"Cambiate la forma del vostro ciccolato”: Toblerone contro una piccola start up
di Luisa MoselloLa multinazionale Mondelēz International, che detiene il marchio del dolce dall’inconfondibile sagoma, ha fatto causa al minuscolo laboratorio Catherine’s Originals”
La disputa del Toblerone. Ovvero dalla dolcezza all'amaro in bocca il passo, o meglio il morso è stato breve per chi sperava di lanciare una barretta vegana di cioccolata per tutti i golosi, nessuno escluso. Ma non ha fatto i conti con un colosso dolciario americano come Mondelēz International che ha sbarrato il passo al minuscolo laboratorio dolciario Catherine’s Originals (con solo 10 persone) nel West Sussex, in Inghilterra. La sua colpa? Secondo gli accusatori, che hanno portato in tribunale la disputa legale, aver copiato l'inconfondibile sagoma del famosissimo cioccolato con quel profilo "dentato" che identifica le vette montane del marchio svizzero che appartiene alla multinazionale sul piede di guerra.
Da parte sua, la fondatrice della piccola azienda britannica Catherine Dodd respinge ogni accusa di plagio. Secondo la giovane imprenditrice che ha lanciato la sua creatura sul mercato cinque anni fa quando era ancora un'adolescente seguitissima su Instagram, quelle sporgenze della barretta tanto contestate non sono spigolose ma arrotondate e non richiamerebbero le cime delle montagne del "rivale" bensì la lettera O del suo brand che si chiama "O' Bar". E per questo si rifiuta di cedere alla pressione e alle richieste del colosso statunitense di modificare il suo prodotto, accettando di sostenere la pur faticosa battaglia legale.
Non è la prima volta che la multinazionale a stelle e strisce presente in oltre 150 Paesi in tutto il mondo, che detiene marchi ad altissimo tasso di golosità senza limiti come per esempio Oreo e Milka e anche Mikado, Cipster, Ritz o Philadelphia, dichiara guerra a chi osa anche solo avvicinarsi all'iconica sky line della tavoletta elvetica. Anche nel 2017 aveva accusato la catena discount Poundland, anche questa britannica, di aver creato la barretta “Twin Peaks” con una forma a doppia cima per troppi versi simile alla celebre cioccolata. All'epoca la catena commerciale cedette e accettò di ridisegnare la forma del dolce.
La difesa e l'esaltazione di Toblerone sembra non avere limiti e sconfina anche in altri settori, come quello automobilistico. Lo scorso maggio alla presentazione della Ferrari Luce, la prima attesissima vettura completamente elettrica della casa di Maranello, quando il design della vettura aveva scatenato un'ondata di critiche e di commenti ironici, il marchio svizzero aveva pubblicato un post sui suoi canali social prendendo apertamente di mira le linee fluide della nuovissima supersportiva made in Italy. Nell'immagine appariva una versione modificata del suo packaging con bordi morbidi e arrotondati al posto di quelli a spigolo triangolari. Il testo recitava: "Questo non succederà". Tutto scritto in maiuscolo. E di seguito: "Manterremo sempre i nostri angoli".
Ma non ci sono solo rivendicazioni e vittorie nella storia di questo simbolo di gola a tutto palato. Guardando un po' più indietro nel tempo nel 2023 le mitiche tavolette hanno dovuto dire addio all'immagine iconica della vetta del Cervino dalla loro confezione, perché avendo deciso di sposta la produzione fuori dalla Svizzera, in Slovacchia, secondo le leggi elvetiche il cioccolato non poteva più essere considerato "svizzero" e dunque avere quel riferimento geografico.
E poi c'è il fenomeno dello shrinkflation, il processo di riduzione delle dimensioni dei prodotti di largo consumo con i prezzi che restano invariati, o addirittura vengono aumentati. Fra gli esempi più citati, in negativo, c'è proprio il Toblerone. Già nel 2010 erano state ridotto le dimensioni: dai 200 grammi originari a 170 grammi. E nel 2016 si era arrivati 150 grammi. Quello da 400 è stata diminuito di 40 grammi. Come? Aumentando lo spazio fra le caratteristiche piramidi di cioccolato al centro di tutte le dispute.