Sabbatico, Valentina Buonaguro: “Avevo continui attacchi di panico. Ora lavoro, studio e sono più serena”
di Giulia D'AleoTanti mi dicevano: “Non mettere in pausa gli studi, perché poi non li riprendi più”. Ma lo rifarei mille volte». Per Valentina Buonaguro, 20 anni, l’anno sabbatico è stato un atto d’amore verso se stessa. «Ero arrivata alla Maturità con attacchi di panico costanti. Due anni fa, preso il diploma in Scienze umane, ho deciso che era tempo di prendermi cura di me».
Cosa non andava?
«La mole di studio era troppa. Uscita da scuola mi fermavo solo per pranzare e poi mi rimettevo subito a studiare, anche sotto le feste. E alle interrogazioni avevo comunque un sacco di ansia».
L’anno sabbatico ha aiutato?
«I primi due mesi mi sono riposata un po’, poi ho iniziato a fare dei lavoretti: cameriera, pulizie in un hotel, bar. Così sono riuscita a mettere da parte un po’ di soldi per lo psicologo. I miei genitori hanno tre figli e un affitto da pagare e non sarebbero riusciti a sostenere i costi».
Tanti mi dicevano: “Non mettere in pausa gli studi, perché poi non li riprendi più”. Ma lo rifarei mille volte». Per Valentina Buonaguro, 20 anni, l’anno sabbatico è stato un atto d’amore verso se stessa. «Ero arrivata alla Maturità con attacchi di panico costanti. Due anni fa, preso il diploma in Scienze umane, ho deciso che era tempo di prendermi cura di me».
Cosa non andava?
«La mole di studio era troppa. Uscita da scuola mi fermavo solo per pranzare e poi mi rimettevo subito a studiare, anche sotto le feste. E alle interrogazioni avevo comunque un sacco di ansia».
L’anno sabbatico ha aiutato?
«I primi due mesi mi sono riposata un po’, poi ho iniziato a fare dei lavoretti: cameriera, pulizie in un hotel, bar. Così sono riuscita a mettere da parte un po’ di soldi per lo psicologo. I miei genitori hanno tre figli e un affitto da pagare e non sarebbero riusciti a sostenere i costi».
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Le è servito anche a capire cosa fare dopo?
«Ho sempre saputo di voler studiare, ma ero molto indecisa sul percorso. A scuola non hanno mai fatto orientamento, se non per Medicina. Invece lavorare mi ha fatto conoscere tante persone, tra cui una ragazza che studiava nella facoltà che poi ho scelto: Lingue».
E come va con l’ansia?
«Molto meglio. Ho ottimi voti, anche se studio nei ritagli di tempo dal lavoro come cameriera e a volte do anche ripetizioni. I miei amici mi prendono in giro perché ho sempre i libri in auto, per ripassare quando arrivo in anticipo al turno».
Continua a lavorare quindi.
«Così posso permettermi di studiare canto, che è sempre stato il mio sogno. Ma intanto l’università è il piano più realistico».
Il suo futuro lo vede in Italia?
«Mi piacerebbe un Paese che dà più opportunità ai giovani. Qui non si viene valorizzati, si ritiene tu debba fare gavetta senza avere diritti. Dopo la Maturità pensavo di trasferirmi in Inghilterra, ma non mi bastavano i soldi. Adesso punto a farlo dopo la triennale».