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Il tramonto dello smart working. “Troppi incontri stressano. Specie se gli orari vengono sforati”

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L’esperto di formazione Lorenzo Cavalieri
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«Le riunioni stanno andando verso una diminuzione di quantità e lunghezza». Ne è convinto Lorenzo Cavalieri, fondatore di Sparring (realtà di consulenti, formatori e coach) che da anni si occupa di formazione manageriale e coaching. Ed è convinto che sia una buona notizia: «Risparmieremo in stress e costi economici e in un domani non troppo lontano si potrebbe arrivare al paradosso di sentirsi dire “venga a lavorare da noi, da noi non si fanno molte riunioni” o almeno “da noi poche riunioni ma di qualità”».

Le riunioni sono ancora troppe o stanno cambiando le cose?

«Penso che stiamo andando verso una retromarcia, per qualche motivo abbiamo avuto l’illusione che le riunioni fossero a costo zero e l’idea che la riunione fosse comunque e sempre una cosa positiva. Invece il concetto di fondo è che la “riunionite” peggiora la qualità del lavoro e genera stress e frustrazione. La percezione di questo malessere è sempre più nitida e diffusa tra i dipendenti ma anche tra i capi».

Cosa abb…

«Le riunioni stanno andando verso una diminuzione di quantità e lunghezza». Ne è convinto Lorenzo Cavalieri, fondatore di Sparring (realtà di consulenti, formatori e coach) che da anni si occupa di formazione manageriale e coaching. Ed è convinto che sia una buona notizia: «Risparmieremo in stress e costi economici e in un domani non troppo lontano si potrebbe arrivare al paradosso di sentirsi dire “venga a lavorare da noi, da noi non si fanno molte riunioni” o almeno “da noi poche riunioni ma di qualità”».

Le riunioni sono ancora troppe o stanno cambiando le cose?

«Penso che stiamo andando verso una retromarcia, per qualche motivo abbiamo avuto l’illusione che le riunioni fossero a costo zero e l’idea che la riunione fosse comunque e sempre una cosa positiva. Invece il concetto di fondo è che la “riunionite” peggiora la qualità del lavoro e genera stress e frustrazione. La percezione di questo malessere è sempre più nitida e diffusa tra i dipendenti ma anche tra i capi».

Cosa abbiamo capito dai nostri errori?

«Il doppio motto “ti coinvolgo e condivido informazioni per farti un favore” in realtà si è visto che ha un costo nascosto in fatto di quantità di lavoro e stress. E si passa troppo tempo riuniti. Soprattutto si è capito che il principio “più siamo e meglio è” in realtà è profondamente sbagliato».

Quali sono le regole per una riunione ideale?

«Cominciamo con la puntualità: se inizia alle 9 e 15 e finisce alle 9 e 45 i tempi vanno rispettati e in questo le regole dettate da chi dirige sono fondamentali. Il conduttore deve avere una leadership precisa, tutti noi dobbiamo migliorare nella tecnica di gestione e arrivare preparati avendo studiato il materiale».

Quale sarà il nuovo mantra?

«Basta pensare a Steve Jobs che quando apriva una riunione chiedeva ai presenti se potevano portare del valore aggiunto altrimenti si potevano allontanare. Anche perché più persone ci sono più i tempi si allungano. Non bisogna offendersi se non si viene coinvolti, anzi bisogna essere felici, vista quanta energia e produttività si perdono tra un meeting e l’altro».

Quali sono i vantaggi?

«Non abbiamo visto il costo nascosto di queste riunioni, fanno perdere produttività. Saremo più ricchi e meno stressati».

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