Adozioni, Monica e Francesco Zangrillo aspettano ancora l’arrivo di Simone dalla Cina. Un anno fa il primo appello. Ora quello a Giorgia Meloni: “Ci aiuti quando andrà lì”
di Livia ErminiQuella cameretta è vuota da quattro anni. Simone non vi ha mai messo piede. E chissà se lo farà a breve. Chissà quanto ancora la pazienza e la speranza assisteranno Monica e Francesco. Un anno fa Repubblica aveva raccontato la vicenda di questi due genitori di Cavriglia in provincia di Arezzo che, insieme ad altre 25 famiglie, si erano visti bloccare dal Covid il percorso di adozione di un bambino cinese proprio in dirittura finale.
Tutto pronto ma poi il lockdown
Tutto era pronto: la pergamena verde (il documento che accoppia la famiglia al bambino) era nelle loro mani, l'incontro on line con il piccolo di 8 anni c'era stato, mancava solo l'invito da parte della Cina a recarsi nel Paese per formalizzare l'adozione. Poi, a febbraio 2020, l'inizio della pandemia e con essa il loro calvario. Uno stop durato ben oltre la fase del lockdown di mezzo mondo e il successivo blocco delle frontiere del Celeste Impero. Uno stop che per loro continua ancora oggi. Senza un motivo. Quando hanno com…
Quella cameretta è vuota da quattro anni. Simone non vi ha mai messo piede. E chissà se lo farà a breve. Chissà quanto ancora la pazienza e la speranza assisteranno Monica e Francesco. Un anno fa Repubblica aveva raccontato la vicenda di questi due genitori di Cavriglia in provincia di Arezzo che, insieme ad altre 25 famiglie, si erano visti bloccare dal Covid il percorso di adozione di un bambino cinese proprio in dirittura finale.
Tutto pronto ma poi il lockdown
Tutto era pronto: la pergamena verde (il documento che accoppia la famiglia al bambino) era nelle loro mani, l'incontro on line con il piccolo di 8 anni c'era stato, mancava solo l'invito da parte della Cina a recarsi nel Paese per formalizzare l'adozione. Poi, a febbraio 2020, l'inizio della pandemia e con essa il loro calvario. Uno stop durato ben oltre la fase del lockdown di mezzo mondo e il successivo blocco delle frontiere del Celeste Impero. Uno stop che per loro continua ancora oggi. Senza un motivo. Quando hanno completamente perso i contatti con l'orfanotrofio in cui vive Simone, e le comunicazioni con la C.A.I. (l'ente che gestisce le adozioni internazionali) e la Farnesina si sono fatte sempre più sporadiche, fino a diventare quasi nulle. E quando ormai gli anni di Simone sono diventati 12.
Il limbo
“L'ultima lettera del Ministro Tajani – racconta Francesco Zangrillo - ci è arrivata a novembre 2023 e ci aggiornava sugli esiti del suo incontro con il Ministro degli Esteri Cinese, poi più nulla.” Come loro, altre famiglie non hanno nessuna notizia sullo stato della procedura e tanto meno sulle condizioni dei piccoli adottati.
Un limbo quello dei coniugi Zangrillo difficile da immaginare. Con una camera piena di vestiti ormai piccoli, il pensiero fisso ad un figlio mai abbracciato. E senza una spiegazione.
“Sono più di 1.500 giorni – si lasciano andare - che noi, nella nostra casa di Cavriglia, e Simone, nell'istituto dove si trova nel sud della Cina, aspettiamo di incontrarci e sono 926 giorni che non abbiamo più notizie di lui. Ogni giorno che passiamo lontani da nostro figlio ha per noi un peso indescrivibile che rende surreali e sospese le nostre vite, per noi tre la pandemia non è mai finita”.
L’appello alla premier Meloni...
Alla premier Meloni, che a luglio sarà in Cina, è rivolto l'appello: ”Vorremmo chiedere aiuto alla Presidente del Consiglio, se potesse dire una parola per sbrogliare questa situazione difficile, quando sarà lì”.
...e a tutte le istituzioni
Ma la richiesta è rivolta a tutte le istituzioni, dal presidente Mattarella, a Tajani, alla Ministra per la famiglia Roccella: “Come italiani chiediamo il sostegno dei nostri rappresentanti in questa complessa vicenda”. In fondo quando la politica si è mossa, come a inizio giungo per i bambini bloccati dalla guerra ad Haiti, i risultati sono stati immediati. Queste famiglie non si sentono diverse da quelle.
Il blocco a gennaio
Secondo le notizie più aggiornate, tre coppie italiane sarebbero riuscite a partire per andare a prendere i propri bambini alla fine dello scorso anno, insieme ad alcune decine di statunitensi e qualche francese, poi a gennaio un nuovo, incredibile blocco. Ora gli Zangrillo sperano che il prossimo telefono a squillare sia il loro e che quella cameretta possa finalmente risuonare delle risate e delle prime parole in italiano di Simone.