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La Giornata internazionale del cane, dedicata a quelli che ce l’hanno fatta e a quelli che ce la faranno

Lilli, nel giardino in Umbria dell'Associazione Una zampa per Birillo 
Dal 2004 la ricorrenza cade il 26 agosto: vuole ricordare quanto sia importante proteggere e parlare al posto di chi non può fare nè l’una nè l’altra cosa. Le associazioni, i volontari, i santuari: ecco alcuni esempi di chi in Italia si batte per gli amici a quattro zampe
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Lucio è arrivato via mare. Era magro, tremante, pieno di pulci e di segni di percosse. Non si faceva avvicinare, se qualcuno allungava una mano verso di lui prendeva a tremare e si faceva la pipì addosso. Nessuno ha mai saputo cosa gli sia successo. Cosa gli abbiano fatto mani simili a quelle che ancora oggi lo fanno tremare. Nessuno sa come si sia procurato quelle ferite o chi lo abbia tenuto così male da farlo quasi morire di denutrizione.

Plinio 

Le parole per dirlo

Nessuno lo sa perché Lucio non può raccontarlo. Le parole per dirlo in questo caso non arriveranno mai. I cani non parlano. E forse per dare loro voce è stata istituita la Giornata Internazionale del cane, che dal 2004 cade il 26 agosto, il giorno in cui Colleen Paige, attivista statunitense per i diritti degli animali, adottò il suo primo cane.

I santuari, le associazioni, i volontari

Oggi anche in Italia sono tantissimi i santuari, i centri, le associazioni e le persone che si prendono davvero cura dei nostri amici pelosi. In mezzo, però, va detto, a migliaia di realtà che hanno come unico obbiettivo lo sfruttamento: come chi commercia in cuccioli di razza, detenendo le povere madri in condizioni allucinanti, senza vaccinazioni, senza cure, senza l’adeguata attenzione e spesso, proprio per la mancanza di controlli, facendo nascere animali che avranno tantissimi problemi di salute. C’è chi li rapisce per farsi pagare un riscatto o per venderli a chi li raccoglie per trasformarli in altro. C’è chi apre canili soltanto per lucrare con il pubblico, senza dedizione reale per l’animale, o per raccogliere fondi, che ovunque andranno tranne che ai cani. Sono talmente tante le situazioni negative e dolorose, che forse è più utile o se non altro meno angoscioso concentrarsi su ciò che funziona. Per celebrare davvero la Giornata internazionale del cane.

Lucio 

Una zampa per Birillo

L’associazione “Una zampa per Birillo”, che ha sede in un paese alle porte di Spoleto, fondata nel 2015 da Giusy Mantione, psicologa e psicoterapeuta cognitivo evoluzionista di Roma, con la passione per gli animali, che, per salvare i più anziani destinati a morire tra le sbarre di un canile senza mai aver assaporato libertà, coccole e amore, come dovrebbe essere, ha voluto creare un'alternativa, comprando un appezzamento di terreno in campagna, costruendo per loro dei rifugi e per sè una piccola casa. Con i 21 cani – Lucio, Zucchero, Ambra, Pongo, Mirtilla, Melina, Snoopy, Diana, Fidel, Bingo, Jenny, Play, Checco, Era, Musetta, Margot, Plinio, Lilli, Poirot, Alba, Lia - vivono anche altri animali salvati da morte certa: 6 galline, 1 gallo, 12 gatti salvati da canili e strada, 6 pecore, due asini sardi – Iò e Mogadiscio – che le ha affidato Leonardo Van Maarten, fondatore del Leopark di Todi, dove trovano rifugio dal degrado e dal maltrattamento di zoo e circhi di tutta Europa, ma anche dalle case di privati irresponsaibili, animali selvatici (zebre, bufali, giraffe, struzzi, cammelli, dromedari, fenicotteri, avvoltoi). I due asini stanno qui, curiosi e simpaticissimi, da quasi due anni.

Giusy Mantione con Nonno Nino 

La morte di quel primo cane

“Questa idea è nata perché nel 2013 avevo adottato a distanza un cane, Birillo, del canile di Ponte Marconi", racconta Giusi Mantione. "Lo andavo a trovare, lo sostenevo economicamente, e quando sono riuscita a portarlo fuori, si è ammalato di tumore cerebrale, dopo aver passato tutta la sua vita, 12 anni, fin da quando era cucciolo, in canile. Sono stata con lui solo tre mesi, e sono stati tre mesi bellissimi: si è adattato in maniera commovente a carezze e coccole, ci faceva sorridere e commuovere, quasi avesse recuperato in quella manciata di giorni tutto il mancato contatto con gli esseri umani e con un ambiente di amore".

Era 

L’importante eredità

"Aver trascorso questo tempo con Birillo ha lasciato un’eredità, anche se è stato così breve", continua Mantione. "Ho capito l’importanza di donare la possibilità di trascorrere anche solo un mese fuori dal canile. I cani vivono nel presente, non dimenticano del tutto il passato perché spesso è così duro, ma uscire dal carcere, un carcere a vita, in cui vegetano in stato di deprivazione assoluta, anche solo per poco è per loro una nuova esistenza. Ho voluto, insieme agli altri soci fondatori - Monica Maggiori, Simona Passarelli, Patrick Montuir, Gioconda Pompei - aprire "Una zampa per Birillo" per creare, allo stesso tempo, un luogo del cuore, per offrire, anche se solo per gli ultimi momenti, una vita dignitosa. Affrontare la malattia insieme a Birillo, con tutta la sua dolcezza e la sua gratitudine, è stato qualcosa che ci ha toccato nel profondo”.

Cani smarriti e trovati

C’è poi Canismarritietrovati, un'associazione di promozione sociale che, tramite una piattaforma, aiuta i compagni umani a ritrovare i loro cani smarriti. "La piattaforma nasce dalla mia esperienza personale", spiega la presidente dell'associazione, Chiara Fedele di Catrano, "a dicembre 2021 è sparito il mio cane Tea Vela: era la mia spalla, la mia compagna: aveva sia microchip sia medaglietta. Ero a Villa Ada, a Roma, come sempre con il mio branco di cani e Tea si è allontanata con un altro cane: lui è tornato, lei no".

Tea Vela 

Il caos della rete

"In tutto il caos che c'è in rete quello che è mancato a me per ritrovare la mia Tea Vela, è stato un sito di riferimento dove confluiscano informazioni su cani smarriti e ritrovati", spiega ancora la presidente. Proprio da questo nasce l'esigenza di creare un archivio sul web. "Molti annunci di cani smarriti passano sui gruppi Facebook", dice Chiara, "si perdono in mille rivoli e non rimangono molto online perché possono essere eliminati o passati in secondo piano".

Rubato o perso

"Potenzialmente quindi", aggiunge, "un cane rubato o perso a Roma, potrebbe essere stato ritrovato a Cosenza e tu potresti non saperlo mai". La piattaforma Canismarritietrovati quindi lavora molto sull'archivio, affinché gli annunci dei cani smarriti e trovati in tutta Italia possano essere sempre a disposizione.

La collaborazione con le forze dell'ordine

"Sulla piattaforma chiunque può inserire un annuncio di smarrimento o di ritrovamento di un cane, del tutto gratuitamente", spiega di Catrano. "Poi creiamo la locandina in cui indichiamo i tratti caratteristici del cane, il luogo del ritrovamento o dello smarrimento e la mettiamo online. Infine diffondiamo le notizie sui social", sottolinea. Oltre a lavorare sulla diffusione delle informazioni, l'associazione cerca di aiutare la gestione di un cane ritrovato. "Quando trovi un cane non puoi tenerlo per te", spiega Chiara Fedele di Catrano. "E' necessario denunciare il ritrovamento entro tre giorni. I documenti della denuncia vanno poi consegnati alla Asl. Se ci si tiene il cane, chi lo sta cercando non saprà mai che fine ha fatto. D'altra parte, molte persone che smarriscono il cane non sapendo come muoversi, pensano che non ci sia nulla da fare. Sembra tanta tecnica: ma in realtà è tutto cuore".

Le guardie Eco-Zoofile di Oipa

C’è anche chi veglia sulle situazioni di maltrattamento. Come Oipa con le sue guardie Eco-Zoofile che controllano 18 regioni con oltre 60 nuclei provinciali attivi che sono “diventate un punto di riferimento per tutti coloro che hanno a cuore il rispetto dei diritti degli animali”, spiega Oipa. Le guardie Oipa, tutte volontarie, intervengono in caso di maltrattamento di animali, e hanno un ruolo di “vigilanza costante che favorisce il rispetto delle Leggi, dei Regolamenti locali, nazionali ed internazionali in difesa degli animali, della fauna selvatica, dell’ambiente e del patrimonio naturale. Informano sulle norme vigenti in termini di benessere animale e sensibilizzano su tematiche protezioniste".

Zara 

Buio e degrado assoluto

A Pavia per esempio le guardie Oipa hanno salvato quattro cani reclusi da oltre un mese in una casa con tapparelle e finestre serrate, costretti a vivere al buio in condizioni igienico sanitarie gravissime. Ad Alessandria hanno liberato Due pitbull detenuti in un box fatiscente in un cortile esterno, altri tre segregati in due stanze, e un breton rinchiuso all’interno di un piccolo kennel appena sufficiente per garantirgli la stazione eretta. Una delle ultime operazioni è del 22 agosto e racconta una storia comune a tantissimi cosiddetti amanti dei cani: i cacciatori. Come raccontano bene proprio le guardie Eco-Zoofile: “Rinchiusi in serragli sporchi e fatiscenti, da cui escono solo quando si va a cacciare, privati di affetto, relazioni sociali, e tante volte anche delle più basilari cure veterinarie. Tristissima la vita che spesso devono sopportare i cani utilizzati per la caccia, sfruttati durante la stagione venatoria per inseguire le prede, e poi parcheggiati in piccoli box, isolati dai propri simili, costretti a vivere nella più completa solitudine”, spiegano. Una vita d’inferno, simile a quella che deve aver vissuto Zara, una cagnolina di razza Springer Spaniel restituita alla libertà grazie all’intervento delle guardie zoofile Oipa di Livorno.

Temperature di 30 gradi alle 9 di mattina

"Rinchiusa h24 in un piccolo box fatiscente, situato in un campo a bordo strada, la cagnolina viveva tra le proprie deiezioni, con solo un secchio di acqua putrida a disposizione e una ciotola vuota con residui di cibo incrostati, segno del fatto che non veniva mai pulita. Inoltre, oltre a essere al di sotto delle misure previste dalla legge, il serraglio era fatto di lamiera, un materiale completamente inadeguato per garantire riparo dalle temperature esterne, che diventa rovente nelle ore più assolate, tant’è che al momento del sopralluogo, alle 9.00 del mattino, la temperatura rilevata all’interno del box era già di 38.5° gradi”.

I 15 rottweiler murati vivi

E ancora, questa volta a Catania, dove le guardie zoofile dell’OIPA in un intervento congiunto con la Polizia Locale nel comune di Linguaglossa, hanno sequestrato 15 rottweiler detenuti (è proprio il caso di dirlo) in condizioni ai confini della realtà: “Cani adulti e cuccioli murati vivi, privi di luce, aria, acqua e impossibilitati a muoversi. Sfruttati per la riproduzione e la vendita, gli animali vivevano in condizioni infernali, all’interno di un cortile e di un garage chiusi dentro dei box, delle casse di legno e dei trasportini di plastica che ne impedivano qualsiasi movimento”.

Imparare ad ascoltare

Situazioni che sembrano lontane, commesse in un altro universo. Ma che tanto lontane non sono. Sono storie che loro, i cani, gli animali, non possono raccontare, non hanno le parole per dirlo, appunto. Se ne ode l’eco – nella paura, nelle ferite del corpo e della mente – e bisognerebbe affinare la capacità di cogliere questo leggero riverberarsi (che spesso non è neanche tanto leggero) per proteggere questi esseri così indifesi. Bisognerebbe festeggiarli ricordando di tutti loro oggi, Giornata internazionale del cane, e sempre.

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