La svolta islamica del panuozzo: il tipico panino di Gragnano diventa halal
di Dora IannuzziL’idea, in Francia, di una giovane coppia, Céline Bartolomeo e Sabre Benabdalla. Lei di origini campane, convertita all’Islam e lui marocchino. File e liste d’attesa per provare il loro prodotto
A Mantes-la-Jolie, cinquanta chilometri a ovest di Parigi, c’è chi arriva dopo un’ora di macchina per mangiare un “panuozzo”: si mette in fila davanti a una piccola bottega al 17 di rue Porte-aux-Saints, aspetta, sceglie il ripieno e spesso addirittura filma il primo morso. Stracciatella, pesto, Gorgonzola, peperoni, pomodori secchi, cipolle caramellate, pancetta di manzo, bacon o noce di vitello: tutto halal.
Il locale si chiama Trisapori e la stampa francese lo ha trasformato in uno dei casi gastronomici dell’anno. Rtl parla di «ore di strada, file interminabili e milioni di visualizzazioni su TikTok» e definisce il panuozzo un sandwich italiano tradizionale, con un pane a metà strada tra l’impasto della pizza e il pane classico.20 Minutesè ancora più categorico: «Né pizza né sandwich», ma un pane di pasta da pizza, allungato come una baguette, cotto, farcito e ripassato nel forno. E si domanda se, dopo pizza e pinsa, non sia proprio il panuozzo il prossimo italiano destinato a prendersi la street food francese.
La parte più bella della storia, però, viene prima delle file. Dietro Trisapori ci sono Céline Bartolomeo e Sabre Benabdalla. Lei è italiana, campana, e lavorava nel marketing; lui, di origine marocchina, era un quadro del settore bancario. Nel 2021, appena tornano a essere possibili i viaggi dopo il Covid, partono in macchina tra Roma, Napoli e Firenze: entrano nelle gastronomie, osservano salumi, formaggi, pasta fresca, assaggiano. E cominciano a immaginare un posto loro.
L’idea nasce anche dentro casa: Céline si è convertita all’Islam e vorrebbe continuare a mangiare quei sapori italiani con cui è cresciuta, rispettando però le prescrizioni halal. Sabre gira l’Île-de-France alla ricerca di buona charcuterie senza maiale e trova un mercato che gli sembra povero di alternative: da una parte ristoranti halal costosi, dall’altra kebab, tacos e fast food. Mancava, secondo loro, qualcosa di quotidiano ma curato, italiano senza essere esclusivo, halal senza essere destinato soltanto a una comunità.
«Sono italiana, vengo da una zona non lontana da Napoli e volevo far conoscere questo sandwich che ho sempre mangiato. Qui, nelle boulangerie, non trovavo i prodotti che mi piacevano», ha raccontato Céline. Trisapori apre il 20 settembre 2022. La storia, all’inizio, assomiglia poco a una favola: la strada è poco frequentata, i clienti scarseggiano. Céline e Sabre vendono pasta fresca e formaggi italiani e, per finanziare il progetto, chiedono prestiti ai familiari, partecipano a concorsi per giovani imprese, cercano aiuti. Per sei mesi, ha raccontato Sabre, il locale semplicemente non funziona.
Poi nella storia entra un pane nato quarantatré anni prima a Gragnano: è il 1983 quando Giuseppe Mascolo, pizzaiolo, prepara qualcosa da mangiare ai figli usando l’impasto che ha già sotto le mani. Invece di stenderlo nel disco della pizza lo allunga, lo cuoce e lo apre per farcirlo con pancetta e mozzarella. La figlia Pasqualina, tredicenne, gli dà il nome: panuozzo, un piccolo pane. Dalla prima pancetta e mozzarella sono arrivate provola, salsiccia e friarielli, melanzane, verdure e salumi: Gragnano ne ha fatto una specialità, poi il panuozzo ha attraversato i Monti Lattari, da Pimonte ad Agerola e Sant’Antonio Abate, fino a entrare nel repertorio dei prodotti tradizionali campani.
A Mantes-la-Jolie oggi arriva con la stessa forma ma trova un altro ripieno e soprattutto un altro pubblico. La pancetta di maiale lascia il posto a quella di manzo, il bacon è di vitello; intorno restano stracciatella, pesto, gorgonzola, verdure e prodotti importati dall’Italia. Non si tratta tanto di inventare un “panuozzo musulmano”, quanto di risolvere una questione che Céline e Sabre conoscono bene. Sabre la racconta attraverso le riunioni delle loro famiglie: «I miei suoceri non sono musulmani. A tavola c’era sempre una separazione: alcune cose per noi, altre per loro. E noi volevamo eliminare quella distinzione».
In una città come Mantes-la-Jolie l’intuizione trova terreno fertile. Nel quartiere del Val-Fourré vive da decenni una numerosa popolazione di origine maghrebina e il commercio halal fa parte della vita quotidiana, ma davanti a Trisapori cominciano presto a mettersi in fila anche clienti non musulmani, attratti dal nuovo panino. Poi, nell’aprile del 2025, arriva Happy Cook: il creator assaggia il panuozzo, pubblica un video e lo definisce il miglior sandwich di Francia. È la scintilla di un fenomeno social che non accenna a fermarsi. Nel 2026 RTL parla di centinaia di video e milioni di visualizzazioni.
E intanto il panuozzo prende la strada per Parigi: Panozzi, che dichiara esplicitamente l’origine di Gragnano e definisce il prodotto «un’alternativa originale alla pizza», ha indirizzi nel Marais, nell’VIII arrondissement e sul Canal Saint-Martin, oltre a Vincennes.In ru e de Berri, a pochi passi dagli Champs-Élysées, Atelier Napoli si è specializzato nel panuozzo napoletano halal, mentre a Pigalle, Magio si presenta ormai come una sandwicherie italiana halal specializzata proprio nel panuozzo, con pane preparato in casa, stracciatella pugliese e pesto genovese.
Anche Trisapori prepara il salto verso Parigi, ma Céline tiene a precisare che il nuovo locale non nascerà soltanto per inseguire la moda del momento: il panuozzo resterà uno dei prodotti forti, mentre l’idea continua a essere quella iniziale, far conoscere prodotti italiani a un pubblico che prima difficilmente li incontrava in questa forma. Così quarantatré anni dopo la cena improvvisata da un pizzaiolo per i suoi figli, il panuozzo è uscito dai Monti Lattari e si è messo in fila davanti a una bottega francese: a Gragnano gli hanno dato il nome, a Mantes-la-Jolie hanno scoperto quante persone potevano mangiarlo insieme.