La paura di non trovare posto nel servizio pubblico o magari di dover aspettare troppo per visite ed esami spinge gli italiani verso le polizze assicurative. Il cosiddetto “ramo malattia”, secondo i nuovi dati di Ania, l’Associazione nazionale imprese assicurative, sta iniziando a firmare contratti ad un ritmo mai visto in un Paese dove fino a pochi anni fa ci si affidava esclusivamente all’ ‘assicuratore pubblico’, cioè al sistema sanitario nazionale.
La crescita dei premi
Nel 2023 la spesa totale per i premi delle polizze individuali è arrivata 1 miliardo e 280 milioni, con una crescita del 30% in due anni e del 100% in dieci. Ania ha anche i dati dei fondi sanitari e in generale delle cosiddette polizze collettive (welfare aziendali, casse professionali varie, mutuo soccorso e così via) e pure quelle crescono in maniera importante. Così il totale dei premi pagati sia per gli accordi individuali che per quelli collettivi raggiunge i 3 miliardi e 714 milioni. Dieci anni fa il dato e…
La paura di non trovare posto nel servizio pubblico o magari di dover aspettare troppo per visite ed esami spinge gli italiani verso le polizze assicurative. Il cosiddetto “ramo malattia”, secondo i nuovi dati di Ania, l’Associazione nazionale imprese assicurative, sta iniziando a firmare contratti ad un ritmo mai visto in un Paese dove fino a pochi anni fa ci si affidava esclusivamente all’ ‘assicuratore pubblico’, cioè al sistema sanitario nazionale.
La crescita dei premi
Nel 2023 la spesa totale per i premi delle polizze individuali è arrivata 1 miliardo e 280 milioni, con una crescita del 30% in due anni e del 100% in dieci. Ania ha anche i dati dei fondi sanitari e in generale delle cosiddette polizze collettive (welfare aziendali, casse professionali varie, mutuo soccorso e così via) e pure quelle crescono in maniera importante. Così il totale dei premi pagati sia per gli accordi individuali che per quelli collettivi raggiunge i 3 miliardi e 714 milioni. Dieci anni fa il dato era di 1,9 miliardi. Anche in questo caso il valore è quasi raddoppiato.
Metà delle visite nel privato
La crescita della spesa per le polizze è molto superiore a quella della spesa sanitaria privata, che è arrivata a quasi 46 miliardi, cioè circa circa il 2% tra 2022 e 2023 secondo Istat. Anche questo è un dato del quale tenere conto. Ci si assicura soprattutto per la specialistica, cioè per pagarsi visite ed esami, attività per le quali il pubblico spesso stenta a dare risposte nei tempi, anche perché ha visto un grande aumento della domanda. C’è un altro numero che riassume il fenomeno. Il 50% delle visite presso gli specialisti in Italia ormai sono in regime privato e vista la tendenza, a breve il pubblico sarà superato. Come ha segnalato Istat (poi ripreso dall’osservatorio Gimbe) ci sarebbero 4,5 milioni di persone che rinunciano a prestazioni sanitarie ogni anno. Probabilmente nel dato pesa l’odontoiatria.
Comunque sia, per potersi permettere gli accertamenti, o comunque avere un aiuto, visto che possono esserci franchigie, in molti firmano polizze assicurative, magari non troppo costose e con una copertura ridotta, ma che assicurano, anche in centri convenzionati, una risposta rapida. Già adesso circa il 12% delle visite viene pagato dalle assicurazioni. Anche questo potrebbe essere un dato destinato a salire.
Polizze con coperture ridotte
Intanto le compagnie hanno corretto le loro strategie. “Le grandi coperture totali di una volta sono meno diffuse – dice Luigi Preti dell’osservatorio Cergas di Bocconi - e il successo potrebbe essere legato proprio alla scelta di mercato di offrire prodotti meno onerosi e più specifici”. Anche online sono a disposizione polizze che partono da poco più di 100 euro all’anno e danno coperture ridotte. Difficilmente vengono offerte prestazioni con ricovero, proprio per tenere basso il prezzo del premio. Al limite si trovano indennità da 50 euro al giorno, quindi basse, per chi deve dormire in una clinica. Poi ci sono pacchetti che offrono giusto un esame all’anno. La strategia delle aziende paga, visti i numeri degli incassi, che continuano a crescere ogni anno in doppia cifra.