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Università, stretta sulle telematiche: più prof, lezioni in diretta ed esami solo dal vivo

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A breve il decreto della ministra Bernini. Il numero degli insegnanti sarà raddoppiato, ma in realtà il precedente “1154”, mai applicato, era più severo
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ROMA — Di rientro da un lungo viaggio che l’ha portata in Uzbekistan e Messico, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini dovrà affrontare — prima questione nella gerarchia delle decisioni da prendere — il decreto sulle università telematiche e, più in generale, sull’erogazione del sapere online attraverso atenei privati dedicati e università tradizionali.

Il testo sui requisiti

Gli uffici ministeriali hanno consegnato un testo che, innanzitutto, separa in due il decreto e, nella prima metà che sarà a breve firmata, prevede i cosiddetti requisiti che gli atenei telematici dovranno avere per ottenere l’autorizzazione a continuare nell’attività. In seconda battuta, il ministero si occuperà dell’aggiornamento del Piano triennale universitario.

ROMA — Di rientro da un lungo viaggio che l’ha portata in Uzbekistan e Messico, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini dovrà affrontare — prima questione nella gerarchia delle decisioni da prendere — il decreto sulle università telematiche e, più in generale, sull’erogazione del sapere online attraverso atenei privati dedicati e università tradizionali.

Il testo sui requisiti

Gli uffici ministeriali hanno consegnato un testo che, innanzitutto, separa in due il decreto e, nella prima metà che sarà a breve firmata, prevede i cosiddetti requisiti che gli atenei telematici dovranno avere per ottenere l’autorizzazione a continuare nell’attività. In seconda battuta, il ministero si occuperà dell’aggiornamento del Piano triennale universitario.

Il “Decreto requisiti” prevede un moltiplicatore “2” per il numero dei docenti oggi presenti negli undici atenei online, ed è la questione più spinosa. La media degli insegnanti (perlopiù a contratto) nelle realtà dell’insegnamento digitale è di uno ogni 384 studenti quando nelle 84 università pubbliche e tradizionali questo rapporto è pari a uno a 28. Con l’approvazione del Decreto Bernini nell’online si scenderebbe a un docente per 192 discenti, compromesso sul quale persino Stefano Bandecchi, padrone dell’università telematica Unicusano, ha abbassato le barricate.

Multiversity favorevole al compromesso

Paolo Miccoli, già presidente dell’Agenzia pubblica Anvur e oggi alla guida della syndication che difende gli atenei online, si chiama “United”, ancora a marzo parlava di un rapporto virtuoso tra tradizionali e online — sempre sul piano dei docenti-discenti - di uno a tre, ma, in verità, il prossimo testo del ministero lo lascerebbe a uno a sei. L’attuale legge, il Decreto 1154 del 2021, mai applicato, parlava di un rapporto tra docente e classe di studenti di uno a uno: il raddoppio del numero degli insegnanti per le telematiche sarebbe un risultato gradito a Multiversity, la factory digitale più importante del lotto.

Ancora, il Decreto requisti ipotizza almeno il 20 per cento delle attività formative da erogare in presenza e il ripristino della regola che l’esame vada svolto di persona, «salvo situazioni eccezionali». Infine, il 40 per cento delle lezioni online dovrà essere sincrono e non più affidato solo agli streaming serali.

La fabbrica delle lauree facili

Con il nuovo decreto, l’Anvur diventerà il sorvegliante dell’attuazione della legge e il suo presidente, Felice Auricchio, si dice convinto che molti dubbi sull’effettiva qualità delle telematiche e sull’applicazione delle promesse messe per iscritto da United (corsi in presenza ed esami dal vivo, non di facile controllo) si scioglieranno grazie ai Teco, test di verifica delle competenze da richiedere agli studenti. La contrarietà delle accademie tradizionali, qui rappresentate dalla Crui, sul tema è forte: «E’ come se dovessimo fare una seconda prova a un universitario di un ateneo pubblico che ha appena passato un esame per valutare se lo ha superato con merito oppure no».

Avs: atenei online enti senza scopo di lucro

Gli atenei telematici hanno avuto una crescita sostanziale: i corsi di studio da 70 nel 2011 sono diventati 250 quest’anno. Gli iscritti sono passati da 44.977 a 186.536 tra il 2011 e il 2021: 141.599 studenti in più in dieci anni, il 293,9 per cento. Nei giorni scorsi Alleanza Verdi e Sinistra ha depositato una proposta di legge che prevede che entro 12 mesi le università online debbano trasformarsi in enti senza scopo di lucro e che i criteri di accreditamento delle università pubbliche e di quelle private siano parificati.

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