Una nuova cometa vicina alla Terra, si vede a occhio nudo. Passa ogni 80 mila anni, l’ultima volta c’erano i Neanderthal
di Elena DusiLa spettacolare cometa C/2023 A3 Tsuchinshan-Atlas si mostra da venerdì sera in tutto il suo splendore: il 12 ottobre ha iniziato a sfiorare la Terra, transitando alla distanza minima di 71 milioni di chilometri da noi. È già visibile a occhio nudo subito dopo il tramonto, a ovest. Le sue visite alla Terra si ripetono ogni 80 mila anni. Ad ammirarla, l’ultima volta, sarebbero quindi stati gli uomini di Neanderthal.
Avrà l’aspetto di un disco sfumato, con una coda da un lato. Le comete sono detriti che risalgono alla formazione del sistema solare, avvenuto miliardi di anni fa. Si riscaldano mentre viaggiano verso il sole, rilasciando il materiale che forma la loro caratteristica coda.
Domenica si vedrà bene
Dopo aver aggirato il Sole il 9 ottobre, la C/2023 A3 Tsuchinshan-Atlas è diventata visibile all'ora del tramonto, per pochi minuti, ma con un'ottima luminosità. "Prevediamo che in questi giorni, in particolare domenica, sarà facile vederla anche a occhio nudo” spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. “Ovviamente sarà meglio trovarsi in luoghi con pochi ulteriori disturbi, ma la si dovrebbe vedere praticamente da ovunque, l'importante è non avere ostacoli sull'orizzonte verso il Sole che tramonta".
Cosa fare per vedere bene la cometa
Il 12 ottobre la cometa è passata alla distanza minima dalla Terra, ora è già lungo la strada che la porterà ad allontanarsi sempre più dalla nostra stella, verso la parte più esterna del sistema solare. Sarà dunque sempre più alta sull'orizzonte ,ma allo stesso tempo (proprio per la maggiore distanza dal Sole) tenderà gradualmente ad affievolirsi. A questo si aggiunge una Luna sempre più ingombrante, che sarà piena il 17 ottobre.
Chi vorrà seguire questo spettacolo con il commento di un esperto potrà seguire le riprese del Virtual Telescope che riprenderà il passaggio attraverso i telescopi robotici installati a Manciano (Grosseto), il più puro dei cieli stellati dell'Italia peninsulare, e la voce di Gianluca Masi.