Sono passati i tempi in cui i piccoli Maradona davano i primi assaggi del loro talento palleggiando in strada o tirando a rete nelle porte delimitate da due bottiglie nelle piazze o dal muro perimetrale di una chiesa. Giocare a calcio per strada sta diventando fuorilegge in tantissimi comuni, specie nei più piccoli, proprio quelli che non sono in grado di offrire impianti sportivi o spazi alternativi ai ragazzi.
Le ordinanze
Da qualche giorno, da un capo all’altro dell’Italia, spuntano nuovi insoliti cartelli stradali con un pallone tagliato: vietare giocare a calcio e, nei casi più severi, in qualsiasi altro modo che preveda il lancio di un pallone o di un qualsiasi altro oggetto che possa recare disturbo alle persone o agli edifici dei centri. La tranquillità di villeggianti e turisti va tutelata, secondo molti sindaci, più dello svago dei ragazzi. E dunque ecco arrivare ordinanze a raffica che prevedono sanzioni severe per chi gioca a pallone nelle strade e nelle piazze, fino a 500…
Sono passati i tempi in cui i piccoli Maradona davano i primi assaggi del loro talento palleggiando in strada o tirando a rete nelle porte delimitate da due bottiglie nelle piazze o dal muro perimetrale di una chiesa. Giocare a calcio per strada sta diventando fuorilegge in tantissimi comuni, specie nei più piccoli, proprio quelli che non sono in grado di offrire impianti sportivi o spazi alternativi ai ragazzi.
Le ordinanze
Da qualche giorno, da un capo all’altro dell’Italia, spuntano nuovi insoliti cartelli stradali con un pallone tagliato: vietare giocare a calcio e, nei casi più severi, in qualsiasi altro modo che preveda il lancio di un pallone o di un qualsiasi altro oggetto che possa recare disturbo alle persone o agli edifici dei centri. La tranquillità di villeggianti e turisti va tutelata, secondo molti sindaci, più dello svago dei ragazzi. E dunque ecco arrivare ordinanze a raffica che prevedono sanzioni severe per chi gioca a pallone nelle strade e nelle piazze, fino a 500 euro, oltre naturalmente al sequestro del pallone.
La sicurezza pubblica
Da Riva del Garda in Trentino (dove il pallone è vietato anche in tutte le spiagge) fino a Lipari, nelle isole Eolie, le ordinanze comunali stanno provocando le proteste dei genitori. Ma non c’è luogo in cui una pallonata non abbia colpito per errore qualcuno e dunque i sindaci si appellano alla priorità di salvaguardare la sicurezza pubblica.
I divieti
Mauro Rattone, sindaco di Varese Ligure, 17mila anime in provincia di La Spezia, ha firmato un divieto assoluto: ”Vietato il gioco del calcio in tutte le sue forme in aree non idonee" e “vietato bivaccare e o porre in essere tutti i giochi o sport collettivi o individuali che, mediante lancio di oggetti, possono arrecare molestie o mettere in pericolo l’incolumità delle persone nonché danneggiare monumenti, edifici e beni pubblici”. Unica concessione ai bambini piccoli che potranno giocare con palloni di gomma leggera sotto la stretta sorveglianza dei genitori.
Divieti freschi freschi anche a Celano, 7mila abitanti in provincia di Novara, e Bitetto, 11mila abitanti in provincia di Bari, mentre l’ordinanza che era già stata sperimentata la scorsa estate è stata appena rinnovata anche a Grottammare in provincia di Ascoli Piceno.