L’anno d’oro dei parchi divertimento italiani: nel 2023 quasi venti milioni di turisti
a cura della redazione Cronaca nazionaleLeolandia, Caribe Bay, Gardaland e Mirabilandia, è boom per i parchi divertimento italiani. E il 2023 è stato il loro anno d’oro. A confermarlo è l’ultimo rapporto Siae che registra una crescita costante per le circa 250 strutture presenti tra parchi a tema, faunistici, acquatici e avventura, rappresentati dall’Associazione Parchi Permanenti Italiani, aderente a Federturismo Confindustria.
Dopo il calo, la ripresa
Dopo un drastico calo durante la pandemia, la ripresa è partita nel 2021 per non fermarsi più: +11% il fatturato dalla vendita di biglietti sul 2022, pari a circa 348 milioni di euro; +6,39% le presenze, ovvero 19.644.126 ospiti; +4,2% la spesa media per ospite. Anche se il dato, di gran lunga superiore rispetto ad altri settori dello spettacolo e dello sport, riflette in parte l’andamento dei prezzi che sono cresciuti però solo del 5%.
Ad aumentare è stata pure l’offerta perché i giorni di apertura son stati il 14% in più dell’anno prima. Emblematico in questo senso il caso dei parchi a tema, che da tempo hanno conquistato con successo anche i periodi autunnali, le festività di Natale e, più di recente, Carnevale, moltiplicando le giornate di attività. Anche i parchi acquatici, in alcuni casi, riescono a superare i canonici 3 mesi estivi puntando su spettacoli, tematizzazione e aumento dei servizi a disposizione degli ospiti, con particolare riferimento al benessere.
Un trend in crescita
“I dati fotografano un comparto particolarmente reattivo, composto da aziende e imprenditori che hanno scelto di investire, nonostante la crisi di liquidità dovuta alle chiusure del biennio 2020/2021: attrazioni innovative, servizi aggiuntivi e, in alcuni casi, nuovi parchi, hanno contribuito a mantenere e incrementare il flusso di visitatori, dimostrando una propensione del pubblico a spendere di più per esperienze di qualità. Un trend destinato a proseguire nel triennio 24/27, per il quale sono già stanziati altri 450 milioni di euro, allo scopo di mantenere alto il livello dell’offerta e renderlo competitivo anche agli occhi della clientela straniera, molto incline a questo genere di proposte”, spiega Maurizio Crisanti, segretario nazionale Associazione Parchi Permanenti Italiani.
Destinazioni turistiche
Proprio il legame tra parchi divertimento e turismo esce particolarmente rinforzato dal rapporto Siae: il 64% delle visite si concentra nei mesi estivi, con agosto che rappresenta, da solo, il 27% del totale. Il rapporto sottolinea come i parchi divertimento più grandi, tra cui Leolandia, Caribe Bay, Gardaland e Mirabilandia, siano ormai diventati vere e proprie destinazioni turistiche, con un impatto economico rilevante sui territori locali. Alcuni parchi attraggono oltre il 50% dei visitatori dall'estero.
In termini di distribuzione geografica, le strutture del Nord Italia dominano il mercato con un volume di incassi da biglietteria di quasi 270 milioni di euro. Leader si conferma nuovamente il Veneto, che registra un quarto delle presenze e oltre 143 milioni di incassi al botteghino; seguono Emilia Romagna e una Lombardia in crescita.
Lazio prima in classifica
Da segnalare la performance del centro Italia, in particolare del Lazio, regione che, da sola, registra il 13,8% dei visitatori nazionali, con un più che significativo +30,3% sugli incassi da biglietteria rispetto al 2022. Sostanziale tenuta per Sud e Isole che rappresentano, rispettivamente, l’8,8% e il 5,4% del totale nazionale.
Luciano Pareschi, presidente Associazione Parchi Permanenti Italiani, commenta: “Questi risultati non ci sorprendono e ci collocano a pieno titolo tra i settori trainanti del turismo e dello spettacolo, grazie all’impegno di grandi e piccole imprese che hanno sempre contato sulle proprie risorse, ricevendo pochi sussidi, anche durante il periodo della pandemia. Nel nostro campo, l’intelligenza artificiale e, più in generale, la tecnologia digitale stanno già da tempo contribuendo a perfezionare, migliorare e rendere ancora più complete ed immersive le proposte di intrattenimento, ma non potranno mai sostituirle, perché l’individuo vuole ancora essere il protagonista assoluto del proprio tempo libero”.