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Dal re d’Italia al drink più amato di New York: in un bicchiere i 170 anni di Ballor

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Centosettanta anni di storia italiana possono stare comodamente dentro un bicchiere. Per la precisione in uno di vermouth. C’è una casa liquoristica piemontese che è stata tra le protagoniste assolute dell’età d’oro dell’aperitivo piemontese, la Ballor, fondata a Torino nel 1856 da Giuseppe Ballor, e sviluppata insieme al figlio Paul e ai soci Henry Freund ed Emilie Roussette. In sé contiene un patrimonio di inestimabile valore che oggi la famiglia Bonollo 1908 porta avanti con l’obiettivo di emergere anche nella tendenza liquoristica contemporanea.

Le origini e i viaggi in America. Come ricordato, il successo di Ballor affonda le radici nella straordinaria vivacità della Torino risorgimentale. Ed è grazie alla lungimiranza imprenditoriale del brand che si compiono le scelte giuste soprattutto con una logistica all'avanguardia: il trasferimento dello stabilimento produttivo a Cambiano, strategico snodo ferroviario, permise di raggiungere con rapidità non solo i mercati nazionali, ma di aprirsi a una forte proiezione internazionale.

“L'azienda si è spostata da Torino a Cambiano – ricorda Elvio Bonollo, consigliere d'amministrazione di Bonollo 1908 Alta Distilleria – e la vicinanza alla stazione e agli snodi ferroviari consentiva di raggiungere velocemente i clienti, non solo nazionali ma anche internazionali. Abbiamo prove del fatto che l'azienda era molto attiva nei mercati europei e nel mercato americano già prima della fine dell’Ottocento". Documenti commerciali del 1893 mostrano spedizioni marittime con container le cui pareti erano coibentate in madera fino (legno di qualità), garantendo la perfetta conservazione delle merci oltreoceano. Sulle etichette, la locomotiva a vapore divenne il simbolo di questa spinta al progresso, affiancata dai sigilli dei massimi riconoscimenti: 12 diplomi d'onore e 13 medaglie d'oro conquistate nelle Esposizioni Universali di Parigi, Londra, Dublino e Chicago.

Un prestigio coronato nel 1902, quando Casa Savoia conferì a Ballor il titolo di fornitore di Sua Maestà il Re d'Italia. Il rito sociale dell’aperitivo. Nei caffè storici torinesi dell'Ottocento, il consumo del Vermouth divenne un rituale sociale e politico: “Il rito del vermouth non era semplicemente una consumazione, ma era un modo per convivere, per fare l'aperitivo dove le persone e le estrazioni più elevate si trovavano per fare discussioni anche di carattere politico” racconta Bonollo. Per accompagnare questa crescita, Ballor curò la comunicazione collaborando con illustri artisti e cartellonisti, creando immagini di grande eleganza e dinamismo sabaudo. Negli anni '20, lo stabilimento di Cambiano superava i 50mila metri quadri e ospitava persino le abitazioni per le famiglie dei lavoratori, a testimonianza di una spiccata responsabilità sociale d'impresa.

La rinascita firmata Bonollo. Nel 2015 la famiglia Bonollo 1908 ha scelto di rilevare lo storico brand, avviando un meticoloso lavoro di studio per riportare la gamma all'antico splendore. “La sfida era partire dai valori storici, che già c'erano – piega la proprietà – mantenendo la componente aristocratica ma aggiungendo quella chiave contemporanea che risponde alle esigenze dei consumatori di oggi, alla ricerca delle proprie radici”. Questa filosofia ha dato vita a tre opere liquoristiche d'eccellenza.

Il Ballor Vermouth (Il Vermouth di Paul) rinasce fedele al metodo tradizionale tramite l'infusione di 30 botaniche e un tocco di Marsala in stile old style. Con le sue eleganti note di chiodi di garofano, cannella, dattero e arancia candita, vanta una storicità unica nella mixology internazionale: già nel 1908 figurava nelle ricette del Manhattan a New York, fino a essere consacrato nel leggendario Savoy Cocktail Book del 1930. Come ha detto il brand ambassador Mauro Suman: “Uno sguardo profondo alla tradizione con ricette vere e macerazioni statiche, ma con una piacevolezza e una forza capaci di ricavargli un posto unico nel mercato”.

Al Vermouth si affianca il Ballor Gin (Il Gin di Emilie), un distillato fresco e balsamico ispirato ai viaggi dell'ottocentesca botanista Emilie Roussette. Il suo profilo traccia un itinerario sensoriale attraverso l'Italia: la menta piemontese al Nord, il ginepro toscano al Centro, gli agrumi di Sicilia e Calabria (pompelmo rosa, arancia dolce, bergamotto) al Sud, chiudendo con timo e basilico. A completare la trilogia è Ballor 100 (L’Esotico Italiano - L’Amaro di Henry), un unicum nel panorama degli amari che racchiude ben cento botaniche dai cinque continenti. Frutto di una macerazione differenziata, bilancia note amaricanti (rabarbaro, genziana, china, assenzio), sfumature balsamiche e calde spezie esotiche.