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Cellulari vietati in classe, le reazioni. “Decisione a metà, le superiori sono il momento più critico”, “Sconfitta per i genitori”, “Non si insegna a colpi di divieti”

(fotogramma)
Pedagogisti, psicologi, presidi e genitori vedono con favore le indicazioni della circolare ma giudicano il provvedimento poco coraggioso e lesivo del patto di collaborazione scuola-famiglia
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Iniziativa condivisibile, quella del ministro Valditara sul divieto dei cellulari a scuola e sull’uso del corsivo. Ma poco coraggiosa. Ecco le reazioni alla circolare pubblicata ieri dal ministero dell’Istruzione e del merito su due argomenti oggetto di studio ormai da anni da parte di neuroscienziati, pedagogisti, psicologi e addetti ai lavori. Decine di ricerche scientifiche hanno mostrato che l’uso massivo del cellulare, a scuola e a casa, è deleterio in tutte le fasce d’età. E che, anche a causa dell’utilizzo dei device, si sta perdendo la capacità di scrivere in corsivo.

La circolare

La nota pubblicata ieri sul sito del ministero dell’Istruzione e del merito ribadisce che l’uso del cellulare è dannoso e ne vieta l’utilizzo nelle classi di tutto il primo ciclo (scuola primaria e secondaria di primo grado) e all’infanzia. Ma non al superiore, dove il divieto esiste comunque. Mentre sull’uso del registro elettronico, ormai diffuso in quasi tutte delle scuole statali, il ministro Val…

Iniziativa condivisibile, quella del ministro Valditara sul divieto dei cellulari a scuola e sull’uso del corsivo. Ma poco coraggiosa. Ecco le reazioni alla circolare pubblicata ieri dal ministero dell’Istruzione e del merito su due argomenti oggetto di studio ormai da anni da parte di neuroscienziati, pedagogisti, psicologi e addetti ai lavori. Decine di ricerche scientifiche hanno mostrato che l’uso massivo del cellulare, a scuola e a casa, è deleterio in tutte le fasce d’età. E che, anche a causa dell’utilizzo dei device, si sta perdendo la capacità di scrivere in corsivo.

La circolare

La nota pubblicata ieri sul sito del ministero dell’Istruzione e del merito ribadisce che l’uso del cellulare è dannoso e ne vieta l’utilizzo nelle classi di tutto il primo ciclo (scuola primaria e secondaria di primo grado) e all’infanzia. Ma non al superiore, dove il divieto esiste comunque. Mentre sull’uso del registro elettronico, ormai diffuso in quasi tutte delle scuole statali, il ministro Valditara raccomanda ai docenti di fare scrivere i compiti sul vecchio diario cartaceo, ammesso che gli stessi non lo abbiano sostituito con qualche diavoleria touch, i compiti assegnati per casa. In questo modo si evita un ulteriore esposizione alle tecnologie da parte degli alunni, soprattutto i più piccoli, e si recupera un minimo di manualità e uso del corsivo. Oltre che una certa autonomia.

Il pedagogista

Per Daniele Novara quelle dell’inquilino di viale Trastevere, “sono indicazioni ancora flebili”. E “appare una misura puramente pubblicitaria-declamatoria il fatto che il divieto non sia stato esteso al superiore: sono gli adolescenti che hanno una vera e propria dipendenza”. Novara cita una serie di studi internazionali in cui si afferma che l’uso massivo delle tecnologie, soprattutto dei videogiochi, ha effetti sul cervello paragonabili a quello di alcol e droga. Per il pedagogista divieti e raccomandazioni del ministro rappresentano “una inversione di tendenza ancora inconsistente che non cambia il quadro di riferimento e un quadro molto critico”. “I risultati delle ricerche – ribadisce – sono inequivocabili, il cervello subisce un danno”. Si recupera l’abilità nello scrivere con i compiti scritti sul diario? “È noto – spiega – che i processi di letto-scrittura sono processi motori che attengono all’uso delle mani, ma non solo. Un processo che viene compromesso dall’utilizzo dallo schermo touchscreen e dalla tastiera. Queste tecnologie andrebbero impedite anche a casa fino a una certa età. Assistiamo all’esplosione di casi di disgrafia di bambini che fanno fatica col corsivo. È come svuotare il mare col cucchiaio”.

Lo psicologo

“Il divieto imposto dal ministro Valditara sull'utilizzo dei cellulari nelle scuole – dichiara Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta e presidente dell'Associazione nazionale dipendenze tecnologiche Gap e cyberbullismo – è una misura necessaria, ma rappresenta anche una sconfitta per noi genitori. E' sconvolgente che si sia dovuti arrivare a un provvedimento così drastico per riconoscere l'ovvio: i cellulari sono una fonte di distrazione e non dovrebbero avere alcun posto nelle aule scolastiche". Lo psicologo ricorda che “fino a ora, il nostro approccio all'educazione digitale è stato sbagliato: diamo ai bambini uno smartphone e poi, quando sono adolescenti, cerchiamo disperatamente di imporre regole e limiti. Questo è il modo più sbagliato possibile. Dovremmo fare esattamente l'opposto – avverte Lavenia - Prima di tutto, dobbiamo insegnare ai nostri figli a cosa serve uno smartphone, quali sono i rischi, i pericoli della manipolazione e della distrazione. Solo dopo averli resi consapevoli, permettere loro di accedere alla rete e alle applicazioni, quando avranno raggiunto l'età giusta".

I presidi

Positiva la reazione dei dirigenti scolastici. “Sulla questione che riguarda l’uso dei cellulari – spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi – ho partecipato a infiniti dibattiti, dove neuroscienziati, psicologi, pedagogisti, medici ribadiscono che è meglio non utilizzarli. Il ministro ha citato studi che evidenziano i disturbi che generano. Siamo tutti d’accordo. E non ci vedo nulla di scandaloso in una circolare come quella emanata dal ministero”. Qualcuno ha letto nella circolare un attacco all’autonomia scolastica. “L’autonomia scolastica non c’entra nulla, invochiamola per cose più importanti. Il ministro ha intercettato una esigenza sociale e scientifica sull’argomento”. Mentre sui compiti a casa scritti a penna sul diario Giannelli è chiaro: “L’utilizzo della penna e della carta è raccomandata dai neuroscienziati. Il ritorno al diario è un suggerimento che non può sostituire la scrittura in corsivo”.

I genitori

Per il Moige, “il divieto assoluto dell'uso dei cellulari in classe fino a tutte le scuole medie annunciato dal prossimo anno scolastico è un passo avanti”. “Siamo contenti – dichiara Antonio Affinita, direttore generale del movimento genitori – di questa iniziativa, perché mette ordine dinanzi a usi impropri della tecnologia specie all'interno del mondo della scuola". Mentre dal Coordinamento dei genitori democratici arrivano critiche. “Se indubbiamente i problemi dell'abuso dell'utilizzo dei cellulari e del loro uso spesso distorto esistono, non concordiamo con una linea che, come purtroppo spesso ultimamente accade, intenda, affrontarli soltanto a colpi di divieti e sanzioni, dichiara Laura Trucchia. “Questo approccio non è rispettoso del patto di corresponsabilità scuola-famiglia che invece potrebbe essere lo strumento ideale per raggiungere risultati ben più efficaci”. Ecco la via invocata dal Cgd “nel rispetto dell'autonomia delle famiglie e della scuola, di arrivare a conciliare gli interessi di tutti, dei ragazzi per primi”.

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