Arresto in flagranza anche differita per chi commette violenze sul personale sanitario e aumento delle pene per chi provoca danneggiamenti nelle strutture. E’ arrivato al consiglio dei ministri il decreto legge Schillaci-Nordio. Cinque articoli per provare ad arginare il fenomeno delle aggressioni all’interno degli ospedali. Avvengono specialmente al pronto soccorso ma anche in servizi di guardia, negli studi dei medici e in certi reparti. Quest’estate si è vista una recrudescenza di episodi che ha spinto i ministri ad intervenire. L’entrata in vigore sarà il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale, e successivamente ci sarà la presentazione dell’atto alle Camere per la conversione.
La flagranza differita
Come spiegato nella relazione del decreto, e annunciato nelle scorse settimane dal ministro alla Salute, Orazio Schillaci, “si interviene sul codice di procedura penale” per prevedere, in caso di episodi violenti nelle strutture “l’arresto obbligatorio in flagranza…
Arresto in flagranza anche differita per chi commette violenze sul personale sanitario e aumento delle pene per chi provoca danneggiamenti nelle strutture. E’ arrivato al consiglio dei ministri il decreto legge Schillaci-Nordio. Cinque articoli per provare ad arginare il fenomeno delle aggressioni all’interno degli ospedali. Avvengono specialmente al pronto soccorso ma anche in servizi di guardia, negli studi dei medici e in certi reparti. Quest’estate si è vista una recrudescenza di episodi che ha spinto i ministri ad intervenire. L’entrata in vigore sarà il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale, e successivamente ci sarà la presentazione dell’atto alle Camere per la conversione.
La flagranza differita
Come spiegato nella relazione del decreto, e annunciato nelle scorse settimane dal ministro alla Salute, Orazio Schillaci, “si interviene sul codice di procedura penale” per prevedere, in caso di episodi violenti nelle strutture “l’arresto obbligatorio in flagranza anche differito, ossia nelle 48 ore successive alla condotta delittuosa inequivocabilmente provata da documentazione videofotografica”. Proprio per rendere applicabile la nuova misura, sempre nel testo c’è un articolo dedicato alla “adozione di apposite linee guida anche con riguardo all’utilizzo dei dispositivi di videosorveglianza nelle strutture presso le quali opera personale sanitario e sociosanitario, fermo restando il rispetto della normativa vigente in materia di privacy”. Fiaso, la federazione delle Asl, ha fatto sapere che «in Italia ci sono 615 pronto soccorso e in sette strutture su dieci è già operativo personale di sorveglianza coadiuvato da sistemi elettronici di telecamere e in oltre metà dei nostri pronto soccorso sono presenti presidi fissi di polizia». Senza nuove risorse specifiche le aziende che non hanno ancora le telecamere dovranno metterle.
I danneggiamenti
Ma il provvedimento inasprisce anche le pene per il reato di danneggiamento, punito dal codice penale con la reclusione da sei mesi a 3 anni. Quindi si sanziona “in maniera più grave la condotta di danneggiamento nell’ipotesi in cui questa sia posta in essere all’interno o nelle pertinenze di strutture sanitarie o socio-sanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o private, con violenza alla persona o con minaccia ovvero in occasione del delitto di lesioni personali a esercenti una professione sanitaria o socio- sanitaria”. In questo caso la pena di reclusione va da 1 a 5 anni e si prevede una multa fino a 10 mila euro. “Ai fini della configurazione del reato è necessario che il soggetto distrugga, disperda, deteriori o renda, anche solo parzialmente, inservibili, le cose esistenti all’interno delle predette strutture o comunque destinate al servizio sanitario o socio-sanitario”.
I ministri: “Mantenuti gli impegni”
Il governo aveva già aumentato le pene per il reato di lesioni se provocate al personale sanitario. «Abbiamo mantenuto un impegno preso con chi ogni giorno si dedica con competenza e dedizione alla cura dei cittadini», commenta Schillaci. «Questi provvedimenti hanno un forte effetto deterrente. È intollerabile che chi lavora con grande sacrificio in ambulatori e pronto soccorso venga malmenato e che ambienti essenziali come quelli ospedalieri vengano devastati», ha aggiunto Nordio.