Spazio, parte la missione turistica più rischiosa. Il miliardario che l’ha pagata farà anche una passeggiata nel vuoto
di Elena Dusi“È tempo di esplorare” ha annunciato SpaceX in una conferenza stampa prima del lancio. Chi pensa che il viavai di astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale abbia assunto un sapore di routine, vivrà da oggi con trepidazione i cinque giorni della missione Polaris Dawn.
Nello spazio stamane non si lancerà infatti la Nasa, con tutte le sue garanzie di affidabilità e i protocolli di sicurezza, ma due miliardari dalle ambizioni stratosferiche.
I due miliardari
Elon Musk, patron di SpaceX, ci metterà il razzo e la capsula Crew Dragon. Jared Isaacman, fondatore della piattaforma di pagamenti online Shift4, contribuirà con la sua esperienza di pilota amatoriale e pagherà il biglietto per sé e gli altri 3 passeggeri.
Non ha risposto a chi gli domandava il prezzo, ma in passato i posti sulla Crew Dragon sono stati venduti a 55 milioni di dollari l’uno.
“È tempo di esplorare” ha annunciato SpaceX in una conferenza stampa prima del lancio. Chi pensa che il viavai di astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale abbia assunto un sapore di routine, vivrà da oggi con trepidazione i cinque giorni della missione Polaris Dawn.
Nello spazio stamane non si lancerà infatti la Nasa, con tutte le sue garanzie di affidabilità e i protocolli di sicurezza, ma due miliardari dalle ambizioni stratosferiche.
I due miliardari
Elon Musk, patron di SpaceX, ci metterà il razzo e la capsula Crew Dragon. Jared Isaacman, fondatore della piattaforma di pagamenti online Shift4, contribuirà con la sua esperienza di pilota amatoriale e pagherà il biglietto per sé e gli altri 3 passeggeri.
Non ha risposto a chi gli domandava il prezzo, ma in passato i posti sulla Crew Dragon sono stati venduti a 55 milioni di dollari l’uno.
Nessuno a bordo di Polaris Dawn è un astronauta professionista. Solo Isaacman ha già volato nello spazio, sempre da passeggero pagante, tre anni fa. Eppure la missione si è data due asticelle molto ambiziose da superare.
L’orbita più alta
Raggiungerà l'orbita più alta mai toccata da una navicella spaziale (a parte i viaggi per la Luna). A 1.400 chilometri di altitudine guarderà dall’alto la Stazione Spaziale che orbita mille chilometri più in giù e supererà il record della navicella della Nasa Gemini, che nel 1966 arrivò a 1.373 chilometri.
Giovedì poi il portello anteriore di Crew Dragon si aprirà per far uscire due degli occupanti - Isaacman e l’ingegnere di SpaceX Sarah Gillis - per la prima passeggiata spaziale di astronauti non professionisti.
La procedura sarà molto diversa da quella a qui ci ha abituato la Nasa, visto che Crew Dragon non ha uno spazio dedicato alla depressurizzazione.
La passeggiata spaziale
Dapprima, a 700 chilometri di quota, la navicella sarà liberata da tutta l’aria respirabile, per riempirsi del vuoto cosmico. Poi Isaacman e Gillis si alterneranno al di fuori del portellone, legati a un cavo robusto attraverso cui scorre l’aria per respirare.
Gli altri due astronauti resteranno all’interno per controllare l’operazione, che durerà in tutto un paio d’ore.
Nella fase di assenza di ossigeno (la navicella sarà pressurizzata di nuovo al rientro di Isaacman e Gillis), tutti e quattro viaggiatori dello spazio indosseranno la tuta da passeggiata. Sarà una tuta speciale, assai diversa dagli ingombranti scatoloni della Nasa che rendono faticosi e impacciati i movimenti.
Le nuove tute di SpaceX
SpaceX, che ha disegnato le sue uniformi bianche da astronave con l’aiuto di un costumista del cinema, non cambierà stile per le tute extraveicolari, cioè da passeggiata. Saranno leggere, agili ed eleganti, ma dovranno resistere a temperature tra meno 150 e più 120 gradi, visto che l’escursione termica fra giorno e notte nello spazio è enorme.
Per verificare che proteggano a sufficienza gli astronauti in caso di impatto con piccoli meteoriti o detriti artificiali, SpaceX nei mesi scorsi ha letteralmente sparato delle pallottole al tessuto utilizzato.
I dubbi sulla sicurezza
Comunque vada, la missione per i quattro pionieri non sarà una passeggiata di salute. Viaggiando così in alto si troveranno ad attraversare le fasce di Van Allen, una zona del campo magnetico terrestre ricca di particelle cariche provenienti dal Sole.
Si prevede che assorbiranno in cinque giorni la stessa quantità di radiazioni che un astronauta della Stazione Spaziale riceve in tre mesi. A differenza delle missioni delle agenzie spaziali governative, Polaris Dawn non avrà alcun protocollo di sicurezza ufficiale da rispettare.
Uno dei quattro viaggiatori - l'ex pilota militare Scott Poteet – nei mesi scorsi si era perfino fatto impiantare un sensore vicino al cranio per misurare l’aumento di pressione del sangue e degli altri fluidi nella testa causato dalla scarsa gravità. Lo strumento però non aveva funzionato bene. Con una seconda operazione Poteet l’ha rimosso.
Messaggi a sorpresa
I dettagli spettacolari della missione non finiscono qui. Gli astronauti tenteranno di comunicare con la Terra usando non solo la solita radio. Punteranno un laser verso uno dei satelliti della costellazione Starlink (sempre di proprietà di Elon Musk), che ritrasmetterà il segnale a Terra. Ovviamente Musk e i suoi hanno preparato un messaggio segreto che promette di stupire.
Fra gli esperimenti scientifici previsti c’è una radiografia che sfrutterà proprio le radiazioni che si incontrano nell’orbita alta.
Anna Menon infine, la quarta occupante di Polaris Dawn, è ingegnere biomedico e ha un passato da addestratrice di astronauti per la Nasa, ma ha anche scritto un libro per bambini (si intitola Baci dallo spazio), che leggerà ai suoi figli durante la missione.
Scienza, avventura, record e anche spettacolo. Polaris Dawn porterà nel cosmo tutto quello che le missioni “istituzionali” hanno perso nel corso dei decenni, ma che dovranno riacquistare se vorranno un giorno puntare verso la Luna o addirittura Marte.
Se Musk con un messaggio su X ha definito la missione “più rischiosa del solito”, Isaacman non ha voluto essere da meno: “Qualunque sia il rischio, varrà la pena affrontarlo”.