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Il meteorologo: “Con aria fredda sui mari caldi ci aspetta un autunno di eventi estremi”

(afp)

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Intervista a Pierluigi Randi dell' Ampro: “Tra poche ore la tempesta che ha colpito l’Europa centrale arriverà sull’Italia”
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Nelle prossime ore la coda della tempesta devastante che ha colpito l'Europa Centrale arriverà sull'Italia: depotenziata, non avrà lo stesso drammatico impatto registrato nei Paesi attraversati dal Danubio, ma sarà comunque motivo di allerta. A spiegare come e dove colpirà, e perché le alluvioni tra Austria e Polonia sono state così catastrofiche, è Pierluigi Randi, meteorologo e presidente dell' AMPRO (Associazione meteo professionisti).

Perché la tempesta che sta colpendo l'Europa Centrale è così potente?

"Perché si è attivata in seguito a una discesa di aria fredda che nei giorni scorsi è arrivata dal Mare del Nord e si è poi diretta verso un Mediterraneo molto caldo, con anomalie di temperatura anche di +5 gradi fino a pochi giorni fa. Di fatto si è formata una depressione come risposta alla discesa che ha acquistato molta energia sfruttando le temperature calde superficiali del Mare Nostrum: poi questa si è diretta sui Paesi danubiani dove con la complicità dei venti ha impattato…

Nelle prossime ore la coda della tempesta devastante che ha colpito l'Europa Centrale arriverà sull'Italia: depotenziata, non avrà lo stesso drammatico impatto registrato nei Paesi attraversati dal Danubio, ma sarà comunque motivo di allerta. A spiegare come e dove colpirà, e perché le alluvioni tra Austria e Polonia sono state così catastrofiche, è Pierluigi Randi, meteorologo e presidente dell' AMPRO (Associazione meteo professionisti).

Perché la tempesta che sta colpendo l'Europa Centrale è così potente?

"Perché si è attivata in seguito a una discesa di aria fredda che nei giorni scorsi è arrivata dal Mare del Nord e si è poi diretta verso un Mediterraneo molto caldo, con anomalie di temperatura anche di +5 gradi fino a pochi giorni fa. Di fatto si è formata una depressione come risposta alla discesa che ha acquistato molta energia sfruttando le temperature calde superficiali del Mare Nostrum: poi questa si è diretta sui Paesi danubiani dove con la complicità dei venti ha impattato sui rilievi portando a precipitazioni davvero consistenti, estreme per quelle aree, anche di quasi tre mesi in pochi giorni. Il motivo principale della potenza è però proprio che la depressione si è caricata di tanta energia attraverso le acque calde del Mediterraneo, energia poi scaricata sull'Europa Centrale. Inoltre va detto che dall'Austria alla Repubblica Ceca nei giorni scorsi c'erano temperature che erano anche di otto gradi superiori alla media del periodo: aria fredda su aria calda amplifica gli effetti".

C'è stata impreparazione nel gestire gli impatti di questo evento estremo?

"Si sapeva bene e da tempo della criticità in arrivo, ma localmente è andata ancora peggio di quanto previsto dai modelli. Questo accade in determinate condizioni, con il riscaldamento attuale bisogna sempre considerare anche eventualità peggiori di quelle ipotizzate"

Ora la tempesta arriverà in Italia?

"La stessa depressione dell'Europa centrale sta tornando adesso sui suoi passi: ovvero tornerà verso il Mediterraneo e in particolare l'Italia. Nel frattempo però si è attenuata, dato che ha scaricato molto potenziale. Diciamo che da ora in poi e fino a mercoledì il vortice depressionario si dovrebbe posizionare sul Tirreno: si riattiverà per via della superficie marina calda e sino a giovedì c'è il rischio di precipitazioni abbondanti su Emilia orientale, Romagna, Marche e forse anche nord Abruzzo. Quella fascia geografica, soprattutto in prossimità dei rilievi, vedrà piogge a carattere di rovescio piuttosto intense".

Che autunno ci aspetta? C'è il rischio di altri eventi estremi così devastanti?

"C'è il rischio, sì. A differenza dell'atmosfera, dove il calore può essere dissipato rapidamente, sul mare le condizioni sono molto diverse: l'acqua si raffredda o riscalda lentamente e questo significa che per dissipare l'eccesso di calore accumulato dai mari servirà molto tempo e di conseguenza ogni qual volta ci sarà una perturbazione sul Mediterraneo il rischio di eventi forti ci sarà sempre. Serviranno settimane prima di scongiurarlo. Con estati così calde ormai in autunno questo problema si verifica da anni".

Anche questi sono effetti della crisi del clima?

"Sì, ma dobbiamo sempre distinguere evento meteo da evento climatico. Il riscaldamento globale in atto è un evento climatico, che si manifesta su tempi lunghi, con una continua escalation. Quello meteo invece dura pochi giorni. Le proiezioni ci dicono che in futuro aumenteranno sia le temperature, sia la variabilità: avremo quindi più eventi caldi, ma non scompariranno quelli freddi. come quelli repentini di settembre da noi, ma saranno semplicemente più brevi e talvolta anche più intensi. Sapendo ciò, dobbiamo prepararci: la parola chiave è sempre adattamento".

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