Migranti, Piantedosi modifica le norme sulla cauzione per la libertà. E l’operazione Albania ora può partire

Migranti, Piantedosi modifica le norme sulla cauzione per la libertà. E l’operazione Albania ora può partire

La cifra richiesta andrà da 2.500 a 5.000 euro e sarà valutata caso per caso dal questore che disporrà il fermo. Potrà essere pagata anche da parenti di terzo grado

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Niente più cauzione generalizzata per tutti i migranti provenienti da Paesi sicuri e soggetti alle procedure accelerate di frontiera. Via la norma del decreto Cutro, impugnata da tutti i giudici italiani, che imponeva il pagamento di una fidejussione di cinquemila euro, uguale per tutti, per evitare la detenzione amministrativa in attesa del responso della commissione provinciale per l’asilo.

In attesa che (chissà quando) la corte di giustizia europea si pronunci sulla norma che i tribunali italiani hanno fin qui ritenuto illegittima, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha preferito modificare quanto previsto dal decreto Cutro: adesso per i migranti che faranno richiesta d'asilo la cauzione andrà da 2.500 a 5mila euro, e sarà determinata "senza indugio dal questore", con valutazione "caso per caso e tenuto conto della situazione individuale dello straniero”. Così prevede il decreto Piantedosi, pubblicato in Gazzetta ufficiale, "al fine di assicurare la flessibilità alla prestazione della garanzia finanziaria anche dal punto di vista soggettivo, sulla base di una valutazione effettuata caso per caso".

Eliminato il rischio di un intervento dei giudici

Una soluzione che, di fatto, modifica il quadro giuridico di applicazione del protocollo Albania evitando che – così come ampiamente prevedibile – i giudici della sezione immigrazione del tribunale di Roma non convalidino i provvedimenti di fermo dei migranti che saranno portati in Albania, proprio perchè la cauzione loro richiesta per evitare il trattenimento nei centri, era generalizzata e non rispondeva ai requisiti di legittimità della legislazione europea.

Ecco come funzionerà

Adesso, con questa modifica, la situazione di ciascuno dei migranti a cui saranno applicate le procedure accelerate di frontiera dovrà essere vagliata prima dal questore di Roma che disporrà il loro fermo. Poi toccherà comunque ai giudici valutare, entro 48 ore, se convalidare il fermo oppure no.

Ma ecco cosa stabilisce la nuova norma che ora prevede anche la possibilità che la cauzione sia pagata “anche da parenti dello straniero in linea retta o collaterale entro il terzo grado, regolarmente soggiornanti in Italia o in altro Stato dell'Unione europea".

Per determinare l'importo della garanzia, il questore "valuta, in particolare, il grado di collaborazione fornita dallo straniero nelle procedure di identificazione, desumibile dalla documentazione, anche di natura elettronica, esibita ovvero dalle dichiarazioni rese dal medesimo". Tra queste vengono indicate la declinazione delle proprie generalità e l'indicazione della cittadinanza posseduta; la copia dei documenti di identità o di viaggio o la copia di ogni altro documento che attesti l'identità o la cittadinanza e sia in grado di agevolarne l'identificazione; la documentata indicazione del luogo di provenienza o di abitazione nel paese di origine; la descrizione delle modalità e degli itinerari del viaggio effettuato e degli eventuali organizzatori; l'indicazione delle generalità dei parenti, nonché del luogo, dell'indirizzo ovvero di un recapito telefonico in cui possono essere rintracciati in Italia; l'indicazione dell'indirizzo del luogo, in Italia, dove intende alloggiare o delle generalità e del recapito anche telefonico di chi è disponibile a offrigli ospitalità in Italia.

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