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Documenti falsi, l’unità speciale di Verona: “Ecco come riusciamo a scoprire patenti, passaporti e atti di nascita finti”

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Il laboratorio è attivo 24 ore al giorno per smantellare un business milionario. L’esempio seguito in altre dieci città
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Si chiama Lad, è l’acronimo di laboratorio analisi documentale, è attivo 24 ore al giorno, composto da tre agenti che si dividono le turnazioni di 8 ore e sono sempre a disposizione. Nell’unità speciale ci sono macchinari sofisticati di ultima generazione in grado di scoprire qualunque tipo di falso: dalle patenti ai passaporti, dalle carte di identità ai certificati di nascita. A creare l’unità speciale è stato tre anni fa Luigi Altamura comandante della polizia locale di Verona e componente del Tavolo Coordinamento polizie locali in Anci. “E’ stato necessario farlo alla luce di un business da milioni di euro che sta creando dei danni enormi, a cominciare dalla strada, con migliaia di guidatori muniti di patenti false”, ha spiegato il comandante.

I laboratori anticontraffazione

In Italia, oltre a Verona, sono 10 i Lad e si trovano a Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Rovigo, Venezia, Trieste, Roma, Firenze, Cisterna d…

Si chiama Lad, è l’acronimo di laboratorio analisi documentale, è attivo 24 ore al giorno, composto da tre agenti che si dividono le turnazioni di 8 ore e sono sempre a disposizione. Nell’unità speciale ci sono macchinari sofisticati di ultima generazione in grado di scoprire qualunque tipo di falso: dalle patenti ai passaporti, dalle carte di identità ai certificati di nascita. A creare l’unità speciale è stato tre anni fa Luigi Altamura comandante della polizia locale di Verona e componente del Tavolo Coordinamento polizie locali in Anci. “E’ stato necessario farlo alla luce di un business da milioni di euro che sta creando dei danni enormi, a cominciare dalla strada, con migliaia di guidatori muniti di patenti false”, ha spiegato il comandante.

I laboratori anticontraffazione

In Italia, oltre a Verona, sono 10 i Lad e si trovano a Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Rovigo, Venezia, Trieste, Roma, Firenze, Cisterna di Latina. Chi ne fa parte è in costante aggiornamento, non solo attraverso convegni ma anche consultando il sito Prado, il registro pubblico online che contiene tutti gli specimen di come i vari documenti europei vengono fabbricati. Ogni nazione ha le proprie tecniche e i contenuti del documento sono in continua evoluzione “ad esempio da poco – spiega Altamura – sono state inserite le nuove tecniche usate per fare il passaporto tedesco”. La squadra Lad di Verona si è talmente specializzata che ai convegni europei in cui si spiega come scoprire un documento falso, è sempre presente. In autunno gli agenti della polizia locale veneta saranno in Romania per tenere un corso ai colleghi.

I moldavi “romeni”

La scelta del paese non è casuale. Negli ultimi mesi sono stati tanti i documenti di identità contraffatti sequestrati a cittadini moldavi che però avevano assunto identità romene per poter entrare in Italia. Su quaranta operai controllati in una ditta edile nel veronese si è scoperto che nessuno di loro aveva il suo vero documento ma che tutti erano appunti diventati romeni.

I falsi certificati di nascita

Non solo patenti e passaporti ma anche tantissimi falsi certificati di nascita, soprattutto srilankesi, che servono per avere la cittadinanza italiana. “Ad acquistare questi documenti – spiega ancora il comandante – non sono soggetti pregiudicati, ma stranieri che hanno capito che per avere in fretta quello che vogliono, basta pagare, invece che tornare nel proprio paese, fare tutta la trafila e poi tornare”. Un modo criminoso di aggirare la lentezza della burocrazia.

I prezzi

Quanto costa nella fabbrica del falso un documento? Per un passaporto falso veramente ben fatto, ci dicono gli esperti, si pagano fino a 6000 euro, 4000 per una patente o una carta di identità e 600 euro per un certificato di nascita. Se si tiene conto che, solo a Verona, in 3 anni, da quando è nata la squadra speciale, sono stati 1000, i documenti falsi scoperti, la moltiplicazione dà numeri da capogiro.

Come si scopre un falso

Ma come si riesce a capire se una patente polacca in mano a un nigeriano, piuttosto che patenti bulgare e romene in mano a srilankesi, sono finte? Prima di tutto si mettono in moto tutti i sensi, oltre ai macchinari, ci rivela il comandante di Verona. Toccare, guardare, inclinare un documento, ascoltare il rumore che fa gettandolo su un tavolo già rende comprensibile, soprattutto se si ha a che fare con principianti, se siamo di fronte a una contraffazione. E poi ci sono i tecnicismi che vengono svelati dai macchinari. Il codice Icao, il materiale, le tecniche di stampa - dalle calcografie (elementi in rilievo) alle microscritture che a occhio nudo non si possono vedere, così come placchette inserite nel documento, il supporto magnetico, la filigrana: basta infilare il documento sotto i raggi ultravioletti e patente e passaporti si rivelano per quello che sono.

I limiti della legge

“Il problema vero – ha concluso Luigi Altamura – è che non si ha la vera dimensione del fenomeno e vorrei invitare il Mit a una riflessione. Da quando è stata reinserita la sanzione amministrativa di 5.116 euro per guida senza patente, perché di fatto guidare con una patente falsa equivale a una guida senza patente, ed è stato depenalizzato il reato penale, quando si viene beccati per la prima volta senza la patente, si è assistito a un aumento del fenomeno della falsificazione delle patenti”. Però il reato è penale se per la seconda volta si viene scoperti senza patente giusto? “Sì, peccato che non esistendo una comunicazione tra comando e comando, né tra città e città, né esistendo una banca dati che rileva la seconda volta, siamo di fronte a un cane che si morde la coda”. Rimane l’uso di atto falso, a livello penale, ma evidentemente non è un deterrente né per chi vende ma soprattutto per chi acquista.

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