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Ryanair, avarie in serie in pochi giorni. L’Enac: “Ma non possiamo controllare gli aerei”

Brindisi, 3 ottobre: principio di incendio per un volo Ryanair (ansa)

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La compagnia low cost accusa problemi dal primo ottobre. Ma i velivoli, se registrati all’estero, ad esempio a Malta o Dublino, non possono essere ispezionati nel nostro Paese
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ROMA – Un paradosso prende corpo nei cieli italiani. Ryanair accusa tre avarie nel nostro Paese in pochi giorni, tra il primo e il 10 ottobre. E un quarto guasto interessa un volo Ryanair diretto in Italia, in partenza dalla Germania.

Eppure l’Enac – la nostra autorità che vigila sulla sicurezza aerea – non può salire a bordo dei velivoli, per capire meglio che cosa sia successo. E la nostra Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv), che dovrebbe condurre un’indagine analitica, incontrerà dei problemi ad approfondire il caso.

Insomma, i controllori italiani (Enac e Ansv) hanno le mani legate. A rivelarlo a Repubblica è Pierluigi Di Palma, il presidente dell’Enac.

Brindisi, l'aereo in fiamme (cortesia: @aviationbrk) 

La targa straniera

"C’è un problema generale – spiega Di Palma – che abbiamo posto anche all’Easa, l’Agenzia europea per la Sicurezza aerea. Noi rivendichiamo il dirit…

ROMA – Un paradosso prende corpo nei cieli italiani. Ryanair accusa tre avarie nel nostro Paese in pochi giorni, tra il primo e il 10 ottobre. E un quarto guasto interessa un volo Ryanair diretto in Italia, in partenza dalla Germania.

Eppure l’Enac – la nostra autorità che vigila sulla sicurezza aerea – non può salire a bordo dei velivoli, per capire meglio che cosa sia successo. E la nostra Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv), che dovrebbe condurre un’indagine analitica, incontrerà dei problemi ad approfondire il caso.

Insomma, i controllori italiani (Enac e Ansv) hanno le mani legate. A rivelarlo a Repubblica è Pierluigi Di Palma, il presidente dell’Enac.

Brindisi, l'aereo in fiamme (cortesia: @aviationbrk) 

La targa straniera

"C’è un problema generale – spiega Di Palma – che abbiamo posto anche all’Easa, l’Agenzia europea per la Sicurezza aerea. Noi rivendichiamo il diritto di controllare tutti gli apparecchi che operano nel nostro Paese”.

"In realtà, però, volano in Italia degli aeromobili che sono registrati in altri Paesi europei: a Malta, ad esempio, oppure a Dublino in Irlanda”. E questi aeromobili –con targa maltese o irlandese – possono essere controllati solo dalle autorità di Malta e Dublino, nel caso di avarie.

Gli italiani, che pure subiscono le conseguenze dei guasti a ripetizione, come nel caso di Ryanair, non possono mettere bocca, a meno che le autorità dei Paesi di registrazione decidano di coinvolgerli nell’indagine sul guasto. Così stabiliscono le norme dell’Ue.

La lettera di Salvini all'Easa del 28 agosto 2024 

La lettera di Salvini

La nostra Enac, quindi, ha posto il problema di questa esclusione in sede europea, all’Agenzia per la Sicurezza aerea (Easa). E il pressing della nostra Enac è stato sostenuto da una lettera del ministro Matteo Salvini (Trasporti).

Il 28 agosto, nella sua missiva sempre all’Agenzia europea per la Sicurezza Aerea, Salvini ricorda “la vicenda dei 200 passeggeri italiani letteralmente abbandonati nell’aeroporto di Madeira” in Portogallo dal vettore Wizz Air.

In questo caso si consuma un altro paradosso nel paradosso perché la compagnia ungherese Wizz Air è vigilata direttamente dall’Agenzia europea Easa.

Sempre Salvini, nella sua lettera, incoraggia l’Easa a sostenere l’Italia in un primo tentativo di migliorare la situazione. Il nostro Paese – ricorda – “sta sottoscrivendo un accordo con la Direzione Generale dell’Aviazione Civile di Malta per il controllo congiunto dei vettori maltesi che svolgono la maggior parte delle operazioni in Italia”.

Il motore a fuoco

Ecco tutte le avarie di Ryanair:

- primo ottobre, un Boeing atterra a Bergamo, 4 pneumatici esplodono;
- 3 ottobre, Brindisi, un aereo accusa un principio di incendio;
- 6 ottobre, problemi per un velivolo da Memmingen, Germania
(avaria al sistema di protezione del motore dal fuoco);
- 10 ottobre, un velivolo diretto a Londra, rientra a Brindisi (spie accese).

Su tutti questi guai di Ryanair, dice la sua sempre Di Palma, presidente dell’Enac: “La compagnia irlandese fa investimenti importanti nell’acquisto di aeromobili tutti nuovi. Questa loro scelta ci rassicura, in linea di principio”.

"Certo, stiamo valutando i casi ricorrenti di questi giorni, nei limiti di quello che le norme europee ci permettono di fare”.

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