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Padova prima nella hit degli atenei, sorpassata Bologna. Il salto della Calabria. Ecco la classifica degli atenei del Censis

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Il ranking per l’anno accademico 2024-2025. Più matricole al Sud, studentesse in crescita a Ingegneria e Medicina, crollano Psicologia e le facoltà scientifiche
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Anzitutto il segnale che non ti aspetti: le immatricolazioni all’università — rimaste sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno con un calcolo provvisorio di 579 studenti in meno, una goccia nel mare dei nuovi iscritti — crescono soprattutto nel Sud Italia e nelle isole (+4,2%) mentre calano nel Centro (-3,6%) e nel Nord Ovest (-2,5%) che nel 2023 erano state invece calamite per i neodiplomati. Altro dato importante: aumentano le studentesse. Non solo richiamate dalle facoltà in cui, per tradizione, le donne sono sempre state di più (Educazione e formazione, ad esempio), ma anche da Medicina, dalle Stem, da Architettura, Ingegneria civile, industriale e dell’informazione, Informatica e Tecnologie.

Secondo il Censis, che da oltre vent’anni elabora una classifica delle università italiane composta da 70 graduatorie stilate sulla base di 963 variabili, «è il segnale di un’evoluzione in corso che, per quanto lenta, prefigura una futura riduzione del persistente divario di genere…

Anzitutto il segnale che non ti aspetti: le immatricolazioni all’università — rimaste sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno con un calcolo provvisorio di 579 studenti in meno, una goccia nel mare dei nuovi iscritti — crescono soprattutto nel Sud Italia e nelle isole (+4,2%) mentre calano nel Centro (-3,6%) e nel Nord Ovest (-2,5%) che nel 2023 erano state invece calamite per i neodiplomati. Altro dato importante: aumentano le studentesse. Non solo richiamate dalle facoltà in cui, per tradizione, le donne sono sempre state di più (Educazione e formazione, ad esempio), ma anche da Medicina, dalle Stem, da Architettura, Ingegneria civile, industriale e dell’informazione, Informatica e Tecnologie.

Secondo il Censis, che da oltre vent’anni elabora una classifica delle università italiane composta da 70 graduatorie stilate sulla base di 963 variabili, «è il segnale di un’evoluzione in corso che, per quanto lenta, prefigura una futura riduzione del persistente divario di genere in un campo, quello delle cosiddette discipline dure, ancora troppo connotato al maschile».

Le facoltà più attrattive

Se si guarda alle aree disciplinari sono quelle sanitarie a registrare un convinto +7% di matricole, trainato da Medicina, Professioni sanitarie, Farmacia (+10,1%), Scienze motorie e sportive (+5,5%). In un ambito affine, al contrario, è fuga da Veterinaria. Cresce, ancora e bene, la già citata Educazione e formazione (+5,9%).

I corsi di laurea in caduta

Dopo un boom negli anni passati, forse effetto collaterale della pandemia da Covid, chi non tira più è Psicologia che registra un calo considerevole di iscritti: — 10,5%. In caduta, e in controtendenza rispetto allo scorso anno, anche le immatricolazioni ai corsi di laurea giuridici (-2,7%) ed economici (-1,5%). Ancora più decisa l’emorragia di nuovi iscritti ai corsi di laurea scientifici che segnano un —7,3%, colpa soprattutto delle Stem. Più contenuta, ma comunque sensibile, la crisi di Arte e design (-4,5%).

Padova leader

Qualche novità c’è pure nel ranking delle università. Le prime tre posizioni tra i mega atenei statali (quelli con più di 40mila studenti) sono occupate stabilmente dagli stessi tre atenei, ma cambia il podio: l’università di Padova diventa prima grazie a borse di studio, servizi digitali, internazionalizzazione e occupabilità. E scavalca, dopo 14 anni, l’Alma Mater di Bologna, medaglia d’argento seguita dal bronzo della Sapienza di Roma.

Calabria prima tra i big

L’università della Calabria scala, dal terzo al primo posto, la classifica dei grandi atenei statali (tra 20mila e 40mila iscritti). Pavia retrocede in seconda posizione e Perugia in terza, seguite da Parma e Cagliari, che avanzano entrambe, guadagnando il quarto e quinto posto.

Trento imbattuta tra i medi

Poche sorprese tra i pesi medi (più di 10mila iscritti ma meno di 20mila). Guida anche quest’anno il ranking Trento, seguita da Udine. Il terzo gradino è invece occupato dall’ateneo di Sassari. Al sesto posto, una new entry: l’Università Ca’ Foscari di Venezia, che si è ristretta, perché fino allo scorso anno era nel gruppo dei grandi atenei statali.

Camerino guida ancora i piccoli

Senza sorprese la classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10mila iscritti): primo posto per Camerino, secondo per la Tuscia, terza Macerata.

Politecnici e privati: in pole il Centro-Nord

La speciale classifica dei Politecnici è guidata anche quest’anno da Milano, seguito da Torino e da Bari. Per quanto riguarda il ranking degli atenei non statali, primeggia Roma: la Luiss diventa grande e prima tra le big e la Lumsa vince tra le medie.

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