Carlo Budel, la seconda vita del rifugista della Marmolada: “Ho lasciato Punta Penia, il mio erede sarà un giovane”
Dopo sette estati in cima alla Marmolada, a far da guardia al rifugio più alto delle Dolomiti, Carlo Budel ha appena detto addio a Capanna Punta Penia ed è tornato a valle per aprire un bed&breakfast e andare a funghi. “Anche questo ha i suoi rischi….”, ha raccontato su Facebook mostrando la sua auto finita in un dirupo.
Per arrivare lì bisogna partire da un paio di settimane fa quando sulla sua pagina Budel ha dato l’addio ai monti più alti: “Grazie di tutto capannina… Sette estati meravigliose, mi hai protetto da fulmini, tormente di neve e vento a 190 km. Resterai per sempre nella mia anima. Ora ricomincio ad andare per monti”, aveva scritto sui social, nel lasciare quel rifugio a 3.343 che in condizioni estreme è stato tutto, un attimo prima di cominciare la sua seconda vita che inizia da altri mattoni, ristrutturando una casetta a Roncoi tra Feltre e Belluno.
"Non vivo l’estate da sette anni. Voglio tornare a funghi e a pescare”. Una seconda vita che ha pure le sue insidie: …
Dopo sette estati in cima alla Marmolada, a far da guardia al rifugio più alto delle Dolomiti, Carlo Budel ha appena detto addio a Capanna Punta Penia ed è tornato a valle per aprire un bed&breakfast e andare a funghi. “Anche questo ha i suoi rischi….”, ha raccontato su Facebook mostrando la sua auto finita in un dirupo.
Per arrivare lì bisogna partire da un paio di settimane fa quando sulla sua pagina Budel ha dato l’addio ai monti più alti: “Grazie di tutto capannina… Sette estati meravigliose, mi hai protetto da fulmini, tormente di neve e vento a 190 km. Resterai per sempre nella mia anima. Ora ricomincio ad andare per monti”, aveva scritto sui social, nel lasciare quel rifugio a 3.343 che in condizioni estreme è stato tutto, un attimo prima di cominciare la sua seconda vita che inizia da altri mattoni, ristrutturando una casetta a Roncoi tra Feltre e Belluno.
"Non vivo l’estate da sette anni. Voglio tornare a funghi e a pescare”. Una seconda vita che ha pure le sue insidie: ''Sono andato a funghi, ho parcheggiato a bordo strada e la macchina è finita giù di sotto. Ci sono volute 5 ore per recuperarla - ha spiegato - un verricello e dico grazie ai fratelli Roni e Sergio che mi hanno tirato su. Idioti si nasc. Io lo sono nato e idiota resterò''. Il tutto col sorriso sulla bocca. Perché, dice Budel, '”ho raggiunto un livello che tutto mi fa ridere. Un tempo mi sarei preoccupato, la macchina, aiuto. Ma ora non vivo più niente in maniera pesante''.
Saranno gli ultimi anni che han temprato il 51enne bellunese, custode solitario di un rifugio antico realizzato con i resti delle baracche militari austriache della Grande Guerra, aggrappato alla montagna con otto tiranti d’acciaio. L’acqua calda sciogliendo il ghiaccio nella stufa, l’approvvigionamento zaino in spalle, poche persone attorno, gli alpinisti che riuscivano a salire in vetta, “che quando li guardo negli occhi però vedo la felicità”, il campo che va e viene e “quando prende ne approfitto per mandare le mie foto”.
in vetta alla Marmolada era arrivato nel 2017, quando Aurelio Soraruf, proprietario della Capanna Penia e del Rifugio Castiglioni Marmolada al Fedaia, cercava una persona che stesse alla Capanna. Da allora Budel è diventato “la sentinella delle Dolomiti”.
Anche quando, due anni fa, il 3 luglio del 2022, undici persone morirono travolte da un frana del ghiacciaio. “Giorni molto dolorosi, cose che ti segnano profondamente”, ha detto Budel al Trentino. Lo hanno accusato pure di aver speculato su quella tragedia: “Dicevano che sapevo che il ghiacciaio sarebbe crollato; come se fossi un geologo o un glaciologo! Sono cose talmente folli che non vale la pena rispondere”, ha risposto al Corriere del Trentino. "Sono sempre in contatto con le famiglie delle vittime, per due anni di fila ho fatto dire messa per loro, chi diffonde infamità non sa neanche di cosa parla”.
E ora di Capanna Penia che ne sarà? “Spero venga uno in gamba, che faccia star bene le persone che vengono qua a dormire. Un ragazzo lo avrei già trovato, è bravo, fa alpinismo, non ha paura della solitudine e vive in furgone col suo cane. Si vedrà”, ha spiegato Budel sempre al Trentino. E se poi proprio nessuno volesse allora tornerà su lui, per l’ottava volta, “piuttosto che farla stare chiusa lo farei, ma solo se non trovano nessuno e sarebbe l’ultima davvero, poi punto e stop”.