Cutro, nuove prove sui mancati soccorsi. La Procura chiede una proroga di sei mesi per l'inchiesta bis
di Alessandra ZinitiNonostante le smentite di prammatica della Guardia costiera, ci sono mail e circolari, adesso acquisite dalla Procura di Crotone, che confermano che le direttive di soccorso in mare per la Guardia costiera prima del disastro di Cutro erano cambiate. E che l'intervento di soccorso è previsto solo in caso di evento Sar, ossia "quando le condizioni del natante o meteomarine pongono in serio ed immediato pericolo di vita gli occupanti del natante". Tutti gli altri sono operazioni di polizia marittima, dunque di competenza della Guardia di finanza.
La circolare
Così ribadisce, persino un mese dopo il naufragio di Cutro, una circolare firmata dal capo del centro di ricerca e soccorso di Roma Gianluca D'Agostino, scovata nelle scorse settimane dalla trasmissione "Il cavallo e la torre" e ora finita agli atti dell'inchiesta bis su Cutro.
Inchiesta che dunque si complica con l'acquisizione di disposizioni e operative e lettura d…
Nonostante le smentite di prammatica della Guardia costiera, ci sono mail e circolari, adesso acquisite dalla Procura di Crotone, che confermano che le direttive di soccorso in mare per la Guardia costiera prima del disastro di Cutro erano cambiate. E che l'intervento di soccorso è previsto solo in caso di evento Sar, ossia "quando le condizioni del natante o meteomarine pongono in serio ed immediato pericolo di vita gli occupanti del natante". Tutti gli altri sono operazioni di polizia marittima, dunque di competenza della Guardia di finanza.
La circolare
Così ribadisce, persino un mese dopo il naufragio di Cutro, una circolare firmata dal capo del centro di ricerca e soccorso di Roma Gianluca D'Agostino, scovata nelle scorse settimane dalla trasmissione "Il cavallo e la torre" e ora finita agli atti dell'inchiesta bis su Cutro.
Inchiesta che dunque si complica con l'acquisizione di disposizioni e operative e lettura delle comunicazioni riservate intercorse la notte tra il 25 e il 26 febbraio dell'anno scorso, tanto da spingere i pm di Crotone a chiedere una proroga di indagine di sei mesi per accertare gli eventuali livelli di responsabilità di Guardia costiera e Guardia di finanza.
La richiesta di proroga di sei mesi
La chiusura del filone di indagine sui mancati soccorsi al caicco di Cutro era attesa a giorni ma il sostituto procuratore Pasquale Festa ha chiesto al GIP la proroga di sei mesi.
Tre uomini della Guardia costiera e tre della Guardia di finanza sono attualmente iscritti nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di omissione d'atti d'ufficio e omicidio colposo.
Nuove prove
Dopo il deposito di una corposa consulenza tecnica del perito della Procura Salvatore Carannante, i pm chiedono ancora tempo per esaminare quello che sta venendo fuori dai pc e dai dispositivi elettronici degli indagati per comprendere le responsabilità delle anomalie nel giornale di bordo, di annotazioni scritte a mano forse in momenti successivi, di conversazioni cancellate che potrebbero spiegare perché quella notte i mezzi della Finanza rientravano e quello della Guardia costiera non uscirono mai in soccorso del caicco.
Che, stando alle disposizioni impartite dal capo della sala operativa D'Agostino, non risultava "in imminente pericolo" e dunque non era tale da giustificare un'operazione Sar. Diversamente da quanto sostenuto in passato dall'ammiraglio Nicola Carlone, attuale comandante generale della Guardia costiera che, in audizione alla commissione Schengen, ha affermato che "una nave con centinaia di persone a bordo non può essere abbandonata alla deriva, sovraccarica senza equipaggio". Come avvenne invece con il caicco naufragato a bordo con i suoi 180 passeggeri.