Elodie: “Il mio corpo un inno alla libertà, nell’Italia di Meloni i diritti sono minacciati”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliMIAMI – Proviamo a fare tutti insieme questo test. Se sfogliando le foto di Elodie e le altre, nell’ultima edizione del Calendario Pirelli, oltre al comprensibile stupore estetico avvertite anche un senso di disagio, paura, magari in qualche caso rabbia, allora ha ragione lei: "Molti sono terrorizzati dalla libertà degli altri. O peggio, la invidiano". E da qui parte una conversazione con la cantante streetwise del Quartaccio, che sarebbe più appropriato definire una frustata sulla nostra ipocrita società, in precipitoso tracollo verso la dissoluzione degli stessi principi basilari della democrazia.
Perché ha accettato di fare il Calendario?
"Il nome precede il progetto. E’ costellato di grandissime firme del mondo della fotografia, ovviamente donne di spettacolo e del cinema. Quindi la domanda giusta sarebbe un’altra: perché non avrei dovuto accettarlo?".
Ethan James Green, il fotografo che firma questa edizione, lo ha intitolato "Refresh and Renewal". Vuole tornare alla tradizione s…
MIAMI – Proviamo a fare tutti insieme questo test. Se sfogliando le foto di Elodie e le altre, nell’ultima edizione del Calendario Pirelli, oltre al comprensibile stupore estetico avvertite anche un senso di disagio, paura, magari in qualche caso rabbia, allora ha ragione lei: "Molti sono terrorizzati dalla libertà degli altri. O peggio, la invidiano". E da qui parte una conversazione con la cantante streetwise del Quartaccio, che sarebbe più appropriato definire una frustata sulla nostra ipocrita società, in precipitoso tracollo verso la dissoluzione degli stessi principi basilari della democrazia.
Perché ha accettato di fare il Calendario?
"Il nome precede il progetto. E’ costellato di grandissime firme del mondo della fotografia, ovviamente donne di spettacolo e del cinema. Quindi la domanda giusta sarebbe un’altra: perché non avrei dovuto accettarlo?".
Ethan James Green, il fotografo che firma questa edizione, lo ha intitolato "Refresh and Renewal". Vuole tornare alla tradizione sexy, ma in una maniera nuova. Perché l’ha convinta?
"Nella vita ci sono sempre fili che sembrano lontani, ma alla fine si annodano. Così vivo il mio momento attuale e faccio il mio mestiere. Credo che il corpo sia una parte fondamentale del modo di raccontarci, e anche di riprenderci la libertà di essere sexy, sensuali, che non è lontana dall’essere capaci. Ad un certo punto diventano due parallele che non si incontrano più: da una parte c’è l’essere, l’esistere, mentre tutto ciò che riguarda il fascino del corpo diventa lontano. Due cose distaccate. In realtà non è così. La bellezza rimarrà per sempre, come il fascino del sensuale, del sesso, dell'erotismo. E’ insita nell'essere umano ed è giusto che sia così, perché fa parte del suo fascino".
Ethan dice che altre cose ci hanno distratti, negli ultimi tempi, ma è ora di tornare a scommettere sulla bellezza.
"Continuiamo a vivere un momento catastrofico, per la verità, ma ciò non toglie che forse la bellezza possa aiutare, magari in piccolissima parte, perché parliamo di problemi importanti. L'odio è la malattia più grave dell'essere umano, orrida, dobbiamo capire come curarci. E’ complesso, ma sicuramente non si raggiunge l’obiettivo allontanandoci da ciò che ci fa essere vivi, ci conserva bambini. Noi abbiamo la fortuna di fare un lavoro spettacolare: rendere l'essere umano bello, anche quando non lo è. Perché c'è una parte di noi che resta bella, e non è quella che va demonizzata, ma tutto il resto".
Non riusciamo più a vedere il bello nell’essere umano?
"Mi sembra".
Lei è stata accusata in passato di usare il corpo per raggiungere la fama ...
"Sono stata accusata, mi accusano, mi accuseranno...", interrompe Elodie.
Appunto. Non teme che il Calendario riaccenda queste polemiche?
"Ma io non sono preoccupata. Ci sono altri problemi, quelli veri. Questo no, non mi preoccupa. Esisto, meno male. Mi piaccio e il mio corpo mi aiuta a raccontare qualcosa di me. Non penso che avere una sessualità sia peccato. Non sono cattolica, non sono stata neanche battezzata, quindi voglio restare più lontana possibile da questo modo di pensare. Anzi, sono contenta di come vivo, e lo sottolineo".
Ha detto che il corpo è il suo manifesto.
"Penso lo sia di ogni essere umano. Se ci spostiamo di qualche chilometro a destra, guardando l'Italia, le donne non sono libere neppure di andare in giro come vogliono, e possono far vedere solo qualche parte del corpo. Ciò viene deciso da altri esseri umani, e ci fa capire bene quanto in realtà la femminilità sia ancora scabrosa. L'essere donna è scabroso. Quindi c'è un controllo sul corpo della donna, oggi più che mai. Mi accusano di sessualizzare e ciò mi fa molto sorridere: vorrei chiedere cosa significa. Invece il punto è proprio questo: più uno viene accusato per l’uso che fa della propria libertà - perché questa è la mia libertà di espressione - più significa che sta conducendo una lotta giusta. Qualcuno ne rimane colpito, e quindi vorrebbe controllarmi. Perciò sto facendo una cosa utile".
La repressione avviene anche in Italia?
"Certo. Da noi il delitto d’onore fino a quando è stato legale, una quarantina di anni fa?".
Perché la donna fa ancora così tanta paura?
"L’uomo è ossessionato dalla donna, ne vorrebbe la proprietà. Ma questo è il problema dell’uomo in generale nel mondo. Anche con i confini, stessa cosa. Proprietà, concetto forse oggi un po’ invecchiato. Nessuna terra è di proprietà, e certamente nessun essere umano. Quindi bisognerebbe rivederne il concetto. Cosa vuol dire, cosa spaventa, cosa non basta all'uomo. Perché se senti il bisogno di essere proprietario di qualcun altro, vuol dire che dentro ti manca qualcosa. Perciò hai un desiderio bramoso, vorresti mangiare quell'essere umano. E’ così. La donna per alcuni uomini è un oggetto da mangiare. E’ una specie di malattia, che non so bene quale sia, perché per fortuna non ce l’ho. Ma andrebbe studiata".
Questa possessività è anche all’origine dell’epidemia dei femminicidi?
"Credo di sì. Cosa che ci riporta sempre al concetto di proprietà da ridefinire. Un essere umano non può esserlo, neanche un figlio è di tua proprietà. Ad un certo punto le persone vanno e tu devi accettare il loro percorso. Puoi pensare di far compagnia a qualcuno, ma capendo che può darti qualcosa e togliere altro. Purtroppo la separazione esiste e forse c'è un problema a monte. Anche tra padre e figlio, affinché il rapporto abbia senso deve esserci la separazione. E va fatta bene, con rispetto, accettando ciò che ci lascia nella vita e quello che arriverà in cambio. Quindi per me è questo terrore del distacco è incomprensibile. Perché poi è della paura che stiamo parlando, e la paura ci fa fare cose orrende".
Ethan è un gay dichiarato. Sul set mi ha detto che avverte una forte reazione contro la sua comunità, in particolare da parte di politici che creano ad arte la paura verso i più vulnerabili, per provocare risposte violente e guadagnare consenso. E’ così?
"Credo sia colpa della libertà. Quando qualcuno sceglie di essere libero, di esistere come gli viene naturalmente, suscita timore in chi fa la scelta opposta. C’è tanta gente che non si scopre neppure quando è sola. Quindi nasce uno scontro tra il pubblico e il privato. Quando qualcuno dimostra che in realtà si può fare, si può scegliere di vivere in modo diverso, suscita una sorta di invidia per la sua maniera di esistere. L’ho sperimentato di persona con i miei amici. Uno di loro tornò a casa per dire ai genitori che era gay. Il padre si offese, rispose che aveva fatto enormi sacrifici per mantenere la sua famiglia, e ora veniva ripagato così. Non so bene cosa intendesse, ma in questo senso del sacrificio c’è qualcosa di scritto. Culturalmente abbiamo delle regole: ti sposi, fai due figli, eccetera. Una specie di manuale dell’essere umano normale, tra virgolette. Tutte le persone che invece scelgono di seguire la loro natura vengono demonizzate. E’ l’invidia della loro esistenza. Ma fate quello che vi piace! Gli omofobi in genere sono sempre i primi ad avere un’attrazione verso il mondo della libertà. Se sei omofobo, chiediti perché, altrimenti non avresti questo interesse. Invece prevale sempre la rabbia, quando sei piccolo dentro".
Magari è il pendolo della storia, che prima o poi tornerà indietro.
"Tornerà indietro per forza, perché l'essere umano è libero e non puoi farci niente. Puoi reprimere quanto vuoi, ma è la nostra natura".
Accade anche in Italia, col governo di Giorgia Meloni?
"E’ evidente come ci sia un problema di diritti acquisiti minacciati. Attaccando il matrimonio gay, o l’aborto, si attacca la libertà. La cosa per cui soffro di più è che sia una donna a farlo. Come è possibile che non si accorga di lavorare per gli interessi degli uomini? E’ un atteggiamento imperdonabile. Non si può toccare la libertà di scelta. Non si può assolutamente, è grave. Lascia senza parole. E’ talmente assurdo, incomprensibile come si possa accettare. Come può permettersi di fare una cosa del genere? Il nostro è un paese democratico, dovremmo ricordarcelo sempre. Se poi vogliamo fare altro... Ovviamente non ho simpatia per questo governo, perché per me la libertà è sinonimo di felicità. Banalmente, come se fossi una bambina. E soprattutto i giovani vengono penalizzati, per qualcosa che io non comprendo".
Eppure il governo ha consenso nel Paese.
"Ha consenso perché c’è paura, quando non esiste la comprensione del vero problema. Io vengo da un quartiere di Roma dove i guai sono talmente tanti che tutto ti spaventa, perché tutto è aggressione. Nasci che sei già aggredito, non c'è un sorriso fuori da casa. Quindi le persone quando vedono i personaggi pubblici alzare la voce e gridare, sono comprensibilmente d’accordo con loro. Lo so perché poi è il mio linguaggio, lo conosco bene. E’ confusione, che nasce perché non comprendi cosa accade. E’ paura: farti sentire, perché sei terrorizzato. Altrimenti non avresti bisogno di gridare, perché sapresti cosa stai dicendo e conosceresti la potenza delle parole. E’ una forma di tensione. Ma se dall'altra parte vedi qualcuno che parla il tuo linguaggio, pensi di essere compreso. Qualcuno che grida basta, chiudiamo tutto! Il problema nel mio quartiere può essere se arriva o no l'acqua. Emergenze di tale quotidianità, che fanno sorridere. I guai dovrebbero essere altri, non la sopravvivenza. Nasciamo col diritto ad esistere, allo studio, alla sanità. Sono tutte cose che si dicono, ma poi si rivelano bugie. Non è così. Allora se alla tv vedi qualcuno che parla il tuo linguaggio, pensi che questo suo modo di rovesciare tutto ti protegga. Ci credi, perché ti mancano gli strumenti. E’ facile sedurre chi non ha strumenti".
Parlare alla pancia per approfittarsi della sofferenza?
"Certo, approfittarsi. Perciò è doppiamente meschino. E’ facile. Cosa facciamo, torniamo al matrimonio a 18 anni, a dieci figli? Torniamo al fascismo? Diamo soldi per ogni figlio, 400 euro al mese? Cosa vuoi che ti rispondano? La gente del mio quartiere non arriva alla fine del mese, che discorso è? Il politico che avanza proposte simili fa semplicemente gli affari suoi, senza pensare che ci sono vite dall'altra parte. Quindi è meschino. E fatto da una donna è meschino il doppio".
Una delle modelle che condividono con lei il calendario è Padma Lakshmi, ex moglie di Salman Rushdie, è arrivata sul set di Miami da una manifestazione della campagna democratica per le presidenziali americane. Commentando la cancellazione della legalità dell’aborto a livello federale da parte della Corte Suprema, ha detto che "se in un Paese metà dei cittadini non ha più diritto al controllo del proprio corpo, non esiste più la democrazia".
"Come posso non essere d’accordo? Sono d’accordissimo".
Quindi la democrazia è minacciata anche dall’attacco lanciato contro i diritti delle donne?
"Soprattutto da questo: è la base. Se non c’è più il controllo del corpo diventiamo uno stato... Vabbè, lasciamo perdere...".
Padma Lakshmi ha detto anche di non invidiare sua figlia quindicenne, a causa del modello di bellezza inculcato oggi nei giovani. Lei si preoccupa del modello offerto alle ragazze che la guardano?
"Penso a mia mamma quando mi educava. Io ero vanitosa, molto. Ma istintivamente, ero una bambina. Comunque lei ci teneva sempre tanto a farmi capire che ero parte di qualcosa. Mi ripeteva tutti i giorni che la bellezza è interiore. Sembra una stupidaggine, una frase fatta, banale. Però è la verità. Un corpo senza anima fa schifo, non è niente. Una bambola può essere bella, ma se non si muove, se gli occhi non brillano... Il corpo deve avere qualcuno dentro. Poi ci sono i gusti, che per fortuna sono diversi. L'estetica è solo una parte della bellezza, sennò cerchiamo la simmetria: quella è matematica, un'altra cosa. La bellezza è vibrazione. Io ho gusti molto diversi rispetto al mio corpo. A me piace altro nelle donne, corpi più rotondi, forme, quello che è diverso da me. E quando cominciamo ad essere attratti dal diverso, riusciamo a capire che ci sono tante bellezze, tantissime. Quindi non mi preoccupo di come racconto la mia bellezza alle ragazze, perché ciò che mi piacerebbe vedessero è quello a cui sono attenta veramente. Mi piace il corpo, ci gioco, ma non è centrale rispetto a cosa sono io. Io sono altro. Quindi spero di riuscire a raccontare questo alle ragazze, ciò che è davvero importante. Il corpo è una parte di te, ma non sei tu. Decidi tu come essere e cosa raccontare di te, in base a come cammini, gesticoli, parli".
Dostoevsky diceva che la bellezza ci salverà. E’ ancora possibile, oppure ormai siamo già andati troppo oltre?
"La speranza è l’ultima a morire. Quindi sì, io resto fiduciosa".