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Bronchiolite, cos’è il virus sinciziale e come funziona il vaccino per i neonati: dieci domande e risposte

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Guida alla malattia che mette a rischio i polmoni dei bambini fino a un anno e al farmaco che può contrastarla. Ecco com’è andata nei Paesi che lo usano già
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Da quanto tempo è disponibile il farmaco Beyfortus (principio attivo Nirsevimab) di Sanofi?

L’anno scorso è stato utilizzato in tanti Paesi del mondo, come la Germania, la Francia, la Spagna. In Italia è stato somministrato solo in Valle d’Aosta.

Per chi è utile?

“Per tutti i bambini che hanno meno di un anno. Ancora di più per i più piccoli di sei mesi”, spiega Chiara Azzari, responsabile dell’Immunologia del Meyer di Firenze. “Non conta che appartengano a categorie a rischio, perché questo farmaco protegge dal virus respiratorio sinciziale, che provoca la bronchiolite, pericolosa anche per i bimbi sani”.

Come si prende il virus respiratorio sinciziale?

“Da altri malati o da chi ne è transitoriamente portatore. Negli adulti il virus può provocare un semplice raffreddore, quindi non si rendono neppure conto di essere stati contagiati. Si trasmette con le goccioline di saliva emesse da chi è contagiato”, dice sempre Azzari.

Perché la malattia è pericolosa per i bambini di poc…

Da quanto tempo è disponibile il farmaco Beyfortus (principio attivo Nirsevimab) di Sanofi?

L’anno scorso è stato utilizzato in tanti Paesi del mondo, come la Germania, la Francia, la Spagna. In Italia è stato somministrato solo in Valle d’Aosta.

Per chi è utile?

“Per tutti i bambini che hanno meno di un anno. Ancora di più per i più piccoli di sei mesi”, spiega Chiara Azzari, responsabile dell’Immunologia del Meyer di Firenze. “Non conta che appartengano a categorie a rischio, perché questo farmaco protegge dal virus respiratorio sinciziale, che provoca la bronchiolite, pericolosa anche per i bimbi sani”.

Come si prende il virus respiratorio sinciziale?

“Da altri malati o da chi ne è transitoriamente portatore. Negli adulti il virus può provocare un semplice raffreddore, quindi non si rendono neppure conto di essere stati contagiati. Si trasmette con le goccioline di saliva emesse da chi è contagiato”, dice sempre Azzari.

Perché la malattia è pericolosa per i bambini di pochi mesi?

“Perché, fino a un anno, hanno un calibro delle vie aeree molto più piccolo, che si chiude facilmente a causa dell’infezione. Così i pazienti non respirano e talvolta hanno bisogno di essere intubati, finiscono anche in terapia intensiva”.

Qual è l’incidenza della malattia?

“I piccoli in una stagione, che va da novembre a marzo, vengono praticamente contagiati tutti. Finiscono in ospedale 3,5 bambini sotto l’anno su cento. Il 20% di loro va in terapia intensiva. Succede soprattutto a quelli che hanno pochi mesi”.

Come funziona il farmaco?

“Si tratta di un anticorpo monoclonale prodotto in laboratorio», dice sempre Azzari. «Serve a fare prevenzione perché evita la malattia. Gli studi realizzati nei Paesi dove è stato usato l’anno scorso dimostrano che riesce ad evitare l’80-90% dei casi”.

Per quanto tempo è efficace?

“La copertura dura per cinque mesi. Per questo è bene farlo all’inizio della stagione”.

Quanto costa?

“Qui in Toscana, dove lo passa il sistema sanitario, intorno ai 230 euro. Ma i soldi spesi per la campagna con il farmaco producono risparmi per il sistema, perché si riducono i ricoveri e i farmaci necessari per curare le bronchioliti. Inoltre bisogna considerare che durante la stagione invernale, quando gli ospedali sono pieni di bambini con il virus sinciziale, si devono rimandare interventi chirurgici e altre attività. In più chi ha avuto la malattia da piccolo, da grande sviluppa una reattività a livello dei bronchi rispetto ad altri virus, anche banali. Quindi i costi, se non si usa il farmaco, sono più alti di quelli apparenti”.

Come si somministra l’anticorpo?

“Con una singola iniezione intramuscolare nella coscia. Praticamente non ci sono effetti collaterali, a parte dolore nella zona della puntura”.

Perché non è un vaccino?

“Perché non stimola, come appunto fanno i vaccini, il sistema immunitario a produrre anticorpi. È già un anticorpo di per sé. Del resto il virus sinciziale colpisce bambini molto piccoli e un vaccino, che impiega almeno quattro settimane a produrre i suoi effetti nell’organismo, potrebbe non esseere in grado di proteggerli”.

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