Barolo: asta record per aiutare chi lavora nelle vigne
di Lara De LunaRaccolti 1.140.500 euro con offerte da Londra e New York. Tra le iniziative sostenute, formazione professionale e accoglienza notturna per gli stagionali
Tra i lotti contesi dai collezionisti e un posto dove dormire per chi vendemmia, la distanza può sembrare lunga. A Grinzane Cavour si è accorciata a colpi di martelletto: la sesta edizione di Barolo en primeur ha raccolto 1.140.500 euro e una parte della somma contribuirà a finanziare formazione e accoglienza per i lavoratori stagionali delle vigne. Una destinazione che riporta il racconto dei grandi vini a chi, tra i filari, ci passa le giornate.
Il 23 ottobre, nelle sale del castello e in collegamento con Londra e New York, a guidare i rilanci è stato Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia. A Federico Basso il compito di intervallare le aggiudicazioni con i suoi interventi comici: tra una paletta alzata e un conto da aggiornare, c’era spazio anche per alleggerire la serata. Il risultato è il più alto raggiunto dall’iniziativa, promossa da Fondazione CRC Donare ETS e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. Dal 2021 il totale arriva così a 5.674.800 euro, a sostegno di oltre 120 progetti in ambito sanitario, sociale, educativo e culturale.
Al centro dell’asta, quattordici barrique di Barolo Gustava dell’annata 2025, vinificate singolarmente dall’enologo Donato Lanati. Ciascuna darà vita a 270 bottiglie, che saranno consegnate agli aggiudicatari nel 2029, al termine dell’affinamento previsto dal disciplinare. È la formula dell’en primeur, che permette di acquistare il vino prima della sua immissione sul mercato. A firmare le etichette di questa edizione è l’artista venezuelana Sol Calero, con l’opera “Paisaje de vino”: un altro elemento di interesse per chi, oltre a bere, ama collezionare.
In aggiunta sette lotti comunali di Barolo e Barbaresco donati da 39 cantine del Consorzio: 681 bottiglie, per oltre 660 litri di vino. La novità di quest’anno erano le 31 bottiglie storiche, con annate che risalgono fino al 1996. Il catalogo teneva così insieme vendemmie recenti e vini con trent’anni alle spalle, offrendo ai partecipanti più di una ragione per contendersi un lotto. Il capitolo più vicino alla vita del territorio riguarda però la destinazione dei fondi.
Tra i progetti di questa edizione, Fondazione CRC ha scelto di sostenere in particolare l’Accademia della Vigna, promossa dall’impresa sociale We.Co., che opera nel comparto vitivinicolo di Alba, Langhe e Roero attraverso la formazione, lo sviluppo delle competenze e l’inclusione sociale. L’altra iniziativa è l’apertura di un servizio temporaneo di accoglienza notturna ad Alba, in locali messi a disposizione dal Comune, rivolto a persone senza fissa dimora e lavoratori stagionali senza un’abitazione stabile, a partire da quelli impiegati nelle vigne.
Due interventi che aggiungono una voce concreta al discorso sul valore del vino. Accanto alla reputazione internazionale delle denominazioni e alle quotazioni delle bottiglie, entrano le condizioni di chi contribuisce a produrle: imparare un mestiere, trovare un alloggio, poter lavorare in un territorio senza restare ai suoi margini. Il ricavato dell’asta sostiene iniziative anche lontane dalle Langhe; queste due cominciano proprio dai filari di casa. Domenica 8 novembre la quindicesima e ultima barrique sarà battuta durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, sempre al Castello di Grinzane Cavour, con un collegamento live con Hong Kong.