Per Ilaria Salis 173mila voti: libera non appena il parlamento europeo la proclamerà eletta. Ecco cosa succede adesso
di Giuliano FoschiniL’onorevole Ilaria Salis potrebbe essere liberata già nelle prossime settimane, non appena il parlamento europeo la proclamerà eletta. Per l’attivista italiana, infatti, è stato un trionfo di preferenze, tante da spingere il partito che l’ha candidata Avs, a un risultato unico nella sua storia: il 6,6 per cento delle preferenze, ben sopra quel 4 per cento necessario per accedere al Parlamento. Salis è prima in entrambe le circoscrizioni in cui era candidata: quella nord occidentale, dove Avs è andata sopra il 7 e lei ha raccolto 123mila voti, per dire ventimila di più rispetto al ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Ma è stata prima anche nelle isole, con 50mila voti, 15mila in più del generale Roberto Vannacci, che il leader della Lega Matteo Salvini ha strumentalmente contrapposto a lei in tutta la campagna elettorale.
L’onorevole Ilaria Salis potrebbe essere liberata già nelle prossime settimane, non appena il parlamento europeo la proclamerà eletta. Per l’attivista italiana, infatti, è stato un trionfo di preferenze, tante da spingere il partito che l’ha candidata Avs, a un risultato unico nella sua storia: il 6,6 per cento delle preferenze, ben sopra quel 4 per cento necessario per accedere al Parlamento. Salis è prima in entrambe le circoscrizioni in cui era candidata: quella nord occidentale, dove Avs è andata sopra il 7 e lei ha raccolto 123mila voti, per dire ventimila di più rispetto al ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Ma è stata prima anche nelle isole, con 50mila voti, 15mila in più del generale Roberto Vannacci, che il leader della Lega Matteo Salvini ha strumentalmente contrapposto a lei in tutta la campagna elettorale.
“Salis una volta proclamata dovrà essere immediatamente scarcerata, l’Ungheria non può fare diversamente” aveva spiegato a Repubblica la professoressa Marina Castellaneta, docente dell’università di Bari, tra le principali esperte italiane di diritto europea. L’articolo 9 del Protocollo 7 sui “Privilegi e le immunità dell’Unione europea” prevede infatti che i membri dell’Europarlamento “beneficiano, sul territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del Parlamento del loro Stato” e “non possono, sul territorio di ogni altro Stato membro, essere detenuti né essere oggetto di procedimenti giudiziari”. Secondo alcuni la norma potrebbe essere aggirata dal fatto che si sospende in caso di arresto in flagranza di reato. Cosa che però nel caso della Salis è solo in parte avvenuto e, comunque, ormai è in corso il processo.
L’attivista italiana è oggi ai domiciliari a Budapest dopo aver trascorso più di un anno in carcere. E’ arrivata dopo un lungo braccio di ferro con le autorità ungheresi ed è stata liberata soltanto dal tribunale del Riesame. Con una lettera ha chiesto al Governo di poter passare i domiciliari in ambasciata perché teme per la sua incolumità, essendo diventata un obiettivo dei neofascisti ungheresi che hanno minacciato di morte, durante un’udienza del processo, anche i suoi legali.
Non ce ne dovrebbe essere bisogno: appena proclamata sarà libera e potrà tornare in Italia, oltre chiaramente a recarsi a Bruxelles e Strasburgo. “Ma davvero? Sono emozionata, è una notizia straordinaria. Sono pronta a cominciare e a lottare” ha detto domenica notte al telefono a Fratoianni, davanti ai primi risultati.