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Spreco alimentare, in Italia 4,2 miliardi di pasti l’anno finiscono nella spazzatura

Spreco alimentare, in Italia 4,2 miliardi di pasti l’anno finiscono nella spazzatura

Sono 6 milioni le persone che vivono in una condizione di povertà alimentare. L’appello dell’Osservatorio Waste Watcher international: “Educazione alimentare in tutte le scuole”

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Nel mondo si sprecano 1260 miliardi di pasti in un anno. In Italia 4,26 miliardi. Sono dati allarmanti quelli rilanciati dall'Osservatorio Waste Watcher International per la Giornata mondiale di consapevolezza degli sprechi e perdite alimentari che si celebra oggi, 29 settembre.

Sei milioni di persone in povertà alimentare

L'osservatorio ha registrato un'impennata nella tendenza a gettare il cibo da parte delle famiglie italiane. Un dato che stride fortemente con il numero di persone che nel nostro Paese vive una condizione di povertà alimentare: 6 milioni, pari al 10 per cento degli italiani secondo i dati di Caritas e Istat.

Solo nel 2023 la Croce rossa italiana ad esempio ha distribuito oltre 454mila pacchi alimentari, erogato più di 456mila pasti e distribuito quasi un milione e duecentomila generi alimentari di prima necessità attraverso le Unità di Strada.

Ma l’Osservatorio Waste Watcher International calcola che recuperando i pasti sprecati dagli italiani si potrebbe dar da mangiare a quasi 4 milioni di persone.

"Italia lontana dall’obiettivo Onu”

"È scandaloso che di fronte alla povertà alimentare in aumento nel mondo e in Italia - sottolinea il direttore scientifico di Waste Watcher International, Andrea Segrè - si sprechino tanti pasti, questi numeri toccano le nostre coscienze. Se questo trend si mantiene sarà impossibile per l'Italia raggiungere l'obiettivo Onu di sviluppo sostenibile che impone di dimezzare lo spreco domestico entro il 2030".

Per questo Segrè, fondatore della campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero, e la chef Cristina Bowerman, ambasciatrice di sostenibilità della campagna, hanno lanciato attraverso un video anche un "forte appello per l'introduzione dell'educazione alimentare nelle scuole di tutto il mondo".

Il cambiamento climatico e gli sprechi

A pesare sugli sprechi è anche il cambiamento climatico. Secondo Unep, le temperature stagionali più elevate, associate a caldo estremo e siccità, rendono più difficile la conservazione, la lavorazione, il trasporto e la vendita degli alimenti in modo sicuro, portando alla perdita di volumi significativi di cibo.

Il vademecum di Coldiretti

Per Coldiretti è quasi un prodotto alimentare su tre a finire nella spazzatura nel percorso dal campo alla tavola. Per questo l’associazione ha elaborato un vademecum con alcuni consigli alle famiglie: leggere attentamente la scadenza sulle etichette, i verificare quotidianamente il frigorifero dove i cibi vanno correttamente posizionati, effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo, privilegiare confezioni adeguate, scegliere frutta e verdura con il giusto grado di maturazione, preferire la spesa a chilometri zero che garantisce una maggiore freschezza e durata, riscoprire le ricette degli avanzi, fino alla doggy bag, che consente di portare a casa quello che non si consuma al ristorante.

Ma la lotta allo spreco passa anche dalla costruzione di filiere più eque ed efficienti, da qui l’appello ai governi a investire di più nello sviluppo di sistemi alimentari locali sostenibili, resilienti, competitivi e produttivi.

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