Un altro, il secondo, provvedimento disciplinare contro Christian Raimo, già colpito da una sanzione di censura per la quale ha presentato ricorso. Identica la motivazione: le critiche, da docente, al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Se la prima volta si era trattato di alcune frasi sui “neonazisti da picchiare” e di un post nel quale Raimo lamentava il silenzio del ministro verso gli striscioni di minaccia affissi per Roma, stavolta il provvedimento è arrivato dopo le frasi pronunciate dall’insegnante e scrittore durante la festa nazionale di Avs: “Valditara – disse Raimo nel corso del suo lungo intervento sull’ideologia a suo avviso “retrograda, lavorista, abilista, sessista” che permea oggi la scuola italiana – va politicamente colpito perché è un bersaglio debole, come si colpisce la Morte nera in Star Wars”.
Parole che provocarono la reazione sdegnata del ministro che parlò di “violenza”, di Maurizio Gasparri che le chiamò “minacce” e di Carlo Calenda che le definì “metafora di idiozia”. E così dopo due settimane è arrivato il nuovo provvedimento disciplinare che rischia di provocare la sospensione dall’insegnamento senza stipendio di Raimo, fino ad arrivare al licenziamento.
"Io – dice oggi il prof – sono sconcertato da questa decisione per diverse ragioni. Viene punita la libertà d'espressione e critica di scelte politiche di un ministero e di un governo. In questo secondo provvedimento avrei commesso diversi illeciti, tra cui aver leso l'immagine del ministero. Questi termini vanno contro l'articolo 21 della Costituzione e l'articolo 33 che sanciscono la libertà di espressione e di insegnamento".
"Le critiche che faccio - aggiunge Raimo - non le faccio in classe, da docente, ma da libero cittadino e da giornalista. Ribadisco che non ho mai attaccato Valditara in quanto persona. Non ho mai pronunciato nessun insulto nei suoi confronti. Ho rispetto per la persona. Ho solo criticato fortemente le sue idee, le sue scelte, le sue politiche".
Con il prof si schierano ora numerosi artisti, storici, docenti e persino un premio Nobel, firmatari di un appello in solidarietà sostenuto pure dalla Fiom Cgil e dai deputati Pd in commissione Istruzione. Tra i primi nomi ci sono il fisico da Nobel Giorgio Parisi, i cantanti Colapesce e Dimartino, lo scrittore Nicola Lagioia e lo storico Carlo Ginzburg. Ci sono anche Zerocalcare, Chiara Valerio, Matteo Garrone, Valeria Solarino, Giancarlo De Cataldo, Vasco Brondi.
Scrivono: “In Italia un insegnante rischia il licenziamento per aver criticato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. È una notizia grave e allarmante, che dice molto sulla democrazia sostanziale che viviamo oggi in Italia e sulla torsione autoritaria in atto. La situazione ha dell’incredibile, visto e considerato che il docente ha semplicemente paragonato, con una citazione pop immediatamente comprensibile, le politiche del ministro Valditara alla “Morte Nera” che nel film-cult Star Wars l’alleanza ribelle colpisce mentre se ne sta ultimando la costruzione. Un modo popolare per dire che il punto debole del governo è proprio l’idea di scuola della destra”.
“Adesso - aggiungono i firmatari - quelle dichiarazioni vengono utilizzate per tentare di silenziare Raimo, minacciando di estrometterlo dalla scuola, adducendo come ragione il fatto che avrebbe leso l’immagine dell’istituzione scolastica in pubblico, per di più facendolo sui social. Come arma di censura si usa un codice comportamentale per i docenti che all’articolo 13 dispone che il dipendente si astenga ‘dal pubblicare, tramite l’utilizzo dei social network, contenuti che possano nuocere all’immagine dell’Amministrazione’”.
Ma, si chiedono i nomi in calce all’appello, “cosa hanno a che fare questo articolo e questo intervento del ministero con l’articolo 21 della Costituzione e l’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea?”.
“Crediamo – concludono – che la voce e la passione di Christian Raimo siano un valore importante per il dibattito sulla scuola pubblica, che è e deve restare luogo di confronto di idee e crescita democratica, e che per questo Raimo vada difeso da questo attacco. Crediamo soprattutto che, lungi dall’essere un caso personale, questo genere di norme e di provvedimenti - di cui il disegno di legge “Sicurezza” in via di approvazione è esempio tristemente calzante - assomiglino a quelle di governi che chiamiamo democrature. Cioè democrazie solo formali, sospese, regimi, e non democrazia liberali che abbiano a cuore la libertà di espressione e di critica come principio fondante”.
L’appello è sottoscritto anche da Marco Balzano, Cosmo, Daria Bignardi, Giulia Blasi, Giulia Caminito, Ascanio Celestini, Teresa Ciabatti, Francesca Coin, Giancarlo De Cataldo, Mario Desiati, Paolo Di Paolo, Claudia Durastanti, Carlo Ginzburg, Vera Gheno, Fabrizio Gifuni, Paolo Giordano, Carlo Greppi, Nicola Lagioia, Vincenzo Latronico, Gad Lerner, Loredana Lipperini, Franco Lorenzoni, Luigi Manconi, Marco Missiroli, Tomaso Montanari, Claudio Morici, Valerio Nicolosi, Valeria Parrella, Alessandro Robecchi, Vanessa Roghi, Roberto Saviano, Tiziano Scarpa, Giovanni Scifoni, Giorgia Serughetti, Marino Sinibaldi, Adriano Sofri, Sandro Veronesi.