Bronchiolite, Schillaci fa dietrofront: “Il farmaco sarà per tutti”. Ma potrebbe essere tardi
di Michele BocciNon è stato un fulmine a ciel sereno. Da tempo le Regioni, nei tavoli tecnici, discutono dell’anticorpo monoclonale che previene il virus sinciziale. Era stato lo stesso ministero, mesi fa, a segnalare alle amministrazioni locali la disponibilità del nuovo farmaco, senza però dire come ci si doveva muovere, cosa che ha fatto lamentare più volte i tecnici. Martedì scorso durante una riunione i responsabili del settore della Prevenzione delle Regioni e il ministero alla Salute è stato ribadito il problema delle realtà in piano di rientro.
Il cortocircuito al ministero
Infine si è mossa la politica, con le realtà del Sud infuriate, a partire dall’“amica” Sicilia e a lungotevere Ripa è partito un cortocircuito. Mercoledì una direzione, quella della programmazione e del farmaco, ha scritto alle Regioni che il medicinale, essendo stato messo da Aifa in fascia C, a carico dei pazienti, deve appunto essere pagato dai cittadini delle realtà locali con i bilanci in rosso (prevalentemente al Su…
Non è stato un fulmine a ciel sereno. Da tempo le Regioni, nei tavoli tecnici, discutono dell’anticorpo monoclonale che previene il virus sinciziale. Era stato lo stesso ministero, mesi fa, a segnalare alle amministrazioni locali la disponibilità del nuovo farmaco, senza però dire come ci si doveva muovere, cosa che ha fatto lamentare più volte i tecnici. Martedì scorso durante una riunione i responsabili del settore della Prevenzione delle Regioni e il ministero alla Salute è stato ribadito il problema delle realtà in piano di rientro.
Il cortocircuito al ministero
Infine si è mossa la politica, con le realtà del Sud infuriate, a partire dall’“amica” Sicilia e a lungotevere Ripa è partito un cortocircuito. Mercoledì una direzione, quella della programmazione e del farmaco, ha scritto alle Regioni che il medicinale, essendo stato messo da Aifa in fascia C, a carico dei pazienti, deve appunto essere pagato dai cittadini delle realtà locali con i bilanci in rosso (prevalentemente al Sud). Nella altre, le amministrazioni possono decidere di farsene carico. Il giorno dopo, cioè ieri, un dipartimento ministeriale ha detto una cosa opposta, cioè che lavora per portare il medicinale in fascia A, quella gratuita per tutti i cittadini. Tra l’altro con una premessa un po’ comica. Ci si muove «in considerazione della aumentata incidenza del virus nella popolazione». Ma la stagione del virus non è ancora iniziata, la crescita del numero dei casi risale all’inverno scorso. È ben nota da mesi, si poteva intervenire molto prima.
Due dirigenti, due posizioni
Non è chiaro come mai Americo Cicchetti, il capo della direzione farmaco, e Maria Rosaria Campitiello, la capa del dipartimento di prevenzione, non si siano parlati prima di prendere due posizioni opposte (anche se poi Cicchetti ieri ha mandato una nuova circolare per allinearsi alla collega). Potevano da subito affrontare il problema insieme e presentarsi alle Regioni del Sud, giustamente molto arrabbiate, con una soluzione. Evidentemente la riorganizzazione del ministero con aumento degli incarichi di vertice voluta da Orazio Schillaci non ha prodotto semplificazione. Anzi. E ieri sera c’è stata una riunione tesa nelle stanze del capo di gabinetto del ministro.
Il ruolo di Aifa
Ma la vicenda del Beyfortus chiama in causa altri problemi di coordinamento. Moltissimi medicinali per la prevenzione delle malattie sono messi da Aifa in fascia C, ad esempio i vaccini. Però per i cittadini non sono a pagamento perché vengono inseriti nel Piano di prevenzione vaccinale. L’anticorpo, citato già in una circolare ministeriale di marzo, non è stato fatto entrare nel piano, come accaduto in altri Paesi (che hanno cambiato il nome in Piano di immunizzazione). Neanche ora che è partita la marcia indietro si pensa di usare quello strumento ma si annuncia una richiesta all’Aifa.
"Faremo velocemente”
Maria Rosaria Campitiello fa sapere che sono iniziate «interlocuzioni con Aifa affinché si proceda al trasferimento dell’anticorpo in fascia A». Campitiello assicura che la procedura può essere molto rapida. Questione di giorni, l’importante è chiamare l’azienda produttrice, Sanofi, e accordarsi sul prezzo. Ma non è detto che fili tutto liscio. Intanto, il farmaco è in fascia C perché il produttore non ha accettato di contrattare il prezzo, cosa necessaria per l’ingresso in fascia A. Non è detto che ora Sanofi sia disponibile ad accordarsi con l’agenzia. Inoltre la spesa farmaceutica sta già sfondando tutti i tetti e aggiungere un medicinale la farebbe aumentare ancora. Poi va valutata la presenza di altri prodotti meno costosi e simili sul mercato. Infine, c’è il tema dei tempi. Malgrado l’ottimismo del ministero un cambio di fascia potrebbe richiedere settimane o mesi. Ma la campagna contro il virus sinciziale dovrebbe partire a ottobre.