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Massimo Ammaniti sul bonus psicologo: “Le tante domande sono un grido di aiuto che va ascoltato per il bene del Paese”

Lo psichiatra: “Se questo disagio sarà ignorato serviranno altri soldi per curare pazienti che aiutati prima potevano guarire”
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«Siamo di fronte a un grido di aiuto collettivo. Basterebbero i numeri per testimoniare, ancora una volta, quanto è grande la sofferenza mentale delle persone. Questi fondi sono una goccia nel mare. Investire sul benessere psichico è investire sul futuro di un Paese, invece spesso la risposta sono soltanto i tagli alla Sanità». Massimo Ammaniti, psichiatra e psicoanalista, non nasconde il suo stupore di fronte alla valanga di domande per il bonus psicologo arrivate all’Inps.

Ammaniti, cosa ci dicono questi numeri?

«Confermano la mia preoccupazione per lo stato collettivo di salute mentale della popolazione, bambini, giovani e adulti. Se pensiamo che il 20% dei giovani tra i 16 e i 25 anni soffre di stati d’ansia, depressione, disturbi alimentari, spinte suicidarie è evidente quanto sia povera la risposta dello Stato. Stanziare così pochi fondi è davvero un’azione miope».

Nel senso che le sofferenze mentali se non curate peggiorano, quindi peggiora la salute di un Paese?

«Se il disagi…

«Siamo di fronte a un grido di aiuto collettivo. Basterebbero i numeri per testimoniare, ancora una volta, quanto è grande la sofferenza mentale delle persone. Questi fondi sono una goccia nel mare. Investire sul benessere psichico è investire sul futuro di un Paese, invece spesso la risposta sono soltanto i tagli alla Sanità». Massimo Ammaniti, psichiatra e psicoanalista, non nasconde il suo stupore di fronte alla valanga di domande per il bonus psicologo arrivate all’Inps.

Ammaniti, cosa ci dicono questi numeri?

«Confermano la mia preoccupazione per lo stato collettivo di salute mentale della popolazione, bambini, giovani e adulti. Se pensiamo che il 20% dei giovani tra i 16 e i 25 anni soffre di stati d’ansia, depressione, disturbi alimentari, spinte suicidarie è evidente quanto sia povera la risposta dello Stato. Stanziare così pochi fondi è davvero un’azione miope».

Nel senso che le sofferenze mentali se non curate peggiorano, quindi peggiora la salute di un Paese?

«Se il disagio psichico viene ignorato ci sarà poi bisogno di altre risorse sanitarie per curare pazienti che se trattati prima sarebbero potuti guarire. Ma il problema va oltre il bonus psicologo. Se non ci sono infatti abbastanza fondi per le necessarie sedute di psicoterapia, spesso l’unica strada che resta, purtroppo, sono i farmaci. Il punto è che l’Italia ha smantellato tutta la rete dei servizi territoriali di salute mentale, in particolare quella destinata ai bambini e agli adolescenti».

Secondo i calcoli dell’Inps agli utenti che riusciranno ad avere il bonus psicologo spetteranno tra i 500 e i 1.500 euro per l’intero ciclo di psicoterapia. Sono sufficienti?

«Ci sono anche terapie brevi, ma comunque l’importo è basso. Eppure, se i fondi del bonus psicologo fossero reali, non soltanto per pochi, l’effetto sarebbe davvero positivo. Per chi soffre di depressione, di ansia, sentire che lo Stato non ti abbandona al tuo dolore avrebbe già di per sé degli effetti positivi».

Il bonus psicologo dovrebbe diventare una misura strutturale?

«Non si può supplire con un bonus ai tagli di risorse. Siamo addirittura scesi sotto il 3% per quanto riguarda lo stanziamento di fondi per la salute mentale, mentre la spesa media nel resto d’Europa è almeno del 10%. I direttori dei dipartimenti di salute mentale lamentano una gravissima mancanza di personale nelle loro strutture, sono al di sotto di diecimila tra psichiatri, psicologi e infermieri. Come dicevo è un’azione miope, bisogna investire sulla salute psichica delle persone».

È quello che chiedono a gran voce i ragazzi scesi in piazza ammettendo di avere un disagio e il diritto di stare bene. Lei parlava della prima generazione che rivendica politicamente il diritto al benessere psicologico.

«Cito gli studi del premio Nobel per l’economia James Heckman. Ha dimostrato che investire sulla salute psichica fin dalla prima infanzia porta alla crescita di individui più sereni, a una maggiore inclusione sociale, a migliori risultati nello studio e nelle relazioni. Ma porta, anche, grandi risparmi per il servizio sanitario nazionale perché questi bambini saranno poi adulti più sani e realizzati».

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