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Neonati sepolti, dai nuovi resti ossei trovati in giardino la verità sulla fine del primo bimbo

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Dai nuovi reperti si cercherà di accertare se il bambino è nato vivo o morto. Ascoltata l’accusatrice che disse: “Tutti sapevano”. Ma per gli investigatori non è attendibile
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Traversetolo (Parma). Il giardino di strada Baietta, a Vignola, restituisce ancora resti del primo bambino partorito il 12 maggio del 2023 da Chiara Petrolini, la studentessa di 21 anni accusata di omicidio volontario, occultamento e soppressione di cadavere. Da quattro giorni la ragazza modello dalla vita senza ombre si trova agli arresti domiciliari in una casa con la sua famiglia. Lontana da Traversetolo e senza più contatti con i suoi amici.

I nuovi resti nel giardino

Alcuni resti ossei – ha appreso Repubblica – sono stati recuperati dai carabinieri del comando provinciale di Parma nel terzo sopralluogo nella villetta della famiglia Petrolini, il 17 settembre scorso, insieme ad alcuni attrezzi da giardino. Dai nuovi reperti l’antropologa Francesca Magli dell’università di Milano cercherà di accertare se il bimbo, partorito alla quarantesima settimana di gravidanza, è nato vivo o morto (come invece sostiene Chiara Petrolini). Sarà fondamentale riuscire a studiare l’arcata dentaria,…

Traversetolo (Parma). Il giardino di strada Baietta, a Vignola, restituisce ancora resti del primo bambino partorito il 12 maggio del 2023 da Chiara Petrolini, la studentessa di 21 anni accusata di omicidio volontario, occultamento e soppressione di cadavere. Da quattro giorni la ragazza modello dalla vita senza ombre si trova agli arresti domiciliari in una casa con la sua famiglia. Lontana da Traversetolo e senza più contatti con i suoi amici.

I nuovi resti nel giardino

Alcuni resti ossei – ha appreso Repubblica – sono stati recuperati dai carabinieri del comando provinciale di Parma nel terzo sopralluogo nella villetta della famiglia Petrolini, il 17 settembre scorso, insieme ad alcuni attrezzi da giardino. Dai nuovi reperti l’antropologa Francesca Magli dell’università di Milano cercherà di accertare se il bimbo, partorito alla quarantesima settimana di gravidanza, è nato vivo o morto (come invece sostiene Chiara Petrolini). Sarà fondamentale riuscire a studiare l’arcata dentaria, ma se lo studio non andasse a buon fine resterebbe un mistero la fine del primo figlio della studentessa di Scienze dell’Educazione.

L’accusatrice non attendibile

Intanto gli investigatori continuano gli accertamenti anche su eventuali complicità, tanto che hanno riconvocato le più strette amiche dell’universitaria che faceva anche la baby sitter e altri piccoli lavori come quello in un negozio di sport e nella piscina del paese. E’ stata sentita per la prima volta la donna che al Tg1 aveva rivelato: “La mamma del fidanzato di Chiara sapeva tutto”. Gli inquirenti non hanno trovato riscontri oggettivi alle due dichiarazioni in tv ma “solo motivi di astio nei confronti della mamma del fidanzato di Chiara”. Il giovane, un ventenne, ha sempre dichiarato di non sapere nulla e che avrebbe tenuto i figli se solo ne fosse venuto a conoscenza.

L’interrogatorio di Chiara

Adesso c’è attesa su quanto Chiara Petrolini, arrestata il 20 settembre e ai domiciliari, potrebbe riferire alla procura nel giorno del suo interrogatorio di garanzia previsto per giovedì. Chiara potrebbe avvalersi della facoltà di rispondere o decidere di riferire tutto agli investigatori sul perché ha ucciso i suoi figli nati a distanza di un anno l’uno dall’altro e rivelare se qualcuno le ha dato una mano.

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