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Turisti nello spazio a spasso per dieci minuti: la prima missione del Luna park Musk

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Il miliardario Isaacman e l’ingegnera Gillis di SpaceX i primi cittadini privati a passeggiare in orbita. Hanno provato le nuove tute a 700 chilometri dalla Terra: “È bellissimo”. Passo decisivo per la meta finale: Marte
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Hanno camminato nello spazio i primi cittadini privati della storia: il miliardario americano Jared Isaacman e Sarah Gillis, ingegnera di SpaceX, punta di diamante tecnologica tra le aziende di Elon Musk che così, con la missione Polaris Dawn, inanella un’altra pietra miliare in quel progetto che ha come traguardo finale portare l’uomo su Marte.

Prima "passeggiata" spaziale privata: il traguardo storico conquistato da SpaceX

Il portello della navetta Dragon si è aperto alle 12,49 ora italiana, e più che di una vera e propria camminata, si è trattato per i due turisti spaziali di fare capolino — uno alla volta, per meno di dieci minuti, agganciati da cavi di 3,5 metri che forniscono ossigeno, e ancorandosi rigorosamente alla protezione metallica suggestivamente ribattezzata Skywalker da Musk — dal portello d’uscita della navetta, mettendo così alla prova le nuove tute pre…

Hanno camminato nello spazio i primi cittadini privati della storia: il miliardario americano Jared Isaacman e Sarah Gillis, ingegnera di SpaceX, punta di diamante tecnologica tra le aziende di Elon Musk che così, con la missione Polaris Dawn, inanella un’altra pietra miliare in quel progetto che ha come traguardo finale portare l’uomo su Marte.

Prima "passeggiata" spaziale privata: il traguardo storico conquistato da SpaceX

Il portello della navetta Dragon si è aperto alle 12,49 ora italiana, e più che di una vera e propria camminata, si è trattato per i due turisti spaziali di fare capolino — uno alla volta, per meno di dieci minuti, agganciati da cavi di 3,5 metri che forniscono ossigeno, e ancorandosi rigorosamente alla protezione metallica suggestivamente ribattezzata Skywalker da Musk — dal portello d’uscita della navetta, mettendo così alla prova le nuove tute pressurizzate realizzate da SpaceX per resistere al drastico cambio di pressione che si ha avventurandosi nel vuoto e ai raggi cosmici cancerogeni.

L'equipaggio della missione Polaris Dawn: da sinistra Anna Menon, Scott "Kidd" Poteet , Jared Isaacman e Sarah Gillis

 

Le prossime conquiste

Ma così come quello di Neil Armstrong era «un piccolo passo per l’uomo, ma un passo da gigante per l’umanità», l’impresa — certamente meno epocale di quella di Armstrong e Aldrin — di Isaacman e Gillis ha soprattutto un valore simbolico: rappresenta nel modo più plastico la conquista dello spazio da parte dei privati, che nei prossimi decenni si arricchirà di novità come gli hotel spaziali e le stazioni spaziali private — business che fa gola anche a Jeff Bezos — che seguiranno la dismissione della ormai logora Stazione Spaziale Internazionale.

L’attività extraveicolare, uno dei momenti più rischiosi per gli astronauti — come divenne evidente nel luglio 2013, quando Luca Parmitano interruppe dopo pochi minuti la sua camminata spaziale per l’Esa per un’infiltrazione d’acqua nell’elmetto che poteva essere letale — si è svolta senza intoppi e ha permesso a Isaacman e Gillis di effettuare i movimenti studiati a tavolino per mettere alla prova la mobilità della nuova tuta spaziale. Tuta che è al tempo stesso più maneggevole di quelle utilizzate in questi anni dagli astronauti Nasa per le loro camminate spaziali, e però anche meno sicura: infatti le tute Nasa prevedono un supporto vitale interno che consente all’astronauta un’autonomia di respiro anche qualora dovessero spezzarsi i cavi che lo ancorano alla navicella, mentre Isaacman e Gillis per l’ossigeno hanno dovuto dipendere esclusivamente dal cavo di 3,5 metri che li ha tenuti collegati alla Dragon.

Le nuove tute di SpaceX

La doppia sortita nello spazio targata Elon Musk è terminata alle 13,17 italiane, con chiusura del portello e ripressurizzazione della cabina. La navetta Dragon, infatti, è sprovvista di una camera d’equilibrio separata dalla cabina di pilotaggio, e quindi per questa missione è stato necessario esporre all’azzeramento della pressione tutto l’equipaggio, composto anche da Scott Poteet, ex pilota di aerei militari, e Anna Menon, ingegnera di SpaceX.

«È bellissimo»: così Isaacman ha espresso la sensazione di affacciarsi sull’Universo a 700 km di distanza dalla superficie terrestre, quindi ben 300 km più lontano rispetto all’orbita della Stazione Spaziale Internazionale. La missione Polaris Dawn è iniziata due giorni fa, il 10 settembre, con il lancio dal Kennedy Space Centre in Florida, dopo ritardi dovuti a una perdita di elio e alle condizioni meteo. Terminati gli esperimenti da effettuare a bordo, che hanno come oggetto gli effetti degli ambienti di microgravità e delle radiazioni spaziali sull’organismo, la Crew Dragon rientrerà tra due giorni, ammarando al largo della costa della Florida.

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