In quell’occasione lo chef volle la moglie accanto a sé sul palco e riconobbe apertamente il suo ruolo in quel risultato, ringraziandola per essere sempre stata al suo fianco.

A Silvia, lo chef Perbellini aveva dedicato anche uno dei suoi menu degustazione, “Io e Silvia”, nato dal sogno condiviso di una nuova Casa per gli ospiti. Proprio in quel periodo Bernardocchi stava affrontando le cure. Dopo, la diagnosi era stata operata nel 2024 e dalla sua esperienza era partito anche il suo impegno nella Fondazione Colangiocarcinoma Ets, istituita ufficialmente nel giugno 2025.

La Fondazione è nata per offrire un punto di riferimento a chi è colpito da colangiocarcinoma e da altre patologie, benigne e maligne, delle vie biliari, negli adulti e nei bambini. Sostiene la ricerca, aiuta pazienti e famiglie a orientarsi tra centri e cure e promuove formazione e confronto tra medici e ricercatori. Ma alla ricerca Bernardocchi affiancava soprattutto il tema dell’informazione. Nel febbraio 2026 la Fondazione aveva promosso a Padova “Oltre la Diagnosi”, un incontro scientifico-divulgativo organizzato in occasione della Giornata mondiale del colangiocarcinoma. Medici di diverse specialità erano stati chiamati a spiegare al pubblico il percorso dalla diagnosi alle cure e l’importanza di affrontare la malattia con équipe multidisciplinari e terapie costruite sul singolo paziente.

Un altro progetto aveva coinvolto direttamente il mondo della ristorazione. Il 13 dicembre 2025, giorno di Santa Lucia, tutti i ristoranti del gruppo di Giancarlo Perbellini avevano destinato alla Fondazione l’intero incasso della giornata.E oltre alla raccolta fondi, anche un’occasione per parlare della malattia ai clientie richiamare l’attenzione sull’importanza dell’informazione e della ricerca.

Bernardocchi aveva particolarmente attenzione sugli aspetti più concreti che seguono una diagnosi: capire a chi rivolgersi, quali passi fare, dove curarsi e come organizzare anche un viaggio o un soggiorno lontano da casa. "La prevenzione, per me, è soprattutto informazione", aveva spiegato. È anche in questa direzione che aveva scelto di rendere pubblica la propria esperienza: perché una vicenda personale potesse diventare uno strumento utile per altri. "Se anche cinque persone in più sapranno dove rivolgersi, avremo portato luce", avevo detto in occasione della giornata di raccolta fondi per Santa Lucia.