Roma — È sempre più complicato per Rossana Natoli restare ancorata al suo posto di consigliera del Csm, eppure ventiquattro ore dopo la pubblicazione della notizia di un’indagine a suo carico nessun passo indietro è stato annunciato. Già oggi l’avvocata di Paternò, eletta dalle Camere nel gennaio del 2023 in quota Fratelli d’Italia e amica di Ignazio La Russa, è stata convocata in tribunale per essere ascoltata dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo in quanto indagata per violazione di segreti di ufficio e abuso d’ufficio. In mancanza di dimissioni sarà lo stesso plenum del Consiglio superiore della magistratura a dover prendere una decisione.
Ieri, come da programma si è riunito il comitato di presidenza formato dal vice presidente del Csm Fabio Pinelli, dal primo presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano e dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione Luigi Salvato. In questa sede non è escluso che sia stata avviata un’istruttoria sul caso Natoli. Una vo…
Roma — È sempre più complicato per Rossana Natoli restare ancorata al suo posto di consigliera del Csm, eppure ventiquattro ore dopo la pubblicazione della notizia di un’indagine a suo carico nessun passo indietro è stato annunciato. Già oggi l’avvocata di Paternò, eletta dalle Camere nel gennaio del 2023 in quota Fratelli d’Italia e amica di Ignazio La Russa, è stata convocata in tribunale per essere ascoltata dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo in quanto indagata per violazione di segreti di ufficio e abuso d’ufficio. In mancanza di dimissioni sarà lo stesso plenum del Consiglio superiore della magistratura a dover prendere una decisione.
Ieri, come da programma si è riunito il comitato di presidenza formato dal vice presidente del Csm Fabio Pinelli, dal primo presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano e dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione Luigi Salvato. In questa sede non è escluso che sia stata avviata un’istruttoria sul caso Natoli. Una volta chiusa, si attiverà per la prima volta nella storia del Consiglio superiore della magistratura la pratica per la sospensione della consigliera laica, che sarà votata a scrutinio segreto a settembre. Affinché passi la richiesta sono necessari i due terzi del plenum.
La convocazione in Procura ha quindi impresso un’accelerazione a questa vicenda che vede coinvolta Natoli, di cui le opposizioni continuano a chiedere le dimissioni, auspicate anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Immaginiamo che chi la sostiene politicamente la spinga in questa direzione nel rispetto delle istituzioni», dice Devis Dori, capogruppo di Avs nella commissione giustizia della Camera, facendo riferimento anche al presidente del Senato, suo sponsor politico.
Natoli è accusata di avere rivelato atti d’inchiesta nel corso di un suo incontro con il magistrato di Catania Maria Fascetto Sivillo, condannata a tre anni e sei mesi dal tribunale di Messina e chiamata ad essere giudicata dalla commissione disciplinare del Csm, di cui fa parte proprio la consigliera scelta da FdI. Il fascicolo è stato aperto dopo che Carlo Taormina, avvocato di Fascetto Sivillo, durante una seduta della commissione disciplinare ha tirato fuori una pennetta usb e la trascrizione del colloquio tra Natoli e la sua assistita. Centotrenta pagine consegnate poi alla Procura.
A distanza di una decina di giorni, Natoli è stata accusata di aver rivelato notizie d’ufficio che sarebbero dovute rimanere segrete come «l’orientamento espresso dai componenti della commissione». Inoltre la consigliera «partecipava allo svolgimento del procedimento disciplinare e alla decisione, intenzionalmente procurando un ingiusto vantaggio alla Fascetto Sivillo». Quest’ultima deve essere ancora giudicata dal Csm. L’avvocato Taormina ha chiesto la sostituzione dei componenti della commissione disciplinare ma il ricorso, ieri, è stato rigettato.
Sull’altro fronte si attendevano le dimissioni di Natoli che non sono arrivate e, ogni giorno che passa, l’organo di autogoverno delle toghe può subire un danno d’immagine, che da più parti si vorrebbe evitare.