Naufragio di Cutro, il capitano di vascello: “Nessun rimpallo di competenze, fu operazione di polizia, non di soccorso a migranti”
di Alessandra Ziniti"Questi sono fulminati". Così un ufficiale della Guardia di finanza in servizio la notte del naufragio di Cutro commenta appena ricevuta notizia che una motovedetta della guardia costiera (ormai troppo tardi) era uscita in mare con quelle condizioni meteo.
Non c'era nessuna evidenza che si trattasse di una barca che trasportava migranti né che fosse a rischio di navigazione. E nessuna richiesta di soccorso è mai arrivata. Dunque "nessun rimpallo di competenze" e tantomeno di "regole di ingaggio dei soccorsi condizionate da scelte politiche" nelle ore che hanno preceduto il tragico naufragio di Cutro del 26 febbraio 2023. Questa la versione dei fatti del capitano di vascello Gianluca D'Agostino depositata…
"Questi sono fulminati". Così un ufficiale della Guardia di finanza in servizio la notte del naufragio di Cutro commenta appena ricevuta notizia che una motovedetta della guardia costiera (ormai troppo tardi) era uscita in mare con quelle condizioni meteo.
Non c'era nessuna evidenza che si trattasse di una barca che trasportava migranti né che fosse a rischio di navigazione. E nessuna richiesta di soccorso è mai arrivata. Dunque "nessun rimpallo di competenze" e tantomeno di "regole di ingaggio dei soccorsi condizionate da scelte politiche" nelle ore che hanno preceduto il tragico naufragio di Cutro del 26 febbraio 2023. Questa la versione dei fatti del capitano di vascello Gianluca D'Agostino depositata tra gli atti dell'inchiesta sui mancati soccorsi al caicco che la Procura di Crotone ha chiuso due settimane fa chiedendo il rinvio a giudizio di sei tra ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza e della Guardia costiera.
La notte del naufragio
Come è ormai noto, quella notte - secondo regole di ingaggio decise da tempo in sede di tavolo tecnico al Viminale - partì un'operazione di polizia (affidata alla Guardia di finanza) e non un'operazione Sar, di ricerca e soccorso (di competenza della Guardia costiera) per monitorare l'imbarcazione che era stata segnalata e fotografata da un aereo di Frontex con l'evidenza di una sola persona in coperta ma di una forte presenza umana sotto coperta come segnalato dai termosensori.
Nessun rimpallo di competenze
Era del tutto evidente, vista la rotta dalla Turchia e il mese di febbraio poco adatto alla navigazione di turisti, che si trattava di una imbarcazione di migranti decisamente a rischio viste le condizioni meteo tali da far desistere i mezzi della Guardia di finanza dall'uscire in mare. Perché dunque non scattò un'operazione di soccorso? Ecco la sconcertante dichiarazione agli inquirenti del capitano D'Agostino (che non figura tra gli indagati): "Non si è mai trattato di un rimpallo di competenze in quanto l'evento è stato sempre e solo valutato come attività di law enforcement".
"Nell'immagine di Frontex appariva un'imbarcazione da diporto cabinata lunga 20 metri e non un barcone o un motopesca sovraccarico di persone in coperta. La barca non ha mai evidenziato palesemente alcuna criticità di navigazione che lasciasse presagire difficoltà per la sicurezza dell'imbarcazione e delle persone a bordo e non ha mai mostrato chiara presenza di un numero elevato a bordo di persone". Per il capitano D'Agostino, la risposta termica segnalata da Frontex "non è un parametro indicativo". E poi "non è mai giunto allarme come accade sempre in ogni fenomeno migratorio". Il mare di certo quella notte era in tempesta tanto che all'alba quando comunque una motovedetta della Guardia costiera esce (ormai troppo tardi) un ufficiale della Guardia di finanza commenta: "Questi sono fulminati". Il naufragio, con oltre 100 vittime, è appena avvenuto.