Bronchiolite, per il farmaco contro il virus sinciziale il ministero chiede aiuto alle Regioni che sono riuscite a comprarlo
di Michele BocciMentre a Roma si sforzano per trovare, anche se in ritardo, una soluzione per dare il farmaco contro il virus respiratorio sinciziale ai neonati di tutto il Paese, nelle Regioni qualcuno parte già. Da oggi si crea la sproporzione temuta dalle realtà del Sud: il nuovo anticorpo monoclonale di Sanofi contro il virus che provoca la bronchiolite nei bambini piccoli è stato somministrato per la prima volta in Lombardia. In altre zone del Paese si partirà a breve, mentre al Sud non ci sono dosi.
Il medicinale
Da mesi si sa che sul mercato sarebbe arrivato il nirsevimab, un anticorpo monoclonale che previene la bronchiolite. Al ministero però nessuno ha pensato ad organizzare una campagna per utilizzarlo. L’azienda produttrice non ha chiesto ad Aifa di inserirlo in fascia A, quella a carico del sistema sanitario, ma lo ha messo in C, cioè a carico dei pazienti. Poi Sanofi è andata dalle Regioni a trattare la vendita. E così alcune amministrazioni hanno fatto le gare e ottenuto il medicinale…
Mentre a Roma si sforzano per trovare, anche se in ritardo, una soluzione per dare il farmaco contro il virus respiratorio sinciziale ai neonati di tutto il Paese, nelle Regioni qualcuno parte già. Da oggi si crea la sproporzione temuta dalle realtà del Sud: il nuovo anticorpo monoclonale di Sanofi contro il virus che provoca la bronchiolite nei bambini piccoli è stato somministrato per la prima volta in Lombardia. In altre zone del Paese si partirà a breve, mentre al Sud non ci sono dosi.
Il medicinale
Da mesi si sa che sul mercato sarebbe arrivato il nirsevimab, un anticorpo monoclonale che previene la bronchiolite. Al ministero però nessuno ha pensato ad organizzare una campagna per utilizzarlo. L’azienda produttrice non ha chiesto ad Aifa di inserirlo in fascia A, quella a carico del sistema sanitario, ma lo ha messo in C, cioè a carico dei pazienti. Poi Sanofi è andata dalle Regioni a trattare la vendita. E così alcune amministrazioni hanno fatto le gare e ottenuto il medicinale. Le altre, in particolare quelle in piano di rientro (tutte dal Lazio in giù tranne la Basilicata) si preparavano a partire finché il ministero con una circolare non le ha bloccate. Proprio perché hanno problemi di bilancio non potrebbero acquistare prodotti in fascia C per i loro cittadini. Sono esplose le polemiche e il ministero ha fatto retromarcia, dicendo che avrebbe chiesto ad Aifa di riclassificare il farmaco, portandolo in fascia A. Ma l’azienda non ha voluto procedere allo spostamento, che senza la sua richiesta non può avvenire.
I 75 milioni del ministero
E così al ministero si sta pensando a una soluzione diversa. Si sarebbero trovati 75 milioni di euro per comprare dalle Regioni che sono riuscite nell’acquisto (6 o 7) dosi da ridistribuire a quelle che non ne hanno. Sanofi infatti ha detto di non avere abbastanza disponibilità del farmaco per rispondere alle gare di tutte le Regioni (ad esempio a quella del Lazio non si è presentata). Bisogna però dare indicazioni sulle categorie prioritarie da trattare e per questo si sta preparando un piano. C’è pochissimo tempo per agire, visto che la campagna dovrebbe iniziare a novembre. Intanto, le Regioni si muovono in ordine sparso. Ieri c’è stata una riunione nel corso della quale dal ministero hanno chiesto un “contributo di solidarietà” alle realtà che sono riuscite a fare gli ordini. Si spera che possano dare abbastanza dosi per coprire in parte i bisogni delle altre. La disponibilità ci sarebbe ma non è chiaro quante dosi si riusciranno a raccogliere.
La Lombardia parte
Ieri, 10 ottobre, la Lombardia ha annunciato di essere partita "in anticipo” con la somministrazione. La campagna prevede l’immunizzazione per i bambini nati nel 2024. “Grazie alla programmazione degli acquisti che abbiamo fatto a luglio - spiega l'assessore al Welfare, Guido Bertolaso - siamo riusciti ad avere già disponibili le dosi per iniziare l'immunizzazione dei bambini e le prime somministrazioni sono avvenute questa mattina all'Asst di Crema”. Durante le vaccinazioni programmate è stata proposta l'immunizzazione contro il virus sinciziale e 10 famiglie su 11 hanno dato il consenso. Anche la Toscana partirà a breve e l’Emilia aspetta la consegna delle dosi. Poi ci sono due delle Regioni del Sud che a suo tempo hanno protestato duramente per la circolare del ministero che bloccava l’acquisto da parte loro e cioè Puglia e Sicilia. Hanno annunciato entrambe che partiranno, quindi forzando la mano per proteggere i neonati. Ma non è chiaro se l’azienda consegnerà loro le dosi. Così l’unica speranza è che avanzi qualcosa a chi è riuscito a fare gli ordini.