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Mariam, salvata a un mese da un barchino di metallo spezzato a metà e tenuto insieme con gli stracci

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Drammatico soccorso del veliero Astral di Open Arms, venti persone erano già finite in mare
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E’ l’immagine del miracolo della vita, quella salvata oggi dai volontari della Open Arms nel Mediterraneo. Una neonata di appena un mese. Mariam il suo nome, che viaggiava su una piccola barca che si era letteralmente spezzata a metà e che i migranti cercavano disperatamente di tenere a galla legando le due estremità con degli stracci. Ancora pochi minuti e il piccolo sarebbe finito in fondo al mare insieme a tutti gli altri occupanti del barchino tra cui la sua giovanissima mamma.

Il neonato viaggiava insieme ad altre 54 persone salvate daI veliero Astral nella zona Sar italiana, a largo di Lampedusa su una barca di metallo. Quando i volontari sono arrivati l’imbarcazione di metallo era tenuta insieme da lacci, corde e vecchi stracci. I migranti erano partiti tre giorni fa da Sfax, in Tunisia.All’arrivo del veliero Astral, l’imbarcazione era in pessime condizioni e circa 20 persone erano già in acqua. I soccorritori di Open Arms - in costante contatto con le autorità di Italia, Malta…

E’ l’immagine del miracolo della vita, quella salvata oggi dai volontari della Open Arms nel Mediterraneo. Una neonata di appena un mese. Mariam il suo nome, che viaggiava su una piccola barca che si era letteralmente spezzata a metà e che i migranti cercavano disperatamente di tenere a galla legando le due estremità con degli stracci. Ancora pochi minuti e il piccolo sarebbe finito in fondo al mare insieme a tutti gli altri occupanti del barchino tra cui la sua giovanissima mamma.

Il neonato viaggiava insieme ad altre 54 persone salvate daI veliero Astral nella zona Sar italiana, a largo di Lampedusa su una barca di metallo. Quando i volontari sono arrivati l’imbarcazione di metallo era tenuta insieme da lacci, corde e vecchi stracci. I migranti erano partiti tre giorni fa da Sfax, in Tunisia.All’arrivo del veliero Astral, l’imbarcazione era in pessime condizioni e circa 20 persone erano già in acqua. I soccorritori di Open Arms - in costante contatto con le autorità di Italia, Malta e Tunisia - hanno lanciato in prossimità dell’imbarcazione un gommone e una zattera di salvataggio, lanciando alle persone in mare i gilet di salvataggio. Tra le 55 persone soccorse, provenienti da Burkina Faso, Camerun, Senegal e Chad, ci sono 16 donne e 6 bambini di cui alcuni molto piccoli.

Quello di questa mattina è il terzo soccorso di Astral in 24 ore. «Le immagini del salvataggio di oggi ci mostrano come questa sia, anche questa volta, una tragedia annunciata e fortunatamente scampata dice Valentina Brinis, advocacy officer di Open Arms - La situazione del Mediterraneo Centrale è molto critica, lo dimostrano i tanti contatti con imbarcazioni in difficoltà che stiamo avendo in queste ore. Questo dice quanto le attività di ricerca e soccorso messe in atto dalle Ong siano fondamentali e debbano dunque essere accolte e supportate, e non ostacolate o rallentate dallo Stato italiano e dall’Europa».

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