✕

Lo psichiatra Luigi Cancrini: “Ragazzi come fortezze vuote, nascondono l’abisso che hanno dentro dietro un paravento di normalità”

Luigi Cancrini

 

Ascolta l'audio

Parla uno dei più famosi psichiatri italiani che alle sofferenze dei bambini e degli adolescenti e alla devianza giovanile ha dedicato gran parte della sua vita. “Dietro la strage un gesto psicotico, spero che in carcere quel ragazzo venga anche curato”
2 minuti di lettura

ROMA — «Chissà quali fantasmi aveva dentro quel ragazzo, pur mostrandosi perfettamente integrato e inserito, a scuola, nello sport, nella vita sociale. Anche in famiglia a quanto sembra, dentro quelle categorie che con approssimazione definiamo normali. Ma il suo gesto è invece chiaramente un gesto psicotico, figlio di una sofferenza psichica con la quale conviveva chissà da quanto tempo. Non significa affatto che sia innocente, se una persona malata nuoce agli altri deve essere fermata. Questo ragazzino sconterà la sua pena, ma spero che venga anche curato».

Luigi Cancrini è uno dei più famosi psichiatri italiani, alle sofferenze dei bambini e degli adolescenti ha dedicato gran parte della sua vita. A lungo si è occupato anche di devianza giovanile. È turbato, non lo nasconde. L’abisso della strage di Paderno Dugnano è duro anche per chi è abituato a scavare nelle ombre della mente.

Cancrini, lei parla di soggetto psicotico. Ma la descrizione che tutti fanno di Riccardo è esattamen…

ROMA — «Chissà quali fantasmi aveva dentro quel ragazzo, pur mostrandosi perfettamente integrato e inserito, a scuola, nello sport, nella vita sociale. Anche in famiglia a quanto sembra, dentro quelle categorie che con approssimazione definiamo normali. Ma il suo gesto è invece chiaramente un gesto psicotico, figlio di una sofferenza psichica con la quale conviveva chissà da quanto tempo. Non significa affatto che sia innocente, se una persona malata nuoce agli altri deve essere fermata. Questo ragazzino sconterà la sua pena, ma spero che venga anche curato».

Luigi Cancrini è uno dei più famosi psichiatri italiani, alle sofferenze dei bambini e degli adolescenti ha dedicato gran parte della sua vita. A lungo si è occupato anche di devianza giovanile. È turbato, non lo nasconde. L’abisso della strage di Paderno Dugnano è duro anche per chi è abituato a scavare nelle ombre della mente.

Cancrini, lei parla di soggetto psicotico. Ma la descrizione che tutti fanno di Riccardo è esattamente l’opposto.

«Per definire le psicosi dell’infanzia e dell’adolescenza un grande psicoanalista, Bruno Bettelheim, parlava di “fortezze vuote”. Si tratta di giovani che riescono ad avere vite apparentemente normali pur essendo disturbati. Si costruiscono una corazza che nasconde il loro disturbo: sono nello stesso tempo lucidissimi e malati. Del resto il ragazzo lo diceva: sono estraneo a questo mondo».

Ma è possibile che nessuno si sia mai accorto di niente? Una crepa nel comportamento, un disagio?

«Come spesso accade in questi casi sarà nel ricostruire cosa è stata davvero la sua vita che i segnali premonitori, probabilmente presenti, diventeranno evidenti».

Nessuno si è accorto di nulla perché Riccardo era molto bravo nel nascondere il suo disturbo, o perché erano tutti troppo distratti?

«Nessuno ha colpa, il parricidio esiste da sempre, in psichiatria è ben noto. A mio parere Riccardo si portava dentro una ferita antica, risalente magari ai primi anni di vita. La psicosi si forma anche in questo modo. Uccidendo i familiari ha ucciso i propri fantasmi. È tremendo, ma è così. E mentre li pugnalava era assolutamente convinto di fare la cosa giusta».

Questo però fa paura. Potremmo non accorgerci che nella testa di un ragazzino si nasconde un killer?

«Può succedere. Per fortuna sono accadimenti rari».

Non ci sarà un legame anche con l’esposizione continua sui social, sul web, a scene di violenza estrema, così reiterate da sembrare quasi un videogioco?».

«Siamo di fronte a un disturbo più profondo, non a una devianza che può nascere da un contesto sociale, dalla droga o dal confondere il reale con il virtuale. Ho pensato a Raskolnikov, il protagonista di Delitto e Castigo. Anche lui uccide per scacciare i propri fantasmi».

Riccardo diceva di sentirsi oppresso dalla famiglia.

«Tutti gli adolescenti si sentono limitati dai propri genitori ma non per questo fanno una strage. Quel ragazzo ha dato invece ascolto alle sue ossessioni».

Quindi lei ritiene che Riccardo sia malato di mente?

«Dico che il suo è un comportamento psicotico. E spero che in carcere, appunto, venga non solo custodito ma curato».

Leggi i commenti