In ritardo, ma alla fine è arrivata. Il ministero alla Salute firma e invia alle Regioni la circolare sulla vaccinazione anti-Covid, che in alcune Regioni partirà tra appena un paio di settimane, insieme a quella contro l’influenza. E in effetti le amministrazioni locali si erano lamentate molto nelle scorse settimane, perché l’atto non arrivava. Già a fine agosto il Veneto, in quanto coordinatore dell’area Prevenzione e sanità pubblica delle Regioni, aveva scritto una lettera per sollecitare una presa di posizione. L’anno scorso, infatti, l’atto che dà il via libera all’utilizzo dei vaccini contro il coronavirus era arrivato il 14 agosto.
Regioni pronte da tempo
Nei magazzini delle Regioni il nuovo vaccino di Pfizer (Comirnaty JN.1) è arrivato ormai da un mese, e c’è pure l’autorizzazione di Aifa. Non è chiaro perché il ministero abbia aspettato tutto questo tempo, anche se la poca passione di una parte della maggioranza per i vaccini, in particolare quello del Covid, è ben nota. “S…
In ritardo, ma alla fine è arrivata. Il ministero alla Salute firma e invia alle Regioni la circolare sulla vaccinazione anti-Covid, che in alcune Regioni partirà tra appena un paio di settimane, insieme a quella contro l’influenza. E in effetti le amministrazioni locali si erano lamentate molto nelle scorse settimane, perché l’atto non arrivava. Già a fine agosto il Veneto, in quanto coordinatore dell’area Prevenzione e sanità pubblica delle Regioni, aveva scritto una lettera per sollecitare una presa di posizione. L’anno scorso, infatti, l’atto che dà il via libera all’utilizzo dei vaccini contro il coronavirus era arrivato il 14 agosto.
Regioni pronte da tempo
Nei magazzini delle Regioni il nuovo vaccino di Pfizer (Comirnaty JN.1) è arrivato ormai da un mese, e c’è pure l’autorizzazione di Aifa. Non è chiaro perché il ministero abbia aspettato tutto questo tempo, anche se la poca passione di una parte della maggioranza per i vaccini, in particolare quello del Covid, è ben nota. “Si chiede con cortese sollecitudine, che siano trasmesse tutte le altre indicazioni necessarie per poter procedere all’organizzazione della campagna vaccinale”, hanno scritto le Regioni il 28 agosto scorso, ricordando come la prima richiesta fosse stata già fatta il 24 luglio.
La circolare
Il ministro alla Salute Orazio Schillaci un paio di giorni fa ha parlato di “un cambio di rotta” sulla vaccinazione (“Riguarderà chi ci sta a cuore: i pazienti fragili, i grandi anziani e i pazienti immunocompromessi”). In realtà il testo del documento è praticamente identico a quelli delle circolari degli anni scorsi, cosa che rende difficilmente spiegabile il ritardo (se non con i rapporti difficili tra i vertici della prevenzione dello stesso ministero). Tra le persone per le quali viene raccomandata la vaccinazione ci sono gli over 60, gli ospiti delle strutture per lungodegenti, donne in gravidanza e che hanno appena partorito, operatori sanitari e chi ha tra 6 mesi e 59 anni ma soffre di una patologia importante (cardiologica, polmonare, neurologica e così via). Inoltre “la vaccinazione viene consigliata a familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità”. Si consiglia di partire dalle strutture per anziani, dagli over 80, dal personale sanitario e da chi ha “una marcata compromissione del sistema immunitario”.
Valutazione rischi benefici
L’elenco, spiegano dal ministero, potrebbe essere non esaustivo “e pertanto si chiede la collaborazione ai medici, nel valutare i casi nei quali possa sussistere l’indicazione alla vaccinazione. Si ribadisce l’importanza della valutazione del rapporto benefici/rischi al fine di stabilire l’eleggibilità alla vaccinazione”. Questa valutazione riguarda tutte le vaccinazioni e nel testo della circolare si spiega anche di “segnalare tempestivamente qualsiasi sospetta reazione avversa al sistema di farmacovigilanza dell’Aifa. Si rammenta che le sospette reazioni avverse ai farmaci, compresi i vaccini, possono essere segnalate sia dagli operatori sanitari che da ogni cittadino attraverso le modalità previste sul sito dell’Aifa”.
Gratis per tutti
Sempre come era stato deciso l’anno scorso, la vaccinazione è gratuita per tutti coloro che la richiedono, anche se non appartengono alle categorie a rischio. In questo aspetto l’anti-Covid è diverso dall’anti-influenzale, che viene offerto dal sistema pubblico solo ai fragili. Gli altri lo pagano.
Doppia vaccinazione
Il ministero dà ancora una volta il via libera alla doppia somministrazione del vaccino anti Covid e di quello anti-influenzale nella stessa seduta. Bisogna invece aspettare almeno quattro settimane tra una vaccinazione e l’altra per fare il medicinale che previene il Monkeypox. Inoltre “la dose di richiamo è annuale. L’aver contratto una infezione da SARS-CoV-2, anche recente, dopo il precedente richiamo, non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione”.