Rossi Doria: “Le famiglie non vanno allontanate dalla scuola. Ma devono fidarsi di più”
di Maria Novella De Luca«E’ vero, il contenzioso tra genitori e insegnanti negli ultimi anni è aumentato. Ed è giusto quello che dicono i pedagogisti: le famiglie dovrebbero fare un passo indietro e tornare a fidarsi della scuola. Ma vorrei aggiungere che i genitori restano una risorsa e che i luoghi di forte conflitto riguardano una minoranza degli istituti». Marco Rossi Doria, maestro elementare, ex sottosegretario all’Istruzione nei governi Monti e Letta, fondatore del progetto “Chance” e oggi presidente dell’impresa sociale “Con i Bambini”, interviene sull’appello “fuori i genitori dalla scuola” lanciato professori ed esperti su Repubblica. «L’unica strada è quella di rinnovare in modo esplicito IL patto implicito sul quale si basavano storicamente i rapporti tra docenti e genitori».
Proviamo a spiegare Rossi Doria.
«Il patto era questo: le famiglie si fidavano del ruolo della scuola e quest’ultima riconosceva il ruolo educativo dei genitori. Negli ultimi anni questo patto si è interrotto, anche se non d…
«E’ vero, il contenzioso tra genitori e insegnanti negli ultimi anni è aumentato. Ed è giusto quello che dicono i pedagogisti: le famiglie dovrebbero fare un passo indietro e tornare a fidarsi della scuola. Ma vorrei aggiungere che i genitori restano una risorsa e che i luoghi di forte conflitto riguardano una minoranza degli istituti». Marco Rossi Doria, maestro elementare, ex sottosegretario all’Istruzione nei governi Monti e Letta, fondatore del progetto “Chance” e oggi presidente dell’impresa sociale “Con i Bambini”, interviene sull’appello “fuori i genitori dalla scuola” lanciato professori ed esperti su Repubblica. «L’unica strada è quella di rinnovare in modo esplicito IL patto implicito sul quale si basavano storicamente i rapporti tra docenti e genitori».
Proviamo a spiegare Rossi Doria.
«Il patto era questo: le famiglie si fidavano del ruolo della scuola e quest’ultima riconosceva il ruolo educativo dei genitori. Negli ultimi anni questo patto si è interrotto, anche se non dappertutto. È ancora molto forte nella scuola primaria e paradossalmente in aree più disagiate, dove la scuola è spesso l’ultimo baluardo dello Stato e della speranza. Là dove genitori poveri o stranieri sanno bene che la rete messa in moto dalla scuola rappresenta il futuro dei propri figli. E glieli affidano».
Da cosa nasce altrove invece questa frattura?
«C’è stata una caduta dei modelli educativi. In particolare della capacità da parte dei ragazzi di sopportare la frustrazione. Ma nel percorso di apprendimento la frustrazione c’è, è connessa alla fatica di studiare. Se però un brutto voto, una bocciatura, viene vissuta in famiglia come una catastrofe, con genitori che non riescono essi stessi a sostenere la frustrazione dei figli, ecco che i prof diventano nemici perché fanno soffrire i ragazzi».
Dunque la responsabilità della rottura del patto sarebbe dei genitori?
«Naturalmente le responsabilità sono da entrambe le parti. Partiamo dai ragazzi: sono ormai figli unici circondati da un esercito di adulti, genitori, nonni, zii, tutti pronti a sostenere, aiutare, lenire ogni tipo di dolore. È la conseguenza della nostra drammatica crisi demografica. Come può così un ragazzo crescere, imparare dalle delusioni e dagli errori, se non si abitua al senso del limite, a partire anche dall’umiliazione di una prova andata male?».
Così accade che pur di non far soffrire un figlio, di fronte a un brutto voto, i genitori vadano a protestare dai prof
«Sì, ma i professori a loro volta devono capire che i ragazzi e le famiglie sono cambiati. E imparare a rapportarsi senza chiudersi, senza arroccarsi dietro il ruolo. Per questo il patto un tempo implicito con il quale i genitori affidavano i figli alla scuola deve oggi diventare esplicito. Bisogna ribadirlo. Non sono più i tempi, per fortuna, di quando ero ragazzo e per mio padre ciò che dicevano i professori era legge. Bisogna trovare un trovare un punto comune. Le famiglie hanno un compito educativo e la scuola ne ha uno diverso. Da questo nasce un’alleanza virtuosa».