✕

Viaggi da incubo low cost: “Rientro infernale e senza rimborsi, tra EasyJet e Ticketbook”

Ascolta l'audio

La disperata odissea per 70 passeggeri che lo scorso 14 luglio dovevano tornare in Italia da Amsterdam
2 minuti di lettura

Compagnie low cost da incubo. Dopo il caso Wizz air sulla tratta Madeira, ancora una disavventura capitata nei cieli. A raccontarla è un passeggero, Mattia Dasso, che non solo si è visto il volo cancellato ma ha avuto anche la beffa di un rimborso a metà. Tutto comincia il 14 luglio. “Io e altri tre amici di Parma abbiamo fatto un weekend ad Amsterdam (12-14 luglio). Nel momento del rientro, dopo aver dichiarato ritardo, la compagnia EasyJet cancella il volo solo poco più di un'ora prima dell'orario previsto della partenza. Cercando disperati una soluzione per tornare a casa la sera stessa, ci imbattiamo nel desk di questa specie di agenzia chiamata Ticketbook che offre generalmente servizi di prenotazione online di biglietti aerei, con sede proprio all'aeroporto”.

Gli “inferociti al check in”

“In quel momento – prosegue Dasso – c'era una ragazza italiana che si è ritrovata da sola una mandria di circa 70 persone inferocite a cui ha dovuto trovare una per una la soluzione per il rien…

Compagnie low cost da incubo. Dopo il caso Wizz air sulla tratta Madeira, ancora una disavventura capitata nei cieli. A raccontarla è un passeggero, Mattia Dasso, che non solo si è visto il volo cancellato ma ha avuto anche la beffa di un rimborso a metà. Tutto comincia il 14 luglio. “Io e altri tre amici di Parma abbiamo fatto un weekend ad Amsterdam (12-14 luglio). Nel momento del rientro, dopo aver dichiarato ritardo, la compagnia EasyJet cancella il volo solo poco più di un'ora prima dell'orario previsto della partenza. Cercando disperati una soluzione per tornare a casa la sera stessa, ci imbattiamo nel desk di questa specie di agenzia chiamata Ticketbook che offre generalmente servizi di prenotazione online di biglietti aerei, con sede proprio all'aeroporto”.

Gli “inferociti al check in”

“In quel momento – prosegue Dasso – c'era una ragazza italiana che si è ritrovata da sola una mandria di circa 70 persone inferocite a cui ha dovuto trovare una per una la soluzione per il rientro a casa”. La ragazza della biglietteria riesce a sedare gli animi, offrendo varie soluzioni a seconda della destinazione di ognuno. “Io mi ritrovo in un gruppo di 8 composto dai miei tre amici e due coppie. La soluzione migliore per noi è la seguente: trasferimento a Dusseldorf nella notte, volo Dusseldorf - Milano Bergamo con la compagnia Eurowings nella prima mattina, in maniera tale da provare a essere a lavoro ad un orario decente. Purtroppo le soluzioni scarseggiano: il primo volo di EasyJet disponibile è solo mercoledì, gli altri tutti pieni. Non ci resta altro che accettare di essere trasferiti a Dusseldorf nella notte per la modica cifra di 1380 euro a testa, che ogni persona del nostro gruppo ha dovuto anticipare. Se non anticipi non parti e resti bloccato ad Amsterdam finché non c'è un altro Easyjet che ti riporta in Italia”.

Il viaggio per Dusseldorf

La comitiva degli 8 paga quindi il biglietto rassicurata dal fatto che la dipendente di Ticketbook garantisce che tutto verrà rimborsato “dato che siamo sotto la soglia dei 1400 euro”. E così, nella notte, da Amsterdam “decollano” su un pulmino elettrico per Dusseldorf. E qui inizia un viaggio da incubo. “L'autista non riesce a caricare il pulmino in due stazioni di rifornimento e non c'è abbastanza carica per arrivare a Dusseldorf. Alla terza ci riesce. Nella sua guida abbastanza spericolata abbassa il finestrino probabilmente per evitare colpi di sonno. Arriviamo a Dusseldorf indenni verso le 3.30 di mattina. Stranamente non succedono più imprevisti e riusciamo a dormire circa un paio di ore per poi salire sull'aereo verso le 7, arrivando distrutti a Milano e con una giornata di lavoro davanti a noi. Arriviamo tutti in ritardo a lavoro perché nel tratto Milano-Parma troviamo code infinite”. Ma questa è un’altra storia di quelle che “piove sempre sul bagnato”.

Il rimborso quasi dimezzato

Oltre il danno però arriva anche la beffa. “Ci attiviamo immediatamente per la richiesta di rimborso inserendo fatture e giustificativi vari. Dopo circa due settimane arriva la sorpresa: viene accettata la richiesta di rimborso ma di soli 888,68 a testa. Mancano all'appello 492 euro”. La giustificazione: "l'importo richiesto non può essere rimborsato in quanto l'importo richiesto supera il limite di costi di trasporto ragionevole". E così Mattia Dasso afferra lo smartphone. “Chiamo infuriato Ticketbook che se ne lava praticamente le mani dicendo che EasyJet non rispetta i diritti dei passeggeri e che loro non possono farci niente. Chiamo altrettanto infuriato il call center di Easyjet che a sua volta rimbalza la colpa su Ticketbook ("vi hanno dato informazioni sbagliate"). Non sanno nemmeno fornire il quantitativo di rimborso e nemmeno sul sito si trovano informazioni di carattere quantitativo. Ad oggi – chiosa amareggiato - nonostante numerosi tentativi di chiamata non sono stati in grado di dirci cosa significa "limite di costi di trasporto ragionevole" e non siamo riusciti a riavere i nostri soldi. Io penso che in questo caso siamo ai limiti della truffa ed è vergognoso che i passeggeri vengano trattati in questo modo”.

Leggi i commenti