✕

Il lupo non è cattivo, ma fa di nuovo paura. Via libera della Ue all’abbattimento

Ascolta l'audio

Allentati i vincoli di protezione. Ursula von der Leyen l’ha definita una specie pericolosa dopo che il suo pony è stato sbranato. Il Wwf: “Mossa populista, non farà diminuire i danni subiti dagli allevatori”
2 minuti di lettura

Il lupo è tornato a fare paura. E per l’Europa non ha più bisogno di essere “rigorosamente protetto”. I 19mila esemplari del continente, cresciuti di un quarto in un decennio, hanno spinto i ministri europei a declassare lo status della specie a semplicemente “protetta”, senza il rigore aggiunto. La decisione apre la porta ai piani di abbattimento redatti dagli stati. Quando l’iter della norma europea sarà completato (potrebbe volerci un anno), guardie forestali o cacciatori potranno uccidere un numero prestabilito di esemplari.

La tagliola per il lupo a Bruxelles è stata duplice. Una è stata preparata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che due anni fa aveva perso il suo pony sbranato dai lupi e aveva parlato di «pericolo potenziale» per l’uomo. La seconda è stata messa a punto dalle associazioni di allevatori — per l’Italia Cia, Coldiretti e Confagricoltura — che lamentano i danni da predazione. Un rapporto della Commissione del 2023 cita 65mila capi persi ogni …

Il lupo è tornato a fare paura. E per l’Europa non ha più bisogno di essere “rigorosamente protetto”. I 19mila esemplari del continente, cresciuti di un quarto in un decennio, hanno spinto i ministri europei a declassare lo status della specie a semplicemente “protetta”, senza il rigore aggiunto. La decisione apre la porta ai piani di abbattimento redatti dagli stati. Quando l’iter della norma europea sarà completato (potrebbe volerci un anno), guardie forestali o cacciatori potranno uccidere un numero prestabilito di esemplari.

La tagliola per il lupo a Bruxelles è stata duplice. Una è stata preparata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che due anni fa aveva perso il suo pony sbranato dai lupi e aveva parlato di «pericolo potenziale» per l’uomo. La seconda è stata messa a punto dalle associazioni di allevatori — per l’Italia Cia, Coldiretti e Confagricoltura — che lamentano i danni da predazione. Un rapporto della Commissione del 2023 cita 65mila capi persi ogni anno: per tre quarti pecore e capre, un quarto bovini, pari allo 0,06% del patrimonio europeo. La metà dei danni si registra in Spagna, Francia e Italia. La Spagna, nonostante questo, è stata l’unica con l’Irlanda a opporsi alla ridotta protezione.

«Studi scientifici in America ed Europa dimostrano che gli abbattimenti non fanno diminuire le predazioni sul bestiame» avverte Marco Antonelli, zoologo responsabile per i grandi carnivori del Wwf. «La scelta europea è una mossa populista e non risolverà il problema degli attacchi al bestiame. I lupi attaccano in branco. Eliminare un esemplare potrebbe avere l’effetto di smembrare il gruppo. Gli esemplari isolati preferiscono le prede più facili, cioè ovini e bovini di allevamento. Per attaccare un animale selvatico è meglio servirsi della forza del branco».

La decisione del Consiglio Europeo dovrà essere ratificata a dicembre dal Comitato della Convenzione di Berna: il trattato europeo del 1973 che ha stabilito una protezione speciale per un lupo che all’epoca era sull’orlo dell’estinzione. Da allora a ripopolarsi sono stati i boschi del continente, ma non solo. Gli habitat inadatti ai lupi non esistono o quasi. Gli avvistamenti avvengono anche nei pressi delle città, con predazioni di gatti e cani.

«Riceviamo segnalazioni quasi quotidiane» spiega Piero Genovesi, biologo dell’Ispra — Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale — e responsabile del coordinamento della fauna selvatica in Italia. Anche la tesi secondo cui il lupo nell’ultimo secolo non abbia mai aggredito l’uomo comincia a sfaldarsi. «Dal 2017 in Italia abbiamo registrato una serie di episodi che ci tengono all’erta» prosegue Genovesi. «Dei giovani lupetti che hanno quasi morso un uomo in Piemonte nel 2017, una turista che faceva jogging aggredita in Salento nel 2020. Bagnanti feriti sulla spiaggia di Vasto nel 2023, un episodio simile quest’estate sempre in Abruzzo. I lupi in Italia sono ormai quasi ovunque e può capitare che un esemplare si mostri più ardito».

Rimuovere un lupo pericoloso è già possibile con le norme attuali. In Francia, usando le flessibilità concesse dalla legge esistente, viene già abbattuto un esemplare su cinque. «Anche noi in Italia avremmo bisogno di protocolli più agili per classificare i comportamenti pericolosi» secondo Genovesi.

Il rischio è che si ripeta l’episodio del 10 settembre a Fidene, periferia di Roma, dove una lupa avvistata da giorni nei parchi cittadini ha morso un bambino di 4 anni. I genitori l’hanno spaventata e i graffi sono risultati lievi. Né l’aggressione è senza precedenti: casi simili ai danni di bambini si erano verificati in passato in India, Spagna e Israele. Ora la lupa si trova in un recinto in Abruzzo e l’iter per la sua rimozione è stato molto rapido: il permesso del Ministero dell’Ambiente, dopo il parere dell’Ispra, è arrivato il 24 settembre e la cattura della Regione è avvenuta il giorno dopo. È chiaro però che anche l’uomo, agli occhi del lupo, ha perso ormai lo status di animale rigorosamente protetto.

Leggi i commenti