“Sospensioni a scuola e reazioni spropositate delle forze dell’ordine”. L’atto d’accusa della garante per l’infanzia contro le risposte dello Stato alle richieste dei ragazzi
di Alessandra Ziniti“Smettiamo di far finta che i minorenni non esistano. Se non li prendiamo sul serio e non ascoltiamo le loro richieste rischiamo l’implosione o l’esplosione di un’intera generazione ”. È severo l’allarme lanciato dall’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti nella relazione annuale al Parlamento presentata a Montecitorio alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella e del presidente della Camera Lorenzo Fontana.
La stretta securitaria con cui le istituzioni, dal governo alla scuola, da alcuni mesi rispondono alle richieste che vengono dal mondo dei minori non piace alla garante che va giù pesante, senza sorvolare sul pugno duro utilizzato sempre di più dalle forze dell’ordine nel corso delle manifestazioni, a cominciare dalle manganellate di Pisa su ragazzi di liceo.
"Chiediamoci allora come ha risposto il mondo degli adulti alla libera espressione del pensiero dei ragazzi. In alcuni casi alle rivendicazioni dei ragazzi sono seguite sospensioni a scuola …
“Smettiamo di far finta che i minorenni non esistano. Se non li prendiamo sul serio e non ascoltiamo le loro richieste rischiamo l’implosione o l’esplosione di un’intera generazione ”. È severo l’allarme lanciato dall’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti nella relazione annuale al Parlamento presentata a Montecitorio alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella e del presidente della Camera Lorenzo Fontana.
La stretta securitaria con cui le istituzioni, dal governo alla scuola, da alcuni mesi rispondono alle richieste che vengono dal mondo dei minori non piace alla garante che va giù pesante, senza sorvolare sul pugno duro utilizzato sempre di più dalle forze dell’ordine nel corso delle manifestazioni, a cominciare dalle manganellate di Pisa su ragazzi di liceo.
"Chiediamoci allora come ha risposto il mondo degli adulti alla libera espressione del pensiero dei ragazzi. In alcuni casi alle rivendicazioni dei ragazzi sono seguite sospensioni a scuola o reazioni a dir poco spropositate delle forze dell’ordine”.
I giovani non sono tutti baby gang
La narrazione del mondo giovanile, sempre più associato alle baby gang, a fronte del dato in diminuzione nell’ultimo anno dei reati contestati ai minorenni, non piace alla garante che sottolinea l’abnorme aumento di ragazzi tra i 14 e i 17 anni entrati in carcere: “In un anno, da maggio 2023 a maggio 2024, il numero dei minorenni negli Ipm è passato da 210 a 339: 129 in più, pari al 61,4%. A segnare la differenza sono stati gli ingressi dei ragazzi tra 16 e 17 anni aumentati del 74,4%. Effetto anche del ricorso massiccio alle misure cautelari introdotto dal decreto Caivano mentre finora il carcere per i minori è sempre stata una misura residuale.
Altissima incidenza della povertà assoluta tra i più piccoli
Carla Garlatti sottolinea anche l’altissimo numero di minori, soprattutto stranieri, in stato di povertà assoluta: “Cosa offre oggi l’Italia a bambini e ragazzi? I minorenni purtroppo sono la fascia di popolazione con la più alta incidenza di povertà assoluta, in particolare gli stranieri. È impressionante pensare che il 2,5% dei minori di 16 anni non può accedere a un pasto proteico al giorno”. Va detto inoltre che, secondo l’Istat, il 16,9% non può permettersi una settimana di vacanze all’anno, il 9,1% non può svolgere regolarmente attività di svago e che addirittura il 16,5% dei minorenni stranieri non è in condizione di invitare amici”.
Le istanze inascoltate sul cambiamento climatico
Potrebbe sembrare una questione laterale ma per la Garante non lo è. Le istanze dei giovani sulla necessità di intervento sul cambiamento climatico cadono nel vuoto. “La società dovrebbe invece aderire a un modello di sostenibilità intergenerazionale. La questione del cambiamento climatico è fortemente avvertita dai ragazzi mentre il mondo degli adulti sembra indifferente. Più in generale occorre un cambio di rotta, culturale, sociale e politico, che permetta di abbattere il diaframma che separa la dimensione adulta da quella minorile – conclude Garlatti –. Bambini e ragazzi devono essere considerati tra i destinatari diretti delle decisioni e delle scelte politiche. Oggi purtroppo non appaiono nemmeno sullo sfondo: lo dimostra il fatto che i ragazzi fanno di tutto per far sentire la loro voce, senza essere nei fatti ascoltati”.
