Un incidente stradale, una vittima, un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti aperto in procura. Sono gli elementi certi di una vicenda drammatica che non si è però ancora chiusa. Perché attorno a quelle certezze aleggiano dubbi e sospetti, se la storia la si racconta in un altro modo: un auto con il parabrezza distrutto ma il cofano quasi intatto, un corpo sbalzato a 50 metri di distanza con tre lesioni interne, un cellulare che ricompare a distanza di giorni. E ora anche una querela con l’ipotesi di omicidio e omicidio stradale contro il fidanzato della vittima da parte della famiglia.
L’incidente ‘autonomo’
C’è un dramma tutto ancora da chiarire che dal 25 agosto agita la provincia di Cosenza. E’ la morte di Ilaria Mirabelli, 38 anni, ultras del Cosenza calcio, trovata senza vita nella frazione di Lorica, al chilometro 33,900 della strada statale 108 bis. Un “incidente autonomo”, ha scritto l’Anas cinque ore dopo lo schianto. Cioè un auto che esce fuoristrada da sola, senza s…
Un incidente stradale, una vittima, un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti aperto in procura. Sono gli elementi certi di una vicenda drammatica che non si è però ancora chiusa. Perché attorno a quelle certezze aleggiano dubbi e sospetti, se la storia la si racconta in un altro modo: un auto con il parabrezza distrutto ma il cofano quasi intatto, un corpo sbalzato a 50 metri di distanza con tre lesioni interne, un cellulare che ricompare a distanza di giorni. E ora anche una querela con l’ipotesi di omicidio e omicidio stradale contro il fidanzato della vittima da parte della famiglia.
L’incidente ‘autonomo’
C’è un dramma tutto ancora da chiarire che dal 25 agosto agita la provincia di Cosenza. E’ la morte di Ilaria Mirabelli, 38 anni, ultras del Cosenza calcio, trovata senza vita nella frazione di Lorica, al chilometro 33,900 della strada statale 108 bis. Un “incidente autonomo”, ha scritto l’Anas cinque ore dopo lo schianto. Cioè un auto che esce fuoristrada da sola, senza scontrarsi con nessun’altra. Ma la famiglia vuole sapere la verità e per questo nomina un avvocato e un consulente di parte.
Tutto ruota attorno a una domanda: è stata una tragedia o c’è altro da chiarire? E’ quel che vuole appurare ora anche la procura di Cosenza che ha aperto un fascicolo contro ignoti per poter portare avanti gli accertamenti.
Ma cos’è successo in Sila? Il 25 agosto, tra le 14 e le 15.30 (secondo il legale dei Mirabelli, Guido Siciliano), una Volkswagen sbanda all’improvviso e finisce in una sterpaglia. Sulla strada non c’è alcun segno di frenata.
Il giallo
Su quell’auto viaggiavano in due: Ilaria Mirabelli e il suo nuovo compagno, Mario Molinari. Entrambi tifosi della curva rossoblu e per questo conosciuti in città, i due si frequentavano da qualche mese. Erano andati a fare una gita e stavano tornando a casa. L’incidente però ha fermato tutto: lei, che secondo l’uomo era alla guida, muore; lui si salva riportando ferite non gravi.
Il corpo della donna viene ritrovato a cinquanta metri dalla macchina. Le foto scattate da cronisti della zona mostrano che nell’area, mai recintata, in cui la macchina atterra ci sono cespugli abbattuti, uno specchietto d’auto, un paio di occhiali da sole.
Le domande senza risposta
Il medico legale di parte, Maurizio Chimenz, chiede un accertamento tecnico irripetibile sulla dinamica dell’incidente. Le domande a cui vuole rispondere la famiglia, che non riesce a darsi pace per il lutto improvviso, sono queste: com'è finita fuori strada la macchina? Perché il corpo della ragazza è stato trovato così lontano dall'abitacolo? Come e perché è morta Ilaria?
Qualche risposta arriva dall’autopsia: Mirabelli è morta per un arresto cardiaco. Sul suo corpo però, sostiene Chimenz, ci sono tre gravi lesioni interne in tre punti diversi che “meritano approfondimenti", dice il legale dei Mirabelli. A cosa si devono quelle ferite? Allo schianto? Sono compatibili con l’incidente?
Un rapporto burrascoso
Ci sono altri due elementi su cui ci si è interrogati finora, senza però giungere al momento ad alcuna verità alternativa. Uno riguarda il rapporto tra la donna e l’uomo che viaggiava con lei, Mario Molinari. “Chi conosceva la coppia”, hanno scritto i giornali locali, “parla di un legame piuttosto burrascoso tra i due, connotato da discussioni frequenti”. Il legale di Mirabelli raccoglie diverse testimonianze sul carattere dell’uomo e sulle liti accese. Il 44enne non è indagato perché la procura si muove contro ignoti. Contro di lui però, proprio sul tavolo della pm titolare del fascicolo, è piombata stamattina una denuncia da parte della famiglia di Ilaria Mirabelli: l’ipotesi è omicidio e omicidio stradale. Alla denuncia è allegato l’esame autoptico (quello che racconta delle tre lesioni nel corpo di Ilaria) e una maglietta blu della vittima trovata sul luogo dell’incidente e ritenuta dall’avvocato Siciliano “importante”.
Il telefono cellulare
L’altro dubbio riguarda un telefono cellulare, consegnato agli inquirenti solo in un secondo momento. Sul luogo dell’incidente i carabinieri trovano infatti due telefoni, uno della donna e l’altro del suo compagno. Un parente della vittima racconta però di aver ricevuto quello stesso pomeriggio una chiamata da parte di Ilaria da un altro cellulare, un cellulare che Molinari tiene per giorni e che consegna solo dopo la segnalazione, alimentando così le supposizioni. Anche sui telefonini e sulla messaggistica la procura ha avviato accertamenti tecnici.
Verità per Ilaria
Ora non c’è solo una famiglia che, sconvolta dal dolore, chiede verità, qualunque essa sia. Nella notte davanti al tribunale di Cosenza è apparso uno striscione, scritta nera su fondo giallo: “Verità per Ilaria”. A rivendicarlo su Facebook è stato poi il collettivo femminista cosentino Fem.In, che sui social scrive: “È stato un incidente? Vogliamo saperlo. Non è stato un incidente? Vogliamo saperlo ugualmente. Ilaria è morta e a dieci giorni dalla tragedia in città non ci sono altro che supposizioni, ipotesi, voci, ma nessuna risposta, nemmeno parziale. Vogliamo chiarezza”.
E lo stesso fa il centro antiviolenza Roberta Lanzino: “Sono più di dieci giorni che aspettiamo di sapere le cause della morte di una giovane donna che, a oggi, sono avvolte nel più assoluto silenzio. Auspichiamo che la giustizia faccia luce sui tanti punti oscuri”.
Intanto la curva del Cosenza l’ha salutata così: “Ciao Ilaria, riposa in pace”.