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Giallo internazionale nel Vicentino: si cercano nei boschi i resti di una ereditiera americana. NegIi Stati Uniti arrestato il marito

Ana Maria Henao Knezevich, 40 anni, è scomparsa a febbraio da Madrid dove era andata con un’amica dopo il divorzio. Sospettato del delitto David Knezevich. Ricerche con i cani molecolari
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Cani molecolari e ruspa. Li cercano nel Vicentino i resti dell’ereditiera colombiana Ana Maria Henao Knezevich, scomparsa il 2 febbraio scorso a Madrid dove si era recata con un’amica dopo il divorzio dal marito David Knezevich, poi arrestato perché ritenuto coinvolto nella scomparsa della donna. Che gli inquirenti, evidentemente, ritengono morta.

Al centro di quello che ha assunto i contorni di un giallo internazionale è finito Cogollo del Cengio, piccolo comune della provincia di Vicenza dove da settimane si sono concentrate le indagini della squadra mobile di Vicenza in collaborazione con gli investigatori di Madrid e con la supervisione dell’Fbi.

Questa mattina con una ordinanza del sindaco è stata chiusa una strada bianca circondata da una fitta boscaglia lungo la vecchia strada del Costo che collega la pianura berica all'Altopiano di Asiago. Lì si è svolta una ricerca con l'ausilio di cani molecolari e di una ruspa per trovare i resti di Ana Maria Henao Knezevich.

Quarantenne, originaria della Colombia ma residente da 18 anni negli Stati Uniti, la donna dopo 13 anni di matrimonio, aveva divorziato dal marito,di origini serbe ma naturalizzato americano. Knezevich è stato arrestato all'aeroporto di Miami, all'arrivo di un volo da Belgrado, e il 10 giugno è comparso davanti al giudice della Florida per la lettura formale delle accuse a suo carico.

Secondo fonti investigative americane, l'uomo avrebbe dato alcune indicazioni precise su dove ritrovare la donna. E dagli Stati Uniti sarebbe quindi arrivato l'input alle polizie spagnole e italiane di dare il via alle ricerche in un'area boschiva lungo la strada del Costo a Cogollo del Cengio. Le ricerche proseguiranno domani mattina.

Con la moglie Ana Maria, David Knezevich aveva messo in piedi negli Stati Uniti varie imprese di affitti di appartamenti turistici e di materiale informatico che avevano prodotto utili milionari. E sarebbe stata proprio la divisione del patrimonio, del quale Ana Maria reclamava il 50%, il movente economico ipotizzato dagli inquirenti spagnoli all'origine del presunto crimine.

Secondo le indagini Knezevich sarebbe entrato nel domicilio di Ana Maria, in Calle Francisco Silvela a Madrid, con il volto coperto da un casco di motociclista. Le telecamere di sicurezza avrebbero registrato la sua immagine mentre entrava nell'edificio per poi uscirne con una voluminosa valigia che, secondo i sospetti, poteva contenere il corpo della consorte.

L'accusato ha sempre negato di essere stato nella capitale iberica e sulla scena del presunto crimine. La polizia spagnola ha ricostruito che l'uomo lasciò Belgrado il 30 gennaio per farvi ritorno il 5 febbraio, attraversando in auto la frontiera con la Croazia. Un itinerario che non escluderebbe il passaggio sulla statale vicentina.

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