“Gioventù Meloniana”: la faccia nascosta dei ragazzi di FdI, tra saluti romani, inni al duce e “Sieg Heil”
di Paolo BerizziSaluti romani, inni al duce, “boia chi molla” e “Sieg Heil”, apologia del terrorismo nero e insulti a neri e omosessuali. E ancora: concerti fascio-rock ai quali partecipano anche deputati di spicco del partito di Giorgia Meloni.
Affollati da ragazzi che si identificano come “legionari” (con tanto di saluto del legionario, in voga nei gruppi dell’estrema destra), “camice nere” e “camerati, mica poveri coglioni”. E’ lo spaccato – in buona parte già raccontato da Repubblica con un’inchiesta a puntate l’anno scorso - che emerge da un’indagine giornalistica sotto copertura realizzata da Fanpage (con la sua unità investigativa Backstair) sulla “Gioventù Meloniana”, ovvero i giovani militanti di Fratelli d’Italia.
L’inchiesta
L’inchiesta – andata in onda a Piazza Pulita su La7 – racconta con una telecamera nascosta un mondo caratterizzato da un doppio livello: quello “di facciata”, sobrio e moderato, della giovanile del partito in occasioni ufficiali e istituzionali (come Atreju o Fenix, qu…
Saluti romani, inni al duce, “boia chi molla” e “Sieg Heil”, apologia del terrorismo nero e insulti a neri e omosessuali. E ancora: concerti fascio-rock ai quali partecipano anche deputati di spicco del partito di Giorgia Meloni.
Affollati da ragazzi che si identificano come “legionari” (con tanto di saluto del legionario, in voga nei gruppi dell’estrema destra), “camice nere” e “camerati, mica poveri coglioni”. E’ lo spaccato – in buona parte già raccontato da Repubblica con un’inchiesta a puntate l’anno scorso - che emerge da un’indagine giornalistica sotto copertura realizzata da Fanpage (con la sua unità investigativa Backstair) sulla “Gioventù Meloniana”, ovvero i giovani militanti di Fratelli d’Italia.
L’inchiesta
L’inchiesta – andata in onda a Piazza Pulita su La7 – racconta con una telecamera nascosta un mondo caratterizzato da un doppio livello: quello “di facciata”, sobrio e moderato, della giovanile del partito in occasioni ufficiali e istituzionali (come Atreju o Fenix, quest’ultima è la festa ufficiale di GN), e quello nascosto, il “retrobottega”, dove i baby camerati si lasciano andare al richiamo della foresta: nostalgismi, richiami diretti al fascismo mussoliniano e soprattutto al neofascismo eversivo degli anni 70, la “palestra” da cui provengono i Marcello De Angelis, i Signorelli, i Ciavardini ed altri. Il vero volto e la formazione della gioventù meloniana raccontati da Fanpage confermano – attraverso immagini televisive - ciò che Repubblica rivelò con un’inchiesta a luglio-agosto 2023.
I campi estivi paramilitari
I campi estivi paramilitari, i vecchi miti nazifascisti, i legami con i suprematisti bianchi europei, i ritrovi con ultras violenti e pregiudicati, il rito nero del solstizio d’inverno e il “fuoco della tradizione”, i kulturkampf in stile Sparta chiamati “Agoghè”, sul modello dei campi Hobbit dove si è formata anche Giorgia Meloni; i convegni revisionisti, le letture apologetiche e l’esaltazione degli “eroi” e dei “martiri” del fascismo e del nazismo come Erich Priebke, il boia delle fosse ardeatine, e Heinrich Himmler, al comando delle SS hitleriane. E, appunto, un’estetica fascista fatta di posture marziali, saluti romani o del legionario. Al centro: loro, i militanti meloniani di Gioventù Nazionale e di Azione studentesca (si definiscono la Generazione Fenix, nuova nata dopo la Generazione Atreju).
L’omaggio al Verano
Gli stessi che a gennaio 2024 hanno sfilato al cimitero Verano di Roma – omaggiati con un servizio dal Tg1, l’ammiraglia di tele-Meloni - per una “marcia patriottica” in omaggio a “tutti gli eroi italiani”. “Il futuro passa dal ricordo della storia”, spiegarono intrisi di una retorica patriottica, tra tricolori, Mameli, e però declinata in chiave identitaria, con un occhio di riguardo per i militanti neofascisti caduti negli anni di Piombo. L’aspetto che più colpisce di questo mondo della futura classe dirigente meloniana è, tra gli altri - oltre alla celebrazione e all’esaltazione di un passato che non passa - il coinvolgimento di prime linee del partito ai ritrovi: Arianna Meloni, che ha in mano la segreteria di FdI, suo marito Francesco Lollobrigida, i “colonnelli” Nicola Procaccini e altri anelli di collegamento tra la destra di Palazzo e le future nuove leve del partito. Ospiti abituali ai raduni di Gioventù Nazionale sono, tra gli altri, la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, Giovanni Donzelli e Federico Mollicone, quest’ultimo appena sospeso per sette giorni dal Parlamento per l’aggressione al deputato M5S Emanuele Donno.
Fondi del servizio civile usati per la propaganda
Nell’inchiesta alcuni esponenti dell’organizzazione giovanile parlano anche di un escamotage per utilizzare dei fondi del servizio civile per finanziare attività politiche e campagne di propaganda e apologia del fascismo. Il responsabile sicurezza del Pd ed ex vice ministro degli interni, Matteo Mauri ha già annunciato un'interrogazione parlamentare in merito.