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L’incontro tra Mattarella e gli azzurri al Colle: “Ho infranto il protocollo ma ne è valsa la pena”

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La frase del Capo dello Stato riferita alla scelta di tornare all’OIimpico per vedere la staffetta 4x100 vinta dall’Italia. E a Tamberi: “Quei due salti da thriller”. Infine sulla guerra: “L’Onu ha chiesto una tregua per i Giochi, ma temo prevalga l’ottusità dei belligeranti”
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ROMA — Nei giardini del Quirinale, davanti a duecento azzurri in partenza per i Giochi olimpici e paralimpici di Parigi, Sergio Mattarella veste i panni del commissario tecnico paterno. Dice a Gianmarco Tamberi, oro nel salto in alto agli Europei appena conclusi a Roma: «Più ci penso e più ritengo che lei abbia voluto mettere in campo una sorta di thrilling alla Hitchcock con quei due salti nulli prima di volare a 2,37». Tutti abbiamo davanti agli occhi lo slancio con cui martedì sera, all’Olimpico, il presidente l’ha abbracciato avvolto nel tricolore. Un’esultanza festosa, quasi un inedito, perché al presidente della Repubblica il galateo impone la stretta di mano.

Una passione per lo sport

Per una volta Mattarella si è lasciato andare perché ama si…

ROMA — Nei giardini del Quirinale, davanti a duecento azzurri in partenza per i Giochi olimpici e paralimpici di Parigi, Sergio Mattarella veste i panni del commissario tecnico paterno. Dice a Gianmarco Tamberi, oro nel salto in alto agli Europei appena conclusi a Roma: «Più ci penso e più ritengo che lei abbia voluto mettere in campo una sorta di thrilling alla Hitchcock con quei due salti nulli prima di volare a 2,37». Tutti abbiamo davanti agli occhi lo slancio con cui martedì sera, all’Olimpico, il presidente l’ha abbracciato avvolto nel tricolore. Un’esultanza festosa, quasi un inedito, perché al presidente della Repubblica il galateo impone la stretta di mano.

Una passione per lo sport

Per una volta Mattarella si è lasciato andare perché ama sinceramente il nostro sport, in ciò ricambiato, come dimostra la reiterata consuetudine che unisce le varie federazioni al Quirinale. L’altra sera è voluto tornare allo stadio, in forma privata, per assistere alla staffetta della 4 per 100. «Ho commesso un’infrazione al protocollo, ma vi assicuro che ne valeva la pena». Gli atleti, guidati dal presidente del Coni Giovanni Malagò, da quello del comitato paralimpico Luca Pancalli e dal ministro Andrea Abodi, lo applaudono ridendo.

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L’elogio alla Errigo e le sue lacrime

C’è un clima di festa sotto le palme in questo giovedì opulento. La banda musicale suona l’inno. Gli sportivi fanno la fila per i selfie. Mattarella elogia la schermitrice Arianna Errigo, la nostra portabandiera, per riuscire a essere madre e campionessa: un elogio a tutte le mamme d’Italia alle prese con la fatica di tenere insieme lavoro ed educazione dei figli. Arianna si commuove: «Quando l’ho saputo non riuscivo a dormire e con due bambini non è facile. Diventare mamma mi ha reso la vita difficile per incastrare tutto, tra figli e allenamenti. Ma ora mi sento un’atleta più matura e una mamma più felice».

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Un’altra estate di guerra

È un’altra estate di guerra. Dice Mattarella: «Le Nazioni Unite hanno chiesto una tregua olimpica: non se questo avverrà perché si scontra con l’ottusità di chi scatena la guerra». «Vogliamo battere il record di medaglie di Tokyo», è il proposito di Malagò. La vera vittoria è il comportamento, specifica però Mattarella. «I quarti posti sono importanti quanto le medaglie». Quali valori coglie nello sport? Passione. Dedizione. Senso del sacrificio (non c’è talento senza fatica). Forza dello stare insieme. Capacità nel rialzarsi dalle sconfitte. L’anno scorso è andato alla festa della cultura paralimpica a Taranto, il suo sguardo nei confronti di questi atleti è sempre stato speciale, perché implica inclusione e rispetto. Non a caso ha menzionato i loro alfieri, Luca Mazzone e Ambra Sabatini. L’agonismo come agenzia educativa. Dice: «Tanti ragazzi e ragazze saranno sollecitati a dedicarsi alla pratica sportiva».

Tifoso dell’Inter ed esperto di volley

Una volta, ricevendo le vecchie glorie del calcio, disse: «Se in una scuola parlo dell’importanza della pratica sportiva mi stanno a sentire, ma poi se lo dimenticano. Se lo dice un campione l’esempio ha molto più forza». Mattarella tifa Inter. Ama molto la pallavolo, è sempre sulle tribune per le finali più importanti, quella delle donne è una squadra multiculturale, come quelle dell’atletica, uno specchio del mutamento che il Quirinale ha sempre incoraggiato stando dalla parte dell’umano. Conosce le regole del gioco. Ha memoria. Con i protagonisti si diverte a ricordare i loro risultati.

Il dialogo con Pietrangeli

Al tennista Pietrangeli una volta disse: «Io mi ricordo una sua partita di sessant’anni fa». «Non può essere», rispose Nicola Pietrangeli con civetteria. «No, no, era proprio lei, in Australia». Nel consegnargli il tricolore ha colpito inavvertitamente Tamberi. «Spero di non averti fatto male», gli ha detto Mattarella. «Ma no, la considero una benedizione», ha risposto Tamberi.

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