Università telematiche, Cinque Stelle e Avs attaccano Bernini: “Le lobby rallentano il decreto”
di Corrado ZuninoROMA – Il decreto sulle università telematiche, e gli atenei tradizionali che erogano lezioni e formazione online, era atteso “entro l’estate”. Lo assicurò la ministra Anna Maria Bernini, titolare di Università e Ricerca. Ma l’atto di governo non vede luce, e così Alleanza Verdi-Sinistra e il Movimento Cinque Stelle hanno prodotto due interrogazioni alla Camera in cui si chiede conto del “temporeggiamento”. Come dirà il pentastellato Antonio Caso in controreplica al question time, questo ritardo non significa forse che il governo si è arreso alle potenti lobby, internazionali e nazionali, “che sono alle spalle delle undici università online che operano sul territorio?”.
Caso ha messo in fila la recente alleanza elettorale tra Alternativa popolare, guidata da Stef…
ROMA – Il decreto sulle università telematiche, e gli atenei tradizionali che erogano lezioni e formazione online, era atteso “entro l’estate”. Lo assicurò la ministra Anna Maria Bernini, titolare di Università e Ricerca. Ma l’atto di governo non vede luce, e così Alleanza Verdi-Sinistra e il Movimento Cinque Stelle hanno prodotto due interrogazioni alla Camera in cui si chiede conto del “temporeggiamento”. Come dirà il pentastellato Antonio Caso in controreplica al question time, questo ritardo non significa forse che il governo si è arreso alle potenti lobby, internazionali e nazionali, “che sono alle spalle delle undici università online che operano sul territorio?”.
Caso ha messo in fila la recente alleanza elettorale tra Alternativa popolare, guidata da Stefano Bandecchi, aggressivo sindaco di Terni e padre padrone dell’Università telematica Unicusano con sede a Roma, e il centrodestra per le prossime regionali dell’Umbria. Quindi, nonostante sia stato ritirato un emendamento della Lega che voleva posticipare di un anno l’assimilazione dei criteri didattici tra tradizionali e telematiche, Caso segnala come il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, abbia esteso la convenzione “Pa 110 per cento” agli atenei online. “Le lobby delle telematiche sono arrivate anche a lei?”, ha chiesto il deputato alla ministra.
"Un docente per 384 studenti”
Elisabetta Piccolotti, lei deputata Avs, ha sottolineato come ancora oggi si richiede all’università classica un professore ogni 30 studenti quando le telematiche possono rispondere con un docente ogni 384 discenti: “Il decreto sulle regole dell’erogazione online è in mano a una trattativa con elementi economici e politici oggi al tavolo”, ha attaccato. “Ministra, emani il nuovo decreto e avvii i controlli per quello precedente, il “1154” del 2021, altrimenti verrà meno alla sua missione”.
In aula si è ricordato come le università telematiche, grazie a una crescita di 180.000 iscritti in dieci anni, siano passate a rappresentare l'11,5 per cento degli studenti dell’accademia. “Non è giusto varare regole”, ancora Piccolotti, “che permetterebbero agli atenei online di avere il doppio degli studenti rispetto a quelli tradizionali a parità di docenti, oltre che consentire di strutturare definitivamente quelle modalità di elusione dell'attuale normativa su esami, tesi e altri aspetti legati alla qualità della formazione che hanno favorito ie università private e telematiche”.
"I potentati non mi interessano”
La ministra Bernini ha risposto dicendo: “I potentati non mi interessano” e assicurando, poi, che il decreto regolamenterà la formazione a distanza per tutte le università che eroghino lezioni online, siano esse telematiche siano tradizionali. I numeri in crescita degli atenei a distanza sono una sfida. La trattativa, sì, è in corso, ma è sana e riguarda sia gli attori tradizionali che quelli online e tutte le istituzioni universitarie con cui, anche oggi, faremo un tavolo”.
Di fronte a un’interrogazione della compagna di partito (Forza Italia) Annarita Patriarca, a proposito dei test Tolc Med per l’ingresso alla Facoltà di Medicina, “inadatti a selezionare gli studenti più capaci e meritevoli per questo campo”, Anna Maria Bernini ha detto che il passaggio realizzato da questo governo – dai test presenti in archivi privati alle prove conservate in una banca dati pubblica – è solo un passo in avanti verso la selezione dei futuri medici: “Usciremo dalla monetina tirata in aria quando consentiremo agli studenti di essere valutati su materie caratterizzanti in Medicina e Bio-medicina, quando frequenteranno discipline qualificanti. A quel punto potremo fare una selezione predittiva per vedere oggi le capacità che serviranno domani””.