Previsioni fosche per la calotta bianca della Marmolada: entro il 2040, secondo gli studiosi, il ghiacciaio più grande delle Dolomiti sparirà. Perde ormai dai 7 ai 10 centimetri di spessore al giorno, negli ultimi 5 anni ha visto sparire 70 ettari della sua superficie (pari a 98 campi di calcio), e dall'inizio delle misurazioni scientifiche, nel 1888, è arretrato di 1.200 metri, e con un innalzamento della quota della fronte di 3.500 metri. E' un responso di "coma irreversibile" quello della Carovana dei ghiacciai, campagna di Legambiente, Cipra e la partnership scientifica del Comitato Glaciologico.
Rifiuti della Prima guerra mondiale
La Carovana dei ghiacciai è andata sulla Regina delle Dolomiti insieme all’Università di Padova e a Puliamo il Mondo per una giornata di clean up ad alta quota. Raccolti rifiuti abbandonati di ogni genere e forma, alcuni risalenti alla Prima guerra mondiale, altri agli anni ‘70-’80 per arrivare ai giorni nostri. Tra i rifiuti più datati, un proiettile e pallettoni di piombo da shrapnel risalenti al primo conflitto mondiale. Tra quelli più trovati, oltre un centinaio di scatolette e lattine dai 100 ai 50 anni d’età, a seguire fazzoletti e plastica. E poi latte e lattine, scatolette, fazzoletti, plastica e microplastiche, resti di piatti, posate di plastica e metallo, tappi di bottiglia, pezzi di vetro, sigarette, ed ancora frammenti e materiali tecnici, pezzi di ferro e calcinacci.
Tre mini-discariche
Trovate anche lungo il sentiero che porta al ghiacciaio della Marmolada tre mini-discariche.“La Regina delle Dolomiti è vittima di incuria da parte dell’essere umano”, dice Legambiente. “La montagna va tutelata ma anche rispettata. Quando si sale in quota serve più attenzione e coscienza ambientale, perché le tracce che lasciamo oggi segneranno per anni questi luoghi con impatti su ambiente e biodiversità”.
I volontari
Con Legambiente diversi volontari che hanno partecipato alla giornata di pulizia e anche un professore dell’Università degli studi di Padova che dal 2022 ha avviato uno studio e un monitoraggio sui rifiuti in montagna e che ha ben raccolto l’iniziativa di Legambiente.
Puliamo il Mondo il 20, 21 e 22 settembre
Puliamo il Mondo di Legambiente il 20, 21 e 22 settembre chiamerà a raccolta cittadini e volontari di tutta la Penisola per ripulire strade, piazze, ma anche spiagge, sponde dei fiumi e aree montane dai rifiuti abbandonati. Un tema, quello dei rifiuti abbandonati, su cui Carovana dei ghiacciai 2024 torna dopo il primo clean up organizzato ad inizio ad agosto sul ghiacciaio dei Forni, in Lombardia, per sensibilizzare e informare le persone su questo grande problema che riguarda purtroppo anche le Alpi.
La vecchia trincea di guerra
E’ stata ritrovata una vecchia trincea di guerra con oltre 180 lattine, scatolette e resti di bivacco risalenti molto probabilmente alla prima guerra mondiale.Tra i rifiuti più datati, è stato trovato anche un proiettile e dei pallettoni di piombo da shrapnel, un tipo di proiettile d’artiglieria molto utilizzato durante la Prima Guerra Mondiale che al momento dell’esplosione scagliava le pallottole tutto intorno. All’interno di una vecchia postazione militare scavata nella roccia al bivio della forcella del Col de Bousc sono stati raccolti rifiuti risalenti agli anni ‘70-’80. Si tratta perlopiù di lattine e scatolette di metallo. Nella zona adiacente all’impianto ormai chiuso e abbandonato sono stati portati via rifiuti in plastica, vetro e tappi di bottiglia, ma anche pezzi di calcinaccio, a quota 2.600 metri. Vicino all’impianto in disuso e travolto dalla valanga del 2020, alcune vecchie cavità sono state utilizzate inappropriatamente anche come cestini per i rifiuti.
Fazzoletti di carta e mozziconi
Scendendo invece di quota, a 2.000 metri, lungo il sentiero a farla da padrone sono, invece, i fazzoletti di carta, ne sono stati trovati una ottantina, seguiti dalle sigarette, ne sono state trovate circa una settantina. “L’attività di Clean up sulla Marmolada – dichiara Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia – ci fa riflettere su come si è fruito e si continua a fruire di queste montagne e quale sia il futuro che si prospetta per la Marmolada. Rispetto ai rifiuti più recenti, persiste il problema dei fazzoletti qui e in altri luoghi di montagna. È importante capire come ci si può comportare nel pieno rispetto della natura, per questo suggeriamo alcuni semplici ma utili consigli che prevedono un cambio di abitudine: per esempio dal non utilizzarli all’optare in alternativa per carta igienica naturale come l’utilizzo di foglie, e per chi non riesce a farne a meno la buona abitudine di riportare il rifiuto a casa per poi gettarlo nell’apposito secchio dei rifiuti. L’abbandono dei fazzoletti è un problema che va affrontato anche laddove persiste un forte overtourism”.
L’impianto in disuso
“Inoltre, sulla Marmolada resta il problema dello smantellamento dell’impianto chiuso e travolto dalla valanga del 2020”, continua Bonardo. “Non si può pensare di realizzare nuovi impianti in quota dimenticando quel che è stato costruito e abbandonato in quella zona e che genera per altro altri rifiuti, micro e macroplastiche in movimento, trasportati da vento e neve”.