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Cittadinanza, tocca ai sindaci: "Non lasciamo da soli i ragazzi di origine straniera che chiedono di essere italiani. Portate la gente a firmare per il referendum”

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Intervista a Filippo Miraglia, responsabile immigrazione di Arci nazionale. La raccolta di firme per il referendum non sfonda e il mondo dell’associazionismo chiede una mobilitazione straordinaria
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Quota 500.000 è ancora lontanissima e alla scadenza della raccolta di firme per il referendum che chiede al Parlamento di riportare a cinque anni il termine per chiedere la cittadinanza a chi è nato all’estero ma vive in Italia mancano solo 16 giorni.

"In Italia la maggioranza delle persone è favorevole alla modifica della legge, ce lo dicono, con differenze tra diversi periodi, i sondaggi fatti da chiunque”.

Filippo Miraglia, l’Arci è in prima fila nella campagna per la raccolta di firme e però la risposta dei cittadini non è finora quella attesa. Perchè?

" E’ necessaria una mobilitazione straordinaria. Noi siamo da sempre impegnati a fianco dei giovani e delle giovani di origine straniera in questa battaglia di civiltà. Abbiamo sempre sostenuto la centralità del ruolo dei protagonisti, dei ragazzi e delle ragazze di origine straniera. E poiché questo referendum è stato voluto soprattutto da loro, sentiamo la responsabilità, nonostante le mille difficoltà, di non lasciarlo soli. Ma p…

Quota 500.000 è ancora lontanissima e alla scadenza della raccolta di firme per il referendum che chiede al Parlamento di riportare a cinque anni il termine per chiedere la cittadinanza a chi è nato all’estero ma vive in Italia mancano solo 16 giorni.

"In Italia la maggioranza delle persone è favorevole alla modifica della legge, ce lo dicono, con differenze tra diversi periodi, i sondaggi fatti da chiunque”.

Filippo Miraglia, l’Arci è in prima fila nella campagna per la raccolta di firme e però la risposta dei cittadini non è finora quella attesa. Perchè?

" E’ necessaria una mobilitazione straordinaria. Noi siamo da sempre impegnati a fianco dei giovani e delle giovani di origine straniera in questa battaglia di civiltà. Abbiamo sempre sostenuto la centralità del ruolo dei protagonisti, dei ragazzi e delle ragazze di origine straniera. E poiché questo referendum è stato voluto soprattutto da loro, sentiamo la responsabilità, nonostante le mille difficoltà, di non lasciarlo soli. Ma pensiamo anche che questa battaglia sia una battaglia per la democrazia di tutti. E che la politica non deve tradirli di nuovo”.

E’ quello che sta accadendo?

"Per questo facciamo appello ai partiti, ai sindacati, alle associazioni che ancora non hanno aderito, di abbandonare ogni indugio e sostenere questa battaglia. La politica, il parlamento devono prendere atto del sentimento generale del Paese favorevole alla riforma della cittadinanza, chiudere la stagione della propaganda da una parte e delle paure dall’altra, e rispondere ad una esigenza del Paese reale”.

Molti sindaci negli anni si sono fatti promotori di iniziative simboliche, come la concessione della cittadinanza onoraria a stranieri che si sono distinti o a figli di cittadini stranieri nati o arrivati in Italia da piccoli.

"Il tempo del cambiamento reale è ora. Chiediamo anche ai sindaci che sono i primi destinatari delle istanze dei figli degli immigrati e, più in generale, delle famiglie di origine straniera, di sostenere il referendum con appello a tutta la cittadinanza. Non si può chiedere di aspettare oltre”.

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